L’impegno dell’Unione europea nella lotta al cambiamento climatico sembra farsi sempre più serio. A poco più di un anno dall’adozione dell’European Green Deal, il Quadro finanziario pluriennale e Next Generation EU si apprestano, in misura pari al 30% della spesa totale dell’Unione, a contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, degli obiettivi climatici del 2030 e dell’Accordo di Parigi. Come se non bastasse, siamo entrati nellanno europeo delle ferrovie. A tal proposito, Adina Vălean, Commissaria per i Trasporti, ha dichiarato che il futuro della mobilità europea dovrà essere sostenibile, sicuro, confortevole e alla portata di tutti, caratteristiche già proprie delle ferrovie.

Sostenibilità e settore dei trasporti

Le ferrovie sono infatti il mezzo di trasporto meno dispendioso in termini energetici (3% della domanda di energia del settore), quello con il minor consumo di petrolio (25%) e responsabile solo dello 0,5% delle emissioni europee di gas serra imputabili ai trasporti. Nel 2020, secondo i dati dell’International Energy Agency, l’intero settore dei trasporti è stato responsabile del 24% delle emissioni dirette di CO2, prodotto per circa il 75% dai veicoli su gomma – si noti anche che l’impatto del trasporto aereo e navale è in continuo aumento. In particolare, analizzando l’intensità di emissioni per passeggero per kilometro percorso (IEA 2019) risultano maggiormente inquinanti gli aerei (126-153 gCO2-eq/pkm), le auto di grossa cilindrata (61-322 gCO2-eq/pkm, soprattutto in ambienti urbani), le altre tipologie di automobili (57-177 gCO2-eq/pkm), i bus ed i minibus (25-92 gCO2-eq/pkm), i motocicli (17-64 gCO2-eq/pkm) ed infine i mezzi su rotaia (6-118 gCO2-eq/pkm, soprattutto a livello cittadino).

Malgrado i benefici menzionati, il trasporto di passeggeri su rotaia è ancora scarsamente diffuso ed estremamente concentrato a livello geografico. Globalmente meno del 10% dei viaggiatori ricorre a tale mezzo ed il suo utilizzo avviene per il 90% in Cina, UE, India, Giappone e Russia. Ad esempio, nel Vecchio Continente solo il 7% dei passeggeri e i 9% delle merci transitano sui binari.

Mobilità sostenibile

Per rendere la mobilità europea più sostenibile, la Commissione europea ha recentemente presentato la Strategia Mobilità sostenibile e intelligente, che si pone come piano facilitatore della trasformazione verde e digitale dei trasporti. Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo per il Green Deal ha dichiarato che tale Strategia “cambierà il modo in cui le persone e le merci circolano in tutta Europa e renderà facile combinare diversi modi di trasporto in un unico viaggio”. Tra le tappe previste dalla Strategia Mobilità, distinguiamo obiettivi al 2030 – raddoppiamento del traffico ferroviario ad alta velocità in Europa, almeno 30 milioni di auto a zero emissioni, 100 città a impatto climatico zero, navi prive di emissioni pronte ad entrare sul il mercato; obiettivi al 2035 – grandi aeromobili a zero emissioni pronti per il mercato; e obiettivi al 2050 – rete transeuropea di trasporto multimodale (TENT-T) operativa, raddoppiamento del traffico merci su rotaia, traffico su ruota quasi totalmente privo di emissioni.

La trasformazione della mobilità europea nei prossimi anni avrà un ruolo fondamentale nel rendere i trasporti, che oggi generano il  5% del PIL dell’UE dando lavoro ad oltre 10 milioni di persone, più sostenibili, competitivi, resistenti agli shock, disponibili e accessibili a tutti.