Quando si sente parlare di cittadini mobili europei ci si riferisce a cittadini di uno Stato Mambro dell’UE, che risiedono, vivono o lavorano in un paese membro diverso dal paese di origine. Secondo Eurostat, in Europa vi sono circa 17 milioni di cittadini europei – il 4% dei cittadini dell’UE in età lavorativa (20-64 anni) – che vivono in un altro UE diverso dal proprio.   Nell’ultimo decennio (2009-2019) la quota di cittadini mobili UE è aumentata dello 0,9% – una crescita favorita da un aumento e consolidamento di vantaggi legati alle quattro libertà del mercato unico europeo, vale a dire: la libera circolazione di persone, beni, servizi e capitali. Incoraggiati dalla possibilità di viaggiare liberamente, studiare, lavorare e vivere (e avvantaggiati dalla possibilità di accedere a prezzi migliori, standard ambientali e sociali più elevati, nonché una protezione più completa dei consumatori) i cittadini europei di tutte le età si sono si spostano sempre più attraverso i confini dell’UE.

I diritti politici

La conoscenza e l’esercizio dei diritti politici tra i cittadini mobili dell’UE sono entrati nei dibattiti politici, istituzionali e dibattiti accademici.

La normativa vigente disciplina i diritti politici dei cittadini europei nell’Art. 22 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE),  nell’Art. 39 del Titolo V della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE  e nella Direttiva 93/109/CE. I Trattati e le direttive affermano che ogni cittadino dell’Unione ha il diritto di voto e di eleggibilità nello Stato membro in cui risiede, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato, a meno che non siano privati dei loro diritti elettorali nei loro paesi d’origine.

Nella pratica ciò vuol dire che i diritti di voto e di candidatura sono concessi secondo le specificità nazionali, il che impedisce la creazione di uno standard elettorale universale in tutta l’Unione Europea e questa mancanza di uniformità spesso provoca dei limiti dell’esercizio dei diritti politici. Il problema risiede infatti sia nell’incertezza del quadro giuridico dei diritti sia nella scarsità delle occasioni per l’esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini mobili dell’UE.

Elezioni Europee

Ogni cittadino europeo ha il diritto e il dovere di esprimere il proprio voto e candidarsi alle elezioni europee.

Diritto di voto

Tra i momenti più importanti per esercitare i propri diritti policiti vi sono le consultazioni europee e per poterli esercitare è necessario sapere che, se il cittadino vive nel suo paese di origine, può votare unicamente per i candidati che si presentano nel paese, mentre se è registrato e vive in un altro paese dell’UE, può votare i candidati del suo paese di origine, oppure partecipare alle elezioni nel paese ospitante e votare i candidati di tale paese.

Tuttavia, prima dello svolgimento delle elezioni potrebbe essere necessario iscriversi nelle liste elettorali del paese ospitante, in alcuni paesi dell’UE chi ottiene il diritto di soggiorno viene iscritto automaticamente nelle liste elettorali.

Diritto di eleggibilità

Se il cittadino si candida alle elezioni europee, dovrà dichiarare di non essere stato privato del diritto di eleggibilità e di non essersi candidato in un altro paese dell’UE e potrebbe essere chiamato a presentare un documento che provi l’assenza di precedenti penali.

Elezioni comunali

Diritto di voto

Il cittadino che desidera partecipare alle elezioni comunali nel paese in cui vive, deve comunicarlo e chiedere l’iscrizione nelle liste elettorali di tale paese. Fornendo alcuni dati, fra cui il domicilio e la nazionalità.

In alcuni paesi l’iscrizione nelle liste elettorali è automatica nei seguenti paesi: Austria (ad eccezione del Burgenland), Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi bassi, Romania, Slovacchia, Slovenia e Svezia. Una volta iscritto come residente, sarai automaticamente inserito nelle liste elettorali per le elezioni comunali.

Diritto di Eleggibilità

Se il cittadino intenda candidarsi alle elezioni comunali nel paese ospitante è possibile che venga chiesta una dichiarazione che certifica di non essere stato privato del diritto di eleggibilità nel paese di origine. Tale dichiarazione dovrà essere accompagnata, ove previsto, da una prova rilasciata nel paese di origine.

In alcuni paesi si può essere eletti alla carica di consigliere, ma solo chi ne ha la cittadinanza può diventare sindaco, tra questi vi sono Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Lituania, Polonia, Romania, Slovenia.

In alcuni paesi anche la carica di vicesindaco e membro del comitato esecutivo del sindaco (assessore) è riservata a chi ne ha la cittadinanza.

Elezioni nel paese di origine

Ogni paese dell’UE ha norme nazionali specifiche sulla partecipazione alle elezioni dall’estero che stabiliscono: se può votare dall’estero, presentarsi come candidato alle elezioni dall’estero, a quali elezioni si può partecipare dall’estero (amministrative, regionali, nazionali, ecc.) e le relative condizioni.

Non esiste una normativa UE sul diritto a partecipare alle elezioni nel paese d’origine in quanto residente all’estero. Sia che si tratti di elezioni europee o di elezioni comunali le condizioni di voto sono le stesse di quelle applicate dal paese in cui il cittadino vive, per esempio se il diritto di voto alle elezioni è riservato agli elettori residenti nel paese da un determinato periodo, potrà votare soltanto se soddisfa tale condizione.

Promozione dei diritti politici

La tematica è talmente tanto importante che la Commissione Europea da anni ha deciso di finanziare progetti di informazione e promozione dei diritti politici.

Il Progetto “PRODEMO- Promozione dell’impegno democratico attraverso la partecipazione mobile”, co-finanziato dal Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza (vecchio REC, attualmente CERV), con lo scopo di migliorare la consapevolezza dei diritti di cittadinanza dell’UE e l’inclusione dei cittadini mobili europei. Il progetto infatti, tramite workshop, webinar informativi e l’App PRODEMO mira a promuovere la partecipazione politica e l’impegno civico dei cittadini europei in mobilità in Italia, Portogallo e Belgio.

“Voters without Borders” è un’iniziativa dei cittadini europei (ICE) approvata dalla Commissione Europea che ha lo scopo di raccogliere 1 milione di firme per sottoporre alla Commissione una proposta giuridica. L’iniziativa Voters without Borders chiede che vengano riconosciuti i cittadini europei come elettori nel loro paese di residenza ed eliminare gli ostacoli al voto e alla partecipazione alle varie elezioni; che venga riaffermato il suffragio universale come diritto fondamentale; e di studiare le implicazioni di una tale “europeizzazione” dei diritti di voto e le possibilità di estendere tali diritti ai cittadini di paesi terzi. Le opportunità di informazione per i cittadini mobili europei perciò sono molteplici, ma nonostante ciò le difficoltà non sono poche, perciò ora più che mai è necessario promuovere la partecipazione dei cittadini europei e i loro diritti. Come diceva Robert Kennedy “Le elezioni ci ricordano non solo i diritti, ma le responsabilità della cittadinanza in una democrazia”!