Uno degli obiettivi dell’Unione Europea è quello di promuovere il multilinguismo per stimolare il dialogo interculturale sia internamente tra le diverse tradizioni presenti nel continente, sia esternamente con le popolazioni extraeuropee. Il fine è quello di garantire la comunicazione transnazionale nel rispetto delle diversità culturali, e soprattutto una maggiore possibilità di vivere l’Europa in maniera attiva sul piano dell’istruzione e delle opportunità lavorative.

I dati poco incoraggianti sul multilinguismo

La strada tracciata dal Consiglio UE consiste nell’approccio ‘trilinguistico’, che prevede l’insegnamento nelle scuole di una terza lingua, oltre alla lingua madre e alla seconda lingua (prevalentemente l’inglese), materie di studio in quasi tutti i paesi europei. Tuttavia, i dati rilevati nella Relazione di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione per il 2020 non indicano un buon andamento in questo senso. Infatti, secondo gli ultimi dati disponibili (2016), nelle scuole europee soltanto il 3,3% degli studenti studiava come seconda lingua straniera il francese, il 3,1% il tedesco e lo 0,5% lo spagnolo. Tra gli studenti della scuola secondaria di primo grado, soltanto il 26,9% studiava (come terza lingua) il francese, il 16,8% il tedesco e il 12,7% lo spagnolo.

I dati segnalano anche un problema qualitativo nell’apprendimento linguistico. Soltanto il 43% degli studenti raggiungeva un livello intermedio (B1 o B2) nella prima lingua straniera, mentre il 25% nella seconda. Nonostante dal 2011 in molti paesi siano state apportate innovazioni per incrementare qualitativamente e quantitativamente l’insegnamento delle lingue nelle scuole, emerge la necessità di creare nuovi percorsi di apprendimento più stimolanti ed efficaci.

La risposta dell’Erasmus Plus

Una risposta innovativa che consente all’Europa di effettuare un passo in avanti verso il multilinguismo (inteso come la competenza di parlare più lingue) è data dal programma Erasmus Plus 2021-2027.

Il programma Erasmsus + 2021-2027 affronta la priorità del multilinguismo con l’ausilio di nuovi strumenti informatici quali piattaforme e software, i quali hanno il vantaggio di garantire maggiore inclusività e flessibilità nell’apprendimento delle lingue. Una delle piattaforme online più utili offerte dal programma è l’OSL (Online Linguistic Support), la quale rende fruibile agli insegnanti, agli animatori socio educativi e a tutti i beneficiari del Programma in mobilità, un apprendimento linguistico assistito e continuativo, in modo che essi possano erogare a loro volta un sostegno qualitativamente maggiore ai discenti. Inoltre permette di usufruire di una funzione di socializzazione in rete per promuovere l’apprendimento collaborativo. Le risorse sono accessibili alle proposte progettuali mirate alla creazione di nuovi metodi di insegnamento, allo sviluppo di materiali pedagogici, alla ricerca, ai progetti imprenditoriali in lingua straniera. Un altro incentivo proposto è l’istituzione di premi come lo European Language Label, il qual viene assegnato annualmente o semestralmente dalle Agenzie Nazionali alle iniziative di apprendimento delle lingue più innovative in ciascun paese del programma Erasmus+. Sostenendo tali iniziative sia a livello locale che nazionale, il Label cerca di elevare gli standard dell’insegnamento delle lingue in tutta Europa contribuendo a compiere passi in avanti verso il multilinguismo.