La Commissione Europea, con la comunicazione “EUROPA 2020”, ha individuato tre priorità: crescita intelligente, crescita sostenibile  e crescita inclusiva. La strategia EUROPA 2020  si articola in 5 obiettivi tra i quali la riduzione di almeno 20 milioni di unità del numero di persone a rischio o in condizioni di povertà e di esclusione sociale. I programmi FSE e FESR 2014-2020 contribuiscono al perseguimento di tale obiettivo quindi, alle Regioni promotrici di tali Programmi operativi viene assegnato un ruolo centrale.  La regione Lazio ha emesso il bando per la  presentazione di proposte progettuali di presa in carico, orientamento e accompagnamento a percorsi di inclusione sociale attiva  inserendosi nell’Asse II Inclusione sociale e lotta alla povertà del POR FSE 2014-2020 per contribuire ad un’azione di attivazione ed inclusione di soggetti appartenenti alle categorie più svantaggiate della popolazione.

Beneficiari:

Soggetti del terzo settore di cui all’art. 39 comma 2 della legge regionale del 10 agosto 2016 n. 11:

  1. organizzazioni di volontariato di cui alla l.r. 29/1993 e successive modifiche;
  2. associazioni di promozione sociale di cui alla l.r. 22/1999 e successive modifiche;
  3. associazioni di cui alla legge regionale 24 maggio 1990, n. 58 (Concessione di contributi ad associazioni sociali regionali) e successive modifiche;
  4. cooperative sociali di cui alla l.r. 24/1996 e successive modifiche;
  5. imprese sociali di cui al decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155 (Disciplina dell’impresa sociale, a norma della legge 13 giugno 2005, n. 118) e successive modifiche;
  6. fondazioni;
  7. fondazioni di partecipazione e di comunità;
  8. istituti di patronato e di assistenza sociale di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152 (Nuova disciplina per gli istituti di patronato e di assistenza sociale) e successive modifiche;
  9. enti ausiliari di cui all’articolo 2 della legge regionale 22 settembre 1982, n. 44 (Disciplina delle attività di prevenzione e riabilitazione degli alcoolisti e tossicodipendenti svolte dagli enti ausiliari di cui all’ articolo 94 della legge 22 dicembre 1975, n.685) e successive modifiche;
  10. enti riconosciuti delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese;
  11. gli altri soggetti privati non a scopo di lucro.

I soggetti indicati devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • documentata esperienza almeno triennale con riferimento ad attività di presa in carico analoghe a quelle del presente avviso con riferimento alle categorie di destinatari oggetto dell’intervento proposto
  • sede legale e operativa nella regione Lazio, oppure sede legale fuori dalla regione Lazio ma almeno una sede operativa ubicata nel territorio regionale.
Proposte attivabili:

Le proposte progettuali  devono indirizzarsi ad uno o più dei seguenti target:

  • Donne vittime di violenza prese in carico dalla rete antiviolenza e avviate verso percorsi di autonomia;
  • Giovani tra i 18 e i 29 anni in condizioni di disagio economico e sociale definito dai seguenti elementi: inoccupazione persistente, famiglie multiproblematiche, condizioni a rischio per uso stupefacenti e micro criminalità;
  • Giovani adulti tra i 18 e i 35 anni con disabilità (art.3 comma 1 della legge 104/92) e/o disagio psichico medio-grave diagnosticato dalle strutture sanitarie pubbliche;
  • Persone tra i 16 e i 24 anni di età sottoposte ad almeno un provvedimento definitivo di condanna emesso dall’Autorità giudiziaria con limitazione o restrizione della libertà individuale, in regime di media sicurezza senza aggravanti di pericolosità sociale a 6/9 mesi dal fine pena;
  • Persone tra i 25 e i 54 anni di età sottoposte ad almeno un provvedimento definitivo di condanna emesso dall’Autorità giudiziaria di limitazione o restrizione della libertà individuale, in regime di media sicurezza senza aggravanti di pericolosità sociale a 6/9 mesi dal fine pena.

Inoltre i progetti devono prevedere 3 fasi specifiche:

1.Presa in carico

 Questa fase si attuerà con modalità diverse a seconda delle tipologie dei destinatari e potrà prevedere sia attività di individuazione diretta sul territorio, sia prese in carico in collaborazione con le reti e i servizi competenti di riferimento rispetto ai target scelti. Per quanto riguarda specificatamente il target dei detenuti i destinatari saranno individuati dall’Amministrazione Penitenziaria, in base a specifici accordi da stipulare tra la stessa e la Regione Lazio

2.Orientamento

 Attraverso attività di assessment e counseling si dovrà conseguire una valutazione iniziale delle risorse, delle competenze, delle attitudini, dei desiderata della persona così come anche delle difficoltà di ordine sociale economico che tengano conto anche del contesto familiare e sociale e di eventuali problematiche sanitarie. Questa fase è finalizzata alla definizione del progetto individualizzato. L’attività può prevede attività di gruppo e di tipo individuale.

3.Progetto individualizzato

Questa fase prevede la definizione, in accordo con il destinatario, del percorso individualizzato che dovrà essere svolto durante il progetto, con l’obiettivo di rafforzamento delle capacità personali e di ri-attivazione nel tessuto sociale. I percorsi individualizzati dovranno essere pianificati prevedendo, a seconda delle caratteristiche della persona, le seguenti azioni:

a. Azioni di empowerment: obiettivo dell’azione è quello offrire occasioni di crescita personale, professione e di integrazione della persona nelle comunità locali. Nel progetto, il proponente dovrà descrivere le attività che intende promuovere, quali risorse e reti locali intende attivare (volontariato, azioni di cittadinanza attiva, rafforzamento di competenze relazionali e tecniche, ecc.), le metodologie e le durate previste;

b. Accompagnamento: la realizzazione dei percorsi individualizzati dovrà essere accompagnata da una attività di tutoraggio e Scouting sulle opportunità formative e lavorative disponibili offerte sia dalle Amministrazioni pubbliche che dal sistema delle imprese anche no profit, al fine di orientare il progetto individualizzato a successivi inserimenti lavorativi;

c. Sostegno psicologico: potranno essere previsti anche specifici interventi di assistenza psicologica individuale o di gruppo finalizzati a rafforzare l’autostima e la capacità di relazione dei destinatari. Nella progettazione dell’intervento, il proponente dovrà indicare modalità di svolgimento, metodologie, contenuti formativi previsti e durate orarie;

d. Sostegno e counselling familiare: potranno essere previste misure di sostegno nei confronti delle famiglie dei destinatari, allo scopo di promuovere una partecipazione attiva di tutto il nucleo familiare nei percorsi di inclusione, condividendo scelte e obiettivi, anche in ottica di potenziamento complessivo dell’intervento realizzato sul singolo destinatario coinvolto nel progetto;

e. Sostegno e counselling in materia di diritto civile penale fiscale e del lavoro da realizzarsi anche attraverso la rete dei servizi territoriali (obbligatorio per i detenuti;

f. Laboratori inclusivi: da svolgersi in gruppo, dovranno essere previste attività laboratoriali, visite di studio, attività su competenze chiave volte al rafforzamento delle espressività personale in un’ottica di inclusione sociale.

  • I progetti devono prevedere una durata massima di 12 mesi.
  • Per ogni singolo destinatario, il percorso individuale e le relative azioni che lo articolano non potranno avere durata superiore ai 10 mesi.
Risorse finanziabili:

Le risorse destinate a tale bando ammontano a complessivi euro 24.000.000,00 e sono suddivise in 5 linee che corrispondono ad ognuna alle tipologie di destinatari:

a) Linea 1 – Donne vittime di violenza prese in carico dalla rete antiviolenza e avviate verso percorsi di autonomia: euro 2.000.000,00;

b) Linea 2 – Giovani tra i 18 e i 29 anni in condizioni di disagio economico e sociale definito dai seguenti elementi: inoccupazione persistente, famiglie multiproblematiche, condizioni a rischio per uso stupefacenti e micro criminalità: euro 8.000.000,00;

c) Linea 3 – Giovani adulti tra i 18 e i 35 anni con disabilità (art.3 comma 1 della Legge 104/92) e/o disagio psichico medio-grave diagnosticato dalle strutture sanitarie pubbliche: euro 10.000.000,00;

d) Linea 4 – Persone tra i 16 e i 24 anni di età sottoposte ad almeno un provvedimento definitivo di condanna emesso dall’Autorità giudiziaria con limitazione o restrizione della libertà individuale, in regime di media sicurezza senza aggravanti di pericolosità sociale a 6/9 mesi dal fine pena: euro 2.000.000,00;

e) Linea 5 – Persone tra i 25 e i 54 anni di età sottoposte ad almeno un provvedimento definitivo di condanna emesso dall’Autorità giudiziaria di limitazione o restrizione della libertà individuale, in regime di media sicurezza senza aggravanti di pericolosità sociale a 6/9 mesi dal fine pena: euro 2.000.000,00.

– Ciascuna proposta potrà avere un importo massimo di 250.000,00 euro;

– Per ciascun destinatario dovrà essere prevista, per ciascuna ora di attività svolta, un’indennità oraria pari a sei euro/ora per complessive 600 ore;

– L’importo mensile massimo dell’indennità non potrà pertanto essere superiore a 300,00 euro lordi, con una maggiorazione o diminuzione del 25% in caso di picchi di attività in specifici mesi di attività.

Scadenze:

dal 18 febbraio 2019 alle ore 17.00 dell’11 marzo 2019

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