ONG, Nazioni Unite, Unione Europea, Università e centri di ricerca, Fondazioni e imprese rientrano nel vasto e complesso sistema della cooperazione internazionale, al cui interno acquista un ruolo predominante la figura del cooperante internazionale, ovvero colui che opera per la realizzazione di progetti di sviluppo o di interventi umanitari in Paesi economicamente svantaggiati mediante attività condotte o nelle sedi della propria nazione o direttamente sul campo.
Gli ambiti di intervento del cooperante internazionale spaziano dalla tutela dei diritti umani all’assistenza socio-sanitaria, dal sostegno ai minori e alle vittime di guerra alla promozione dell’empowerment delle donne, dalla sicurezza alimentare allo sviluppo dell’imprenditoria locale. Non mancano, poi, iniziative volte a trasferire nuove tecnologie nei paesi in difficoltà, così come quelle mirate a promuovere programmi di formazione e a favorire lo sviluppo sia economico che democratico di questi paesi.I profili dei cooperanti sono molteplici: all’interno del profilo di management rientrano il direttore, il project manager, l’assistente al PM, il coordinatore, il capo missione, il desk officer ed infine il rappresentante istituzionale. Il ruolo di ciascuno di essi varia in relazione al livello di supervisione e di responsabilità: per ricoprire il ruolo di assistente, ad esempio, non è richiesta alcuna esperienza e conseguentemente si lavora sotto diretta supervisione; il direttore del dipartimento di una organizzazione deve avere, al contrario, un minimo di 8 anni di esperienza ed è colui che si assume le maggiori responsabilità. All’interno del profilo di supporto troviamo i responsabili amministrativi e finanziari, i logisti, i legali, i communication officer, gli advocacy officer. Vi sono infine gli esperti specializzati in un singolo settore (esperto di sicurezza alimentare, di protezione delle minoranze, di violenza di genere, di monitoraggio, di fundraising ecc..).
Le competenze del Cooperante allo sviluppo sono molteplici e variano in relazione all’attività svolta: sono richieste competenze di tipo tecnicospecialistico (medicina, ingegneria, economia, agraria, risorse umane..) accanto a competenze relazionali e competenze linguistiche (si richiede in particolare la conoscenza della lingua inglese e, spesso, della lingua del paese di destinazione).Essendo quello della cooperazione internazionale un mercato vasto e complesso, caratterizzato dall’emergere di ruoli sempre più specifici, è necessario, per chi vuole intraprendere questo percorso, individuare uno o più punti di partenza efficaci. Tra questi rientrano sicuramente i tirocini e le esperienze di volontariato presso ONG internazionali e italiane, il Servizio Civile all’estero e il Fellowships Programme.Per quel che concerne le ONG internazionali e italiane, qui di seguito trovate una lista di organizzazioni che ricercano spesso tirocinanti e volontari per i loro progetti di cooperazione internazionale.

Il Servizio Civile Internazionale rappresenta un’ulteriore opportunità per tutti quei giovani che si approcciano per la prima volta al mondo della cooperazione. È della durata di un anno e prevede l’erogazione di corsi di formazione, accanto alle attività sul campo. Per avere più informazioni circa i requisiti ed il trattamento economico potete consultare il sito ufficiale.

Il Fellowships Programme prevede undici mesi e mezzo di attività all’interno di un paese in via di sviluppo, o negli uffici ONU o in uffici della Cooperazione italiana allo sviluppo (formazione on-the-job). Prima della partenza sono previste due settimane di formazione generale.

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