L’ondata di manifestazioni a favore dell’aborto si dilaga in diverse parti del mondo. Dalle piazze di Varsavia, a quelle di Buenos Aires. Dal 1921, l’aborto è considerato un reato in Argentina, punibile fino a quattro anni di carcere, salvo in caso di stupro o di rischio per la vita della madre.

Articolo 1: Interruzione volontaria della gravidanza. Nell’esercizio dei suoi diritti umani, ogni donna o altra identità con la capacità di gestazione ha il diritto di decidere volontariamente e di acconsentire all’interruzione della gravidanza fino alla quattordicesima settimana di gestazione inclusa.

Inizia così il testo del disegno di legge per la legalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza che è stato approvato dalla Camera dei deputati lo scorso 10 dicembre con 131 voti a favore, 117 voti contrari, 6 astenuti, superando così il minimo di 129 voti necessari. Il disegno di legge si riferisce alla legalizzazione di diversi casi di aborto: quello terapeutico, quello derivante da abusi sessuali e, infine, quello volontario derivante dalla decisione della madre entro la quattordicesima settimana di gravidanza.

Nonostante la recessione economica e la crisi pandemica, i diritti delle donne sono un priorità al centro del governo del presidente Alberto Fernandez. Il 15% del budget per il 2021 viene destinato a iniziative che promuovono la parità di genere, tra cui il finanziamento di programmi di prevenzione della violenza, l’inserimento nel sistema pensionistico di donne che non fanno parte della forza lavoro formale e la lotta contro la tratta di esseri umani. Dunque, la questione dell’aborto viene inserita in un programma più vasto volto alla protezione delle donne incinte e dei loro neonati.

Il Senato avrà l’ultima parola, l’esito finale è atteso per la fine dell’anno. Dopo il rifiuto del Senato nel 2018, più di 50 progetti sono stati presentati per lavorare sulla questione e nessuno di essi è stato affrontato.

Cosa è cambiato dal tentativo del 2018? Al giorno d’oggi, il tabù sull’aborto è superato grazie a un dibattito costante sulla materia. Inoltre, grazie al supporto del governo, l’aborto viene definito come una questione di salute pubblica, non vincolata ad una discussione religiosa o a convinzioni personali.

L’opinione pubblica resta comunque divisa. La marea verde del movimento femminista lo considera una conquista. Gli oppositori lo ritengono un atto a senso unico, a favore delle donne, e contrario al bambino ma anche al padre. C’è inoltre una forte opposizione della Chiesa che esprime il suo rifiuto verso il progetto promosso dal Governo.L’aborto è una questione di interesse sociale. Favorire l’aborto significa evitare le operazioni illegali ma anche tutelare le donne. Secondo un rapporto di Human Rights Watch, ogni anno in Argentina vengono praticati tra 371.965 e 522.000 aborti, e 39.000 donne argentine devono essere ricoverate in ospedale per complicazioni derivanti da operazioni illegali. Secondo un rapporto dell’Access to Safe Abortion Network, tra il 2016 e il 2018, ci sono stati circa 65 decessi per complicanze dovute dall’aborto. Nello stesso periodo hanno partorito 7.262 ragazze dai 10 ai 14 anni.

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