A seguito della sottoscrizione dell’Accordo di Parigi sul clima e dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, l’Unione Europea ha intrapreso con decisione un percorso volto a permeare di sostenibilità gli interventi di policy, soprattutto con l’obiettivo di realizzare la transizione verso modelli di crescita attenti alle tematiche ambientali, incluso il modello della finanza sostenibile.

La strategia di intervento europea per la finanza sostenibile

Nel marzo 2018, è stato pubblicato un “Piano d’Azione per la finanza sostenibile“, in cui vengono delineate la strategia e le misure da adottare per la realizzazione di un sistema finanziario in grado di promuovere uno sviluppo autenticamente sostenibile sotto il profilo economico, sociale e ambientale.

Il processo di sviluppo della finanza sostenibile e il sentiero politico-economico dell’Unione Europea sono quindi indissolubilmente legati.

La nuova strategia è stata delineata a partire dalla sensibilità dimostrata dall’UE negli ultimi anni riguardo i temi ambientali, ritenendoli fattore di traino della crescita europea come risposta alla pandemia di COVID-19 e considerando il settore finanziario di fondamentale importanza per conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo.

La strategia da implementare prevede le seguenti linee guida d’intervento:

  1. ampliare l’attuale arsenale legislativo sulla finanza sostenibile per facilitare l’accesso al finanziamento della transizione;
  2. “rendere la finanza sostenibile più inclusiva nei confronti di PMI”;
  3. “rafforzare la resilienza del sistema economico e finanziario ai rischi che incombono sulla sostenibilità”;
  4. “aumentare il contributo del settore finanziario alla sostenibilità”;
  5. “garantire l’integrità del sistema finanziario dell’UE e monitorarne la transizione ordinata verso la sostenibilità”;
  6. “creare iniziative e norme internazionali di finanza sostenibile e sostenere i paesi partner dell’UE”.

Le obbligazioni verdi (EUGBS, European Green Bond Standard)

La Commissione ha proposto un regolamento riguardante una norma da accettare su base volontaria per l’emissione di obbligazioni verdi (EUGBS, European Green Bond Standard), che introdurrà uno standard rigoroso a cui tutti le aziende emittenti potranno aderire e che sarà a garanzia sia degli emittenti sia degli investitori. Adottando l’EUGBS, gli emittenti avranno un solido strumento per dimostrare che stanno finanziando legittimi progetti verdi allineati con la tassonomia dell’UE (“Una guida pratica – scrive la Commissione  – per politici, imprese e investitori su come investire in attività economiche che contribuiscano ad avere un’economia che non impatti negativamente sull’ambiente”). Gli investitori che comprano le obbligazioni saranno invece in grado di valutare, confrontare e fidarsi più facilmente che i loro investimenti siano davvero sostenibili, riducendo così i rischi connessi al “greenwashing”.

Il successo di questa iniziativa è affidato al livello di fiducia ed all’utilità percepita dagli investitori e dalle aziende emittenti dei bond, anche se queste nuove regole cominciano già a destare dei primi malcontenti nella società civile, che identifica nella natura volontaria delle stesse un limite che potrebbe di fatto depotenziare l’intera strategia. I passi successivi della Commissione Europea, saranno cruciali per decretare il successo della strategia in campo per lo sviluppo di una finanza sempre più sostenibile.