La Commissione europea ha reso noti i principali risultati dei primi quattro anni del bilancio 2014-2020, nell’ambito dei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE). Ad ottobre 2018 risultano investiti 405 miliardi di euro, ossia il 63% della dotazione totale programmata.

I fondi SIE – Fondo europeo di sviluppo regionale; Fondo sociale europeo; Fondo di coesione; Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale; Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca – costituiscono più della metà dei finanziamenti erogati dall’Unione Europea e rappresentano un importante contributo all’apporto di benefici sociali ed economici per i cittadini e le imprese.

Tali fondi hanno infatti l’obiettivo di creare occupazione, nonché un’economia e un ambiente più sani e sostenibili in Europa, e sostengono principalmente i seguenti settori:

– ricerca e innovazione, economia digitale, piccole e medie imprese;

– economia a bassa emissione di carbonio, azioni climatiche e ambientali, trasporti;

– lavoro, inclusione sociale, istruzione e formazione.

Il Report 2018 mette in evidenza che dal 2014 alla fine del 2017:

– 1,7 milioni di progetti sono stati selezionati per ricevere un cofinanziamento;

– 1 milione di imprese ha ricevuto sostegno per migliorare la produttività o creare posti di lavoro;

– 15,3 milioni di persone sono state aiutate nella ricerca di una occupazione o nello sviluppo di nuove competenze, o hanno beneficiato delle misure di inclusione sociale;

– il 15% delle aree agricole è stato interessato da azioni volte a proteggere la biodiversità o migliorare la gestione del suolo e delle acque.

Emergono tuttavia delle differenze tra i risultati conseguiti dagli Stati Membri. In concomitanza con la pubblicazione della relazione, è stata aggiornata la piattaforma Open Data Cohesion (link: https://cohesiondata.ec.europa.eu/overview) in cui è possibile misurare la performance dei singoli paesi, consultando i dati sull’allocazione delle risorse finanziarie per i progetti selezionati aggiornati a ottobre 2018, e i dati sulla spesa effettiva in continuo aggiornamento.

 

La Finlandia risulta essere il paese più efficiente nell’utilizzo dei fondi, con un’allocazione finanziaria pari al 72% delle risorse programmate, di cui è stato effettivamente speso il 50%; bene anche l’Irlanda, che ha assegnato il 69% del suo budget e ha speso il 39%; mentre l’Ungheria spicca per l’allocazione totale del sul budget programmato, che non si è però tradotta in un’implementazione effettiva dei progetti, poiché risulta una spesa del 21%.

L’Italia è il secondo paese beneficiario dei fondi SIE dopo la Polonia, disponendo di una dotazione di bilancio programmata di oltre 75 miliardi, di cui assegnati solo il 56% (41,9 miliardi) e con una spesa pari al solo 15% (11,4 miliardi). Ciò fa del nostro paese il terzultimo per utilizzo effettivo dei fondi insieme a Malta, che a dispetto di una allocazione finanziaria del 86%, ne ha speso il 15%. Peggio fanno solo la Croazia e la Spagna, con un’assegnazione finanziaria rispettivamente pari al 58% e al 44% del budget programmato, e una spesa del 14% e del 13%.

I dati aggregati mostrano una diffusa inefficienza nell’utilizzo dei fondi: la media europea vede  un’assegnazione delle risorse pari al 63% del budget programmato e, di questa, una spesa effettiva del 22%. Ciò significa che ancora troppe risorse messe a disposizione a beneficio dei cittadini e delle imprese europee non vengono utilizzati. Fa comunque ben sperare il fatto che le risorse impegnate sono aumentate di 66 miliardi in 9 mesi, e la spesa totale è raddoppiata in 12 mesi, pertanto, se certamente si può e si deve fare molto di più, i progressi registrati nell’ultimo anno indicano che si sta andando nella giusta direzione.

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