Il 22 novembre la Commissione Europea ha pubblicato l’“eGovernment Benchmark 2018 – Securing eGovernment for all”, contenente un’analisi approfondita del livello di digitalizzazione dei servizi pubblici nei Paesi Membri dell’Unione e in Islanda, Norvegia, Montenegro, Serbia, Svizzera e Turchia. Il punto di partenza dell’analisi è l’“eGovernment Action Plan 2016-2020” pubblicato dalla Commissione e in cui vengono identificati i principali obiettivi per lo sviluppo digitale del settore dei servizi pubblici in Europa: la modernizzazione della pubblica amministrazione attraverso strumenti ICT, il potenziamento della mobilità transfrontaliera tramite l’utilizzo di servizi pubblici digitali interoperabili e la facilitazione dell’interazione digitale tra cittadini e imprese con le amministrazioni per l’implementazione di servizi pubblici di alto livello.

La valutazione delle performance è basata su quattro indicatori chiave: centralità dell’utente, trasparenza, mobilità transfrontaliera e strumenti chiave. L’osservazione e l’analisi dei parametri è stata realizzata in rapporto ad eventi specifici in cui il cittadino si trova a contatto con gli strumenti forniti dal settore pubblico come ad esempio l’avviamento e gestione di un’impresa o l’acquisto e l’utilizzo di un’automobile.

Se i risultati mostrano una crescita generale nelle performance digitali dei servizi pubblici europei, ad ottenere i punteggi più elevati sono stati 10 paesi dell’UE (Malta, Austria, Svezia, Finlandia, Paesi Bassi, Estonia, Lituania, Lettonia, Portogallo e Danimarca) e la Norvegia, i cui risultati attestano la capacità di fornire servizi pubblici digitali di alta qualità e una grande offerta di servizi informatizzati.

Tra i punti positivi, nello scenario generale, spicca la crescita dei servizi pubblici disponibili online, presenti nel 66% dei casi e una diffusa attenzione alla facilità di accesso e al supporto degli utenti, disponibile nell’88% dei servizi analizzati.  Tra i risultati meno positivi si evidenzia invece come 18 dei 27 paesi non abbiano ancora previsto strumenti per informare gli utenti riguardo le modalità e l’utilizzo dei loro dati personali e una generale necessità di maggiore trasparenza nelle comunicazioni degli enti pubblici.

Il report presenta, dunque, una situazione generalmente positiva ma con importanti margini di miglioramento come evidenziato anche dalle dichiarazioni di Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Economia e la società digitali: “Negli ultimi anni sono stati compiuti progressi significativi verso amministrazioni pubbliche aperte, inclusive e collaborative in tutta Europa, ma rimane margine di miglioramento per servire meglio tutti i cittadini.”