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Contrastare tutte le forme di intolleranza con il programma REC (Right Equality and Citizenship)

Il programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza (REC – Right Equality and Citizenship) mira alla protezione dei diritti e alla promozione della non discriminazione contribuendo all’implementazione della Priorità Europea relativa all’avanzamento di “uno spazio di giustizia per i diritti fondamentali basati sulla fiducia reciproca“.
Il Programma 2019 è focalizzato su diversi obiettivi specifici e uno di questi mira a prevenire e contrastare ogni forma di intolleranza. Considerando il numero crescente di manifestazioni  di razzismo,  xenofobia, omofobia e altre forme di intolleranza (antisemitismo, islamofobia, afrofobia, antiziganismo, odio contro i migranti, transfobia, ecc) parte dei fondi sarà destinata ad azioni volte a contrastare tali fenomeni e a migliorare gli interventi da parte delle autorità pubbliche.
A tal fine il Programma include la call “Prevenire e combattere il razzismo, la xenofobia, l’omofobia e altre forme di intolleranza; e monitorare, prevenire e contrastare l’hate speech online” con un budget finanziario di 7 milioni di euro, la quale individua tre priorità:

prevenire e combattere il razzismo, la xenofobia, l’omofobia e altre forme di intolleranza;
monitorare, prevenire e contrastare l’incitazione all’odio online;
migliorare la capacità delle autorità nazionali di rispondere al razzismo, alla xenofobia, all’omofobia e ad altre forme di intolleranza.

Le attività finanziabili includono campagne di sensibilizzazione, attività formative, azioni di capacity building e di supporto alle vittime, scambi di buone prassi, studi, sviluppo di strumenti di contrasto, pratiche e interventi territoriali concreti. La call esplicita che i progetti caratterizzati da una forte specificità o che prevedono l’implementazione di un tipo o di un numero limitato di attività saranno ben valutati. Inoltre, di particolare interesse sono le attività specificamente mirate a prevenire e combattere l’antisemitismo e ad affrontare l’intolleranza e la discriminazione contro i musulmani.
Il bando è rivolto a tutte le organizzazioni pubbliche o private con sede in uno dei paesi aderenti al Programma. La priorità n.3 è invece rivolta esclusivamente alle autorità pubbliche.
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La Commissione Europea prepara un codice etico per la progettazione di sistemi di intelligenza artificiale

Il 18 dicembre 2018 la Commissione Europea ha pubblicato una bozza relativa alle linee guida per lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale nel rispetto dei principi fondamentali del diritto europeo. Prodotta da un team di 52 esperti, l’High-Level Expert Group on Artificial Intelligence (AI HLEG), la bozza è stata pubblicata con la volontà di ricevere suggerimenti in attesa della pubblicazione della versione definitiva, prevista per il mese di marzo.
Come dichiarato da Mariya Gabriel, Commissario europeo per l’economia e la società digitali: “L’uso dell’intelligenza artificiale, come l’uso di tutte le tecnologie, deve sempre essere in linea con i nostri valori e sostenere i diritti fondamentali. Lo scopo delle linee guida etiche è di assicurare che questo avvenga nella pratica.”
Il documento evidenzia la necessità di evidenziare la centralità dell’essere umano nel rapporto con l’Intelligenza Artificiale. I diritti, le libertà e la dignità umane devono sempre prevalere ed essere garantite sia nella progettazione e programmazione degli algoritmi e sia identificando sempre delle modalità di supervisione da parte degli umani per poter limitare le decisioni delle IA.
Di conseguenza questi algoritmi e i loro processi di scelta e di evoluzione devono essere sempre comprensibili, trasparenti e tracciabili per permettere a tecnici ed operatori di mantenere un costante controllo ed evitare sviluppi potenzialmente pericolosi.
Per integrare questi sistemi in maniera diffusa all’interno delle nostre società è necessario però creare un rapporto di fiducia tra l’Intelligenza Artificiale e i cittadini. Secondo Andrus Ansip, Commissario europeo per il mercato unico digitale: “L’intelligenza artificiale può apportare grandi benefici alle nostre società, dall’aiutare a diagnosticare e curare i tumori alla riduzione del consumo energetico. Ma affinché le persone accettino e utilizzino i sistemi basati sull’intelligenza artificiale, devono fidarsi di loro, sapere che la loro privacy è rispettata, che le decisioni non sono di parte.”
Il codice etico realizzati dagli esperti dell’AI HLEG va esattamente in questa direzione ma presenta una potenziale criticità: il codice sarà aperto all’adesione volontaria da parte di governi, ricercatori e imprese, e non conterrà norme vincolanti. In una società in cui lo sviluppo tecnologico è trainato dalle grandi multinazionali, un sistema come quello descritto nella bozza, basato sulla sola adesione volontaria, rischia di risultare inefficace. Il testo definitivo, che verrà presentato a marzo, potrà forse sciogliere qualche dubbio in questo senso, anche se non sembra in discussione la natura non vincolante del testo.

“M’ ILLUMINO DI MENO”: RISPARMIO ENERGETICO ISTRUZIONI PER L’USO

Lanciata nel 2005, dai microfoni della trasmissione radiofonica Caterpillar di Rai Radio 2, anche quest’anno l’iniziativa “M’Illumino di meno” intende sensibilizzare al risparmio energetico. La giornata, riconosciuta nel 2008 dall’allora Presidente del Parlamento Europeo Hans-Gert Pöttering quale “evento che ha un valore simbolico e un effetto tangibile” e accolta con favore dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, invita almeno per 24 ore a ridurre al minimo il consumo energetico, spegnendo il maggior numero possibile di dispositivi elettrici non essenziali.
Le passate edizioni hanno avuto grande successo grazie all’adesione di milioni di persone che si sono impegnate a porre in essere azioni a favore del “silenzio energetico” e del risparmio energetico  quale attività di promozione di stili di vita sostenibili. Anche quest’anno si spegneranno piazze e monumenti, come La Torre di Pisa, il Colosseo e l’Arena di Verona, si spegneranno il Quirinale, il Senato, la Camera e rimarranno spente le case di tanti cittadini. Nelle scuole lezioni e dibattiti sull’efficienza energetica, visite guidate a bassa luminosità nei Musei, cene a lume di candela in molti ristoranti.
Solitamente organizzata intorno al 16 febbraio, giorno in cui ricorre l’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, M’illumino di Meno quest’anno torna il primo Marzo 2019 con un focus sull’economia circolare. L’imperativo è ridurre gli sprechi, riutilizzare i materiali, allontanare “il fine vita” delle cose perché si attribuisca agli oggetti una seconda opportunità. Le risorse finiscono, ma tutto può essere rigenerato: pentole che diventano gioielli, scarti alimentari che diventano imballaggi, bottiglie dell’acqua che diventano indumenti e così via.
Con l’occasione suggeriamo le 7 buone abitudini, pubblicate dall’Asvis per l’occasione(Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile), da adottare e far proprie nella quotidianità:

Preferire la doccia alla vasca, utilizzare dispositivi di risparmio idrico e non buttare agenti inquinanti nel lavandino;
Utilizzare lampadine a risparmio energetico e preferire apparecchi elettronici di classe energetica superiore;
Non sprecare l’energia termica, ad esempio chiudendo le finestre con il riscaldamento in funzione o non riscaldando/raffreddando le camere inutilizzate;
Programmare gli acquisti per evitare di comprare più alimenti del necessario per ridurre gli sprechi, consumare prima i prodotti a scadenza breve, preferire confezioni prodotte con materiale riciclabile;
Evitare oggetti usa e getta, recuperare quelli da dismettere con creatività e portare i rifiuti speciali in discarica o piattaforma ecologica;
Arredare la casa in modo sostenibile e organizzare a livello condominiale alcuni servizi comuni, come il car pooling per tragitti abituali condivisi;
Spegnere il motore in caso di coda, mantenere una velocità di guida costante e non usare l’automobile per tragitti brevi

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Clima, migrazioni e conflitti: un legame sempre più saldo

È noto ormai come i cambiamenti climatici stiano producendo delle trasformazioni e delle modifiche all’aspetto del nostro pianeta. Gli eventi metereologici estremi che in questi giorni stanno colpendo, in particolar modo, Stati Uniti e Australia sono accentuati dal cambiamento climatico in atto: un fenomeno che ha delle ripercussioni sociali in termini di migrazioni e conflitti. Già nel 2015, il precedente ministro dell’ambiente italiano Gian Luca Galletti dichiarò come in un futuro non troppo lontano potrebbero essere 250 milioni i rifugiati ambientali: un flusso migratorio che si sovrapporrebbe a quelli innescati dai conflitti e dalle persecuzioni etniche, politiche e religiose.
A sottolineare il rapporto sempre più stretto tra clima, migrazioni e conflitti, un recente studio pubblicato sul Global Environment Change dal titolo “Climate, conflict and forced migration”. L’analisi è stata effettuata dai ricercatori dall’International Institute for Applied System, che hanno provato a evidenziare il legame causale tra cambiamenti climatici e i fenomeni migratori, e come questi possano portare allo scoppio di conflitti armati.  Lo studio indica come l’effetto dei cambiamenti climatici assuma particolare rilevanza nei paesi dell’Africa subsahariana, in alcune nazioni del Centro e del Sud America, oltre che in Asia.
Utilizzando i dati delle domande d’asilo provenienti da 157 Paesi sul periodo 2006-2015, forniti dall’UNHCR, comparandoli con quelli delle condizioni climatiche dei Paesi di provenienza dei richiedenti asilo e le dinamiche dei conflitti nei Paesi, i ricercatori hanno sottolineato come “le condizioni climatiche, influenzando la gravità della siccità e la probabilità di conflitti armati, hanno assunto un ruolo significativo come fattore esplicativo per la richiesta di asilo nel periodo 2011-2015″.
Infine, i ricercatori sostengono l’esistenza di un meccanismo la cui causalità scorre in una prima fase dal clima al conflitto e in una seconda fase dal conflitto all’invio di richiedenti asilo e successivamente alla dimensione dei flussi di richiedenti asilo. Questo nesso causale, per lo più legato all’esperienza dei conflitti negli anni 2010-2012, evidenzia un sotto-periodo dominato dalla nascita di conflitti militari in Libia, Egitto, Siria e Sud Sudan e allo scoppio delle primavere arabe.
In merito al rapporto tra clima e conflitti, il 25 gennaio il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha tenuto un dibattito aperto per discutere l’impatto del cambiamento climatico su pace e sicurezza. In quell’occasione Rosemary DiCarlo, sottosegretario generale per gli affari politici dell’ONU, ha dichiarato che “la relazione tra i rischi legati a clima e i conflitti è complessa e spesso si interseca con fattori politici, sociali, economici e demografici e che i rischi associati ai disastri legati al clima sono già una realtà per milioni di persone in tutto il mondo”.

L’integrazione comincia dalle parole

L’Associazione Carta di Roma ha pubblicato il Sesto Rapporto dal titolo “Notizie di Chiusura”, un’interessante e approfondita analisi sul linguaggio utilizzato per descrivere il fenomeno dell’immigrazione nelle principali testate giornalistiche, nei telegiornali e nelle pagine Facebook dei quotidiani. Quello che emerge è un racconto di perpetuo allarmismo che si focalizza principalmente su un tema, quello relativo ai flussi migratori che, nella realtà, come dimostrano diverse statistiche ufficiali e attendibili, hanno subito un drastico calo. Ciò è dimostrato dai dati sempre aggiornati del portale operativo dell’UNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, secondo cui gli arrivi sono calati da 181.436 nel 2016 a 23.370 nel 2018, ed è proprio il Cruscotto statistico giornaliero pubblicato dal Ministero dell’Intero a riportare gli stessi numeri.
L’immaginario patemico che il linguaggio dell’informazione ha costruito manca dunque di una base reale e si concentra solo sulla questione degli arrivi, proponendo principalmente immagini riferite a barconi che accolgono folle omogenee e volti sfocati. Esigua importanza si pone invece sull’accoglienza e sull’integrazione, le quali, dopo il drastico calo degli sbarchi, rappresentano le vere sfide odierne nella gestione del fenomeno immigratorio. Queste tematiche necessitano però di una volontà di approfondimento, di verità, di personalizzazione che possano smentire ogni costruzione artificiosa del fenomeno e che non sempre si riscontra. Infatti, da quanto riportato nel Rapporto, la visibilità dell’immigrazione è diminuita nelle principali testate giornalistiche che presuppongono l’attenzione necessaria alla lettura di un articolo, mentre aumenta nei telegiornali che si caratterizzano di servizi brevi e superficiali che arrivano agli occhi e alle orecchie più disattente. Ma i protagonisti di questo tipo di racconti non sono mai i veri protagonisti, gli immigrati, essi rimangono solo le pedine di discussioni e giochi di potere politici. Gli immigrati sono quindi spesso spersonalizzati e il loro profilo viene approfondito, con riprese in primo piano, con nomi, cognomi e nazionalità, solo in caso di furti, stupri e crimini come se la loro identità corrispondesse esclusivamente a questa tipologia di azioni.
Il rapporto dell’Associazione Carta di Roma ci aiuta dunque a comprendere quanto il linguaggio abbia contribuito alla creazione di un clima sociale di odio, violenza e xenofobia che non giova a nessuno e non può risolvere i problemi strutturali del nostro paese, i quali sono antecedenti all’arrivo di questo flusso migratorio. Il racconto dell’immigrazione deve quindi farsi più disteso e più vero perché se le parole possono trasformare la realtà, come afferma nell’introduzione Valerio Cataldi, presidente dell’Associazione, allora è anche vero che il linguaggio stesso può ricreare i presupposti per un vera, urgente e auspicata integrazione.
 
Alcuni link utili:
Sesto Rapporto Carta di Roma
Dati UNHCR
Dati Ministero dell’Interno

Giornata della Memoria 2019: oltre 170 eventi a Roma

Il 27 gennaio si celebra la Giornata Mondiale della Memoria per la commemorazione delle vittime dell’Olocausto, istituita dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005. L’avvicinarsi dell’evento dà inizio, come ogni anno, a un denso periodo di iniziative, incontri e percorsi informativi in tutto il mondo; anche in Italia, fino alla fine di febbraio, si susseguiranno appuntamenti dedicati alla sensibilizzazione, alla memoria storica ed ai dibattiti sulle tematiche legate alla Shoah. Solo a Roma per la Giornata 2019 sono oltre 170 gli eventi cittadini ospitati in biblioteche, teatri, scuole e spazi pubblici. Nella Capitale, tra gli appuntamenti programmati dall’iniziativa “Memoria genera futuro”, in collaborazione con Roma Capitale e Biblioteche di Roma, segnaliamo:
-il 23, 24 e 30 gennaio si terranno le proiezioni di film documentari presso Casa della Memoria e della Storia;
-il 24 gennaio è in programma un incontro con proiezione di “Budapest 1944-1945. L’incredibile storia del Giusti”presso la Biblioteca Centro Culturale Aldo Fabrizi;
-il 31 gennaio sarà presentato lo spettacolo teatrale “Viaggio ad Auschwitz a/r” presso il Centro ebraico italiano – Il Pitigliani
-dal 27 gennaio al 1 febbraio lo spettacolo per ragazzi “Auschwitz”, va in scena, con date diversificate, presso la Biblioteca Basaglia, la Biblioteca Rodari ed il Teatro biblioteca Quarticciolo;
Tra gli eventi di musica, la Biblioteca Sandro Onofri ha in programma, per il 26 gennaio, “Klezmer! Il mondo musicale ebraico: canzone yiddish, musica sefardita e jewish jazz” a cura di Gabriele Coen e Francesco Poeti Duo ospitati poi, il 27 gennaio al Teatro Villa Torlonia .
Anche per i bambini non mancano gli appuntamenti, ad esempio al Teatro Nazionale dal 22 al 27 gennaio sarà ospitata l’opera per piccoli “Brundibar”; alla Biblioteca Centro Culturale Aldo Fabrizi il 28 gennaio sarà dedicato alle letture di “Storie di Andra e Tati”; il 29 gennaio alla Biblioteca Casa dei Bimbi continuano le letture sulla Shoah mentre alla Biblioteca Gianni Rodari, il 30 gennaio, è prevista la lettura per ragazzi “Il mestolo di Adele”.
Gli studenti delle scuole romane saranno coinvolti attivamente in incontri, mostre, dibattiti e pièce teatrali; tra gli istituti partecipanti: l’Itis Giovanni XXIII, il Liceo Scientifico Statale Labriola, il Liceo Classico Dante Alighieri, il Liceo Caetani, Teatro dell’Istituto Comprensivo Angelica Balabanoff.
Per scaricare il programma delle attività “Memoria genera futuro” clicca qui.

Programma REC: pubblicato il nuovo programma operativo

Il Programma “Diritti, uguaglianza e cittadinanza” (Rights, Equality and Citizenship) mira a contribuire allo sviluppo di una Europa in cui l’uguaglianza e i diritti delle persone, sancite dai trattati dell’Unione europea, dalla Carta e dalla Convenzione Internazionale sui diritti umani a cui l’UE ha aderito, siano promossi, protetti e attuati efficacemente.
A tal fine, il programma per l’annualità 2019 prevede finanziamenti per azioni quali formazione, workshop, conferenze, apprendimento reciproco, forum di cooperazione, campagne mediatiche, aumento della consapevolezza e attività di divulgazione. Fornisce inoltre supporto agli attori le cui attività contribuiscono all’attuazione degli obiettivi del programma, ovvero autorità nazionali, regionali e locali, reti a livello europeo e organizzazioni non governative.
I finanziamenti sosterranno i seguenti obiettivi:

promuovere la non discriminazione;
combattere il razzismo, la xenofobia e l’omofobia;
proteggere i diritti delle persone con disabilità;
promuovere l’uguaglianza di genere;
prevenire la violenza contro i bambini, i giovani e le donne;
proteggere i diritti del bambino;
garantire la protezione dei dati personali;
valorizzare l’esercizio dei diritti derivanti dalla cittadinanza europea;
far rispettare i diritti dei consumatori.

Il budget complessivo prevede una dotazione di 64,7 milioni di euro per finanziare attività che assicurano la protezione dei diritti e la responsabilizzazione dei cittadini, nonché la promozione della non discriminazione e dell’uguaglianza. Il budget è stato distribuito su due linee programmatiche:

Garantire la protezione dei diritti e responsabilizzare i cittadini, con un budget stimato pari a 27,5 milioni di euro;
Promuovere la non discriminazione e l’uguaglianza, con un budget stimato pari a 37,2 milioni di euro.

 
In previsione delle elezioni europee del 2019, la Commissione ha pubblicato un bando di finanziamento (Invito a presentare proposte per migliorare la consapevolezza dei diritti di cittadinanza dell’UE e l’inclusione dei cittadini nomadi dell’UE e sostenere il coordinamento tra le autorità nazionali competenti in materia elettorale), riconducibile al Programma in esame, che mira ad incrementare la consapevolezza sui diritti derivanti dalla cittadinanza europea, ad incentivare l’inclusione e la partecipazione dei gruppi nomadi e delle minoranze presenti all’interno dell’Unione e a supportare la creazione di reti di coordinamento elettorali nazionali ed europee.
 

Per informazioni sul bando aperto clicca qui.

2018: in Italia l’anno più caldo dal 1800

Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’…L’anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va… Così cantava Lucio Dalla nell’Anno che verrà e sicuramente per il clima del Pianeta, continentale ma anche nazionale il 2018 è stato un anno particolarmente caldo. Ma andiamo con ordine.
Le temperature medie, mondiali ed europee, continuano ad aumentare: gli ultimi quattro anni sono stati i più caldi mai registrati, secondo i dati climatici appena diffusi da Copernicus, il programma di osservazione della Terra gestito dall’Unione Europea tramite il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (European Center for Medium-Range Weather Forecast, ECMWF). Questi dati forniscono il primo quadro completo e globale sull’andamento delle temperature in tutto il Pianeta nel 2018.
In particolare il 2018 è stato il quarto anno più caldo di sempre e ha segnato 0,4 gradi centigradi in più rispetto alla media osservata nel periodo 1981-2010 e negli ultimi cinque anni la temperatura dell’aria superficiale è stata superiore di 1,1 gradi in confronto ai valori dell’età preindustriale. L’Europa, chiariscono gli esperti del servizio climatico Ue, ha registrato temperature superiori alla media in tutti i mesi dell’anno nel 2018, a parte i mesi di febbraio e marzo che sono stati relativamente freddi.
E in Italia? Nel nostro Paese la situazione non è di certo confortante, anzi, è molto preoccupante. Il 2018 è stato l’anno più caldo da oltre due secoli: lo indicano i dati raccolti nel nostro Paese a partire dal 1800 e contenuti nella banca dati di climatologia storica dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-Isac). Michele Brunetti, responsabile della banca dati del CNR-Isac di Bologna afferma che “i dati indicano che siamo in presenza di un cambiamento climatico importante e che in Italia l’aumento di temperatura è più forte rispetto al trend della media globale”. Siamo oltre gli accordi di Parigi sul clima “si tratta di +1,5-2°C”.
Ma quali potrebbero essere le conseguenze? “Bisogna distinguere su scala globale e scala locale”, prosegue Brunetti, “tenendo conto che oltre a siccità e incendi, i rischi maggiori sono legati all’innalzamento del livello medio dei mari dovuto a sua volta allo scioglimento dei ghiacci continentali e alla dilatazione termica degli oceani”. “La singola anomalia del 2018, se presa in esame singolarmente, non ci permette di trarre conclusioni relativamente alle tendenze in atto” ma se vista nel contesto degli ultimi 220 anni di storia climatica dell’Italia, è l’ennesima conferma del fatto che “siamo in presenza di un cambiamento climatico importante per il nostro Paese ed è significativo il fatto che tra i 30 anni più caldi dal 1800 ad oggi 25 siano successivi al 1990. Un dato che va di pari passo con l’aumento delle emissioni di gas serra”.
L’anno che sta arrivando, fra un anno passerà, io mi sto preparando è questa la novità…concludeva così la sua canzone il cantante bolognese. Noi invece ci auguriamo per “l’anno che sta arrivando” che le novità, parafrasando Lucio Dalla, siano la preparazione e la messa in atto delle urgenti politiche ambientali, necessarie ed efficaci, per contrastare i cambiamenti climatici e il surriscaldamento del Paese e del Pianeta.

Corpo Europeo di Solidarietà: bando 2019

Il 2019 si apre con nuove e avvincenti opportunità di crescita professionale e sociale per tutti i cittadini giovani dell’Unione Europea, infatti, il bando annuale per le iniziative comprese nel “Corpo Europeo di Solidarietà” (European Solidarity Corps), pubblicato con Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, si pone come obiettivo  la collaborazione dei giovani europei per: “costruire una società più inclusiva, sostenere le persone vulnerabili e rispondere alle sfide della società”. I progetti dovranno basarsi sull’avvio di esperienze che incoraggino e promuovano il valore della solidarietà e della cooperazione.
Le tipologie di progetto possono essere azioni di volontariato, tirocini, lavoro e progetti di solidarietà.

Volontariato: attività di solidarietà a tempo pieno a livello nazionale e transfrontaliero. All’interno di questa azione le tipologie di progetti sono suddivise in progetti di volontariato, partenariati di volontariato e gruppi di volontariato in settori ad alta priorità;
Tirocini e lavoro: attività di pratica lavorativa retribuita;
Progetti di solidarietà: attività proposte da gruppi informali di almeno cinque giovani dai 18 ai 30 anni per iniziative di solidarietà significative per la propria comunità locale ed a sostegno dei valori europei;

Possono presentare la propria candidatura tutte le organizzazioni, siano queste di natura pubblica, privata o del terzo settore, che abbiano ottenuto il marchio (o etichetta) di qualità rilasciata dall’European Solidarity Corps e che siano legalmente stabilite in uno dei paesi membri dell’UE. I giovani dai 18 ai 30 anni, residenti in uno dei Paesi Ue, possono partecipare ai progetti di volontariato e di tirocinio-lavoro e presentare proposte per i progetti di solidarietà.
Le risorse disponibili sono circa 96 milioni di euro fino a dicembre 2020; il 90% del quale previsto per i progetti di solidarietà.
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Premio Cultura +imprese: sesta edizione 2018-2019

L’edizione 2019 del Premio Cultura +imprese è promosso da “Federculture” e da “The Round Table” insieme a “Fondazione Italiana Accenture”, “Ales” e “Patrimonio Cultura” con l’obiettivo di agevolare la collaborazione tra Cultura, Arte ed Imprenditoria, in Italia. I progetti dovranno essere caricati sulla piattaforma di ideaTRE60 entro il 28 febbraio 2019 in seguito ai quali un comitato di Giuria, composto da 20 rappresentanti dei diversi settori, procederà alle assegnazioni dei premi. I requisiti di ammissibilità, oltre al temine ed alle modalità di presentazione delle domande, riguardano l’effettiva conclusione delle attività di progetto entro il 31 dicembre 2018. I soggetti proponenti possono essere Operatori culturali pubblici e privati; Amministrazioni pubbliche; Aziende; Fondazioni erogative e d’Impresa; Organizzazioni non governative; Agenzie di comunicazioni e partenariati di essi. Entro il mese di Marzo 2019 saranno comunicati i 20 progetti ammessi alla Short list dei finalisti che si contenderanno i 10 premi e le menzioni speciali. Durante il mese di Maggio 2019 invece, all’interno di un workshop a Milano, saranno consegnati i premi. Gli ambiti di partecipazione sono suddivisi in tre sezioni:

Sponsorizzazioni e partnership;
Produzioni culturali d’impresa;
Art Bonus.

Tra i parametri di valutazione comuni a tutte le sezioni vi sono l’innovatività; la strategia di comunicazione integrata; il network realizzato; la creazione di opportunità di lavoro; l’utilizzo di tecnologie digitali e la partecipazione di giovani under35.
I progetti vincitori riceveranno: un “Premio d’Artista” realizzato per l’occasione, una comunicazione speciale realizzata dai partner del Premio 2019 con interviste e spazi dedicati ai progetti nei diversi canali di comunicazione e, per le menzioni speciali, premi formativi erogati o messi a disposizione da “Fondazione Fitzcarraldo”, “IULM”, “Utenti Pubblicità Associati” e “24 Ore Business School”.
Per maggiori dettagli sulla partecipazione, clicca qui.

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