La giornata internazionale del popolo Rom, vocabolo di origine indiana che significa “uomo libero”, ricorre l’8 aprile di ogni anno e celebra la cultura di questa minoranza (che include nomadi di varie origini: Rom, Gypsies, Manouches, Ashkali, Sinti e Boyash), dando luce e consapevolezza alle vicende che coinvolgono ed affliggono tale gruppo.

Si stimano oggi tra i 10 ed i 12 milioni di Rom in Europa e 6 milioni in Unione Europea, la maggior parte dei quali possiede la cittadinanza di un Paese membro, candidato e potenziale candidato[1].

In Romania la loro presenza supera i 2 milioni di individui, un numero enorme in confronto al nostro Paese, in cui essi costituiscono circa centomila persone.

La società Rom ha mantenuto una propria lingua, che è entrata in contatto con molte e diverse entità linguistiche (iraniano, armeno, albanese, greco, rumeno, ungherese) rimanendone influenzata ed adattata al contesto in cui ciascun gruppo vive, ed ha mantenuto propri usi e costumi che ancora oggi poco si adattano alle società in cui risiede.

Storicamente esperti nella lavorazione dei metalli (chiamati “athinganoi”, da qui il termine “zingaro”),anche oggi in Romania tra le attività che li coinvolgono maggiormente vi sono quelle legate ai metalli ed in particolare al rame, di cui si servono per la fabbricazione di pentole, gioielli ed utensili di varia natura ed utilizzo.

Tuttavia la condotta di vita basata in larga misura sul nomadismo e sull’elemosina, per cui ancora oggi la famiglia rivendica sui più giovani decisioni quali matrimoni in minore età, gravidanze precoci ed abbandono scolastico genera un circolo vizioso di vita vissuta in grande povertà e privazioni quali la mancanza di istruzione e, connessa ad essa, la mancanza di adeguati usi e costumi igienici ed abitativi.

Tale modus vivendi è diventato col tempo motivo di esclusione da parte delle masse, le quali sono oggi il soggetto attuatore di discriminazione in numerosi settori (scolastico, lavorativo e sanitario per citarne alcuni) nei confronti di minori ed adulti Rom, con derive quali confinamento della minoranza nelle aree rurali del Paese, negazione di accesso a pari opportunità e costi non soltanto in termini di sofferenza umana ma anche in termini di benefici dell’integrazione e dell’impiego della forza lavoro Rom.

L’Unione Europea è scesa in campo ed ha fatto dell’inclusione delle minoranze, tra cui il popolo Rom, una priorità definita dall’obiettivo Crescita Inclusiva, stabilito nella Strategia Europa 2014-2020 e, specialmente, nella sua principale iniziativa di una Piattaforma Europea di lotta alla povertà[2].

L’ultimo Report del 2018 riporta i principali lavori in corso ed i risultati raggiunti in questi anni, come l’affrontare l’esclusione socio-economica e la discriminazione promuovendo parità di accesso all’istruzione, all’occupazione, alla salute ed all’alloggio, e l’invitare gli Stati membri ad elaborare strategie nazionali di integrazione dei Rom ed a nominare dei punti di contatto nazionali al fine di coordinare la pianificazione, l’attuazione ed il monitoraggio di queste strategie per raggiungere la totale integrazione della minoranza Rom nell’Unione Europea[3].

Tra le realtà locali che si occupano di colmare i gap culturali della società romena,  l’Associazione FDP – Protagonisti in Educatie di Bucarest si occupa da vent’anni di colmare il divario educativo dell’integrazione, attuando progetti quali l’apertura di un Centro di Consulenza e Supporto per genitori e bambini a rischio, in cui le famiglie possono beneficiare tanto di attività dopo scuola e sostegno educativo quanto di attività di formazione con l’obiettivo di sviluppare le abilità genitoriali volte a conoscere e rispettare i diritti del bambino, il tutto nelle sedi di Bucarest e dei villaggi rurali di Arad, Cluj, e Dambovita[4].

La chiave per rompere lo stereotipo è dunque garantire gli stessi diritti ed accesso alle opportunità di chiunque altro e promuovere istruzione e partecipazione, per produrre un effetto a cascata di persone che realizzino il loro pieno potenziale e contribuiscano alla trasformazione economica e sociale del Paese in cui risiedono.

 

 

[1]EuropeanCommission, Roma integration in EU Countries and Annual Reports, Brussels, 2018  https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/combatting-discrimination/roma-and-eu/roma-integration-eu-countries_en

[2]EuropeanCommission, European Platform for Roma Inclusion, 2018 Meeting, Brussels, 2018 https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/combatting-discrimination/roma-and-eu/european-platform-roma-inclusion_en

[3]EuropeanCommission, Report on the evaluation of the EU Framework for National Roma Integration Strategies up to 2020: Communication from the Commission to the EuropeanParliament and the Council, Brussels, 2018 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?qid=1544112037077&uri=CELEX:52018DC0785

[4] FDP website https://www.fdpsr.ro/en/