L’Università degli Studi di Firenze si fa teatro di un progetto innovativo che rivoluziona il mondo accademico e non solo: un percorso condiviso tra docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e studenti che agiscono quotidianamente per migliorare il nostro pianeta

L’Università degli Studi di Firenze si tinge di verde per dare vita a un’intera comunità dedita a uno stile di vita sostenibile. Grazie al progetto “Ateneo Sostenibile”, coordinato dal Professor Ugo Bardi, Delegato del Rettore alla comunicazione della sostenibilità, il mondo universitario diventa un pilastro portante della tutela ambientale e non solo all’interno della società. Tutto questo dando vita a operazioni di networking virtuosi all’insegna della cooperazione accademico-scientifica, ma con importanti ricadute sul sociale. L’Università fiorentina, infatti, oltre a tenere i  contatti con l’Università di Lancaster e di Ginevra, è parte attiva della Rete delle Università Sostenibili, il primo coordinamento a tema supportato dal CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università italiane).

Docenti, ricercatori, personale e studenti partecipano su base volontaria agli incontri periodici, aperti a tutti.  E’ da questi gruppi di discussione che sono nati progetti locali quali gli orti bioattivi gestiti dagli studenti nella sede di Morgagni e le lavagne sostenibili nel plesso didattico di Santa Teresa. Sono stati inoltre messi a punto dei corsi per il personale tecnico-amministrativo, i docenti e i ricercatori, i cui incontri sotto forma di workshop giornalieri hanno affrontato i temi dell’economia circolare, della sostenibilità energetica e del cambiamento climatico.

Sul sito di “Ateneo Sostenibile” si può trovare anche una sorta di piccola biblioteca online che raccoglie volumi a tematica ambientale e non solo: da Papa Francesco a Naomi Klein, un vento di cambiamento che soffia nella direzione della sostenibilità. Ma le attività di divulgazione non si fermano qui: è infatti la comunicazione il filo conduttore delle attività e l’essenza stessa del progetto. La comunicazione è un vero e proprio modello operativo e organizzativo sotteso alle relazioni, volto a generare benessere, a valorizzare le competenze così come le risorse e i comportamenti virtuosi. Raccontare la sostenibilità è decisamente pars construens. All’interno dell’ateneo fiorentino la comunicazione sostenibile, inoltre, viene portata avanti come ricerca dal “Center for Generative Communication”, un centro di ricerca del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali diretto dal Professor Luca Toschi.

Dal punto di vista prettamente energetico l’Università di Firenze si è posta gli obiettivi di ridurre i consumi e gli sprechi attraverso una modello di gestione che è al tempo stesso coordinazione, sperimentazione e ricerca. Tale modello ha già previsto nel 2016 la sottoscrizione di uno speciale contratto energetico, che ha consentito la riduzione del 10% dei consumi energetici per la climatizzazione primaria (con un risparmio per l’annualità suddetta di circa 200.000 euro). Sono state anche avviate diagnosi energetiche per ogni edificio in modo da realizzare i giusti interventi di riqualificazione energetica.

Il Museo di Storia Naturale ha poi implementato una serie di misure votate al risparmio idrico, la cui importanza è degnamente rappresentata da un altro progetto del museo denominato “Slow Water”, un allestimento dimostrativo con un sistema di irrigazione sostenibile. Senza contare l’introduzione della pratica del riciclo dei rifiuti, accompagnata da opportuni mezzi informativi per personale e visitatori. Nell’Orto botanico, inoltre, è stato realizzato un impianto di compostaggio e posto un contenitore per i tappi di sughero.

Collegato alla sostenibilità, il concetto di accessibilità degli habitat costituisce il presupposto per la creazione del “Florence Accessibility Lab”, una rete nazionale di laboratori universitari specifici sul tema, di cui per ora fanno parte le università di Brescia, Napoli, Torino, ma che è destinata ad allargarsi.