Durante questo periodo di emergenza, in molti hanno espresso il desiderio di cambiare il proprio stile di vita e dirottare verso scelte più sostenibili, chiedendosi quali possano essere gli approcci praticabili capaci di armonizzare il progresso scientifico ed economico con la salute e il benessere sia delle persone che dell’ambiente che abitiamo.

Esistono realtà che già operano in questa direzione e possono, quindi, ispirarci e aiutarci a comprendere come trasformare le nostre abitudini in comportamenti responsabili ed ecosostenibili. Tra queste, ci sono gli ecovillaggi, ossia comunità di persone che hanno deciso di condurre uno stile di vita a basso impatto, applicabile in differenti contesti a seconda delle esigenze e delle possibilità, impegnandosi nello sviluppo di insediamenti umani progettati consapevolmente attraverso processi partecipativi ed ecologici.

Definire nei particolari cosa sia un ecovillaggio è piuttosto complicato poiché ogni insediamento possiede i suoi caratteri di unicità. A riprova di ciò basti pensare che il Global Ecovillages Network (GEN) annovera migliaia di realtà molto differenti tra loro tra le quali i duecento villaggi sostenibili di Sarvodaya in Sri Lanka, la Federazione di comunità spirituali di Damanhur in Piemonte, i piccoli ecovillaggi rurali di Asociación Gaia in Argentina, il villaggio di Huehuecoyotl in Messico ma anche progetti urbani come il Los Angeles EcoVillage.

Il GEN definisce un ecovillaggio come un centro abitato moderno dove l’uomo vive in armonia e cooperazione con la natura, sperimentando nuove tecnologie e nuove abilità per creare un modo di vivere più sostenibile e pacifico. Le organizzazioni regionali del GEN insieme favoriscono lo sviluppo di ecovillaggi come modello d’insediamenti umani sostenibili attraverso lo scambio, la partecipazione, l’educazione e il lavoro di rete e offrono servizi informativi ed educativi a livello mondiale per tutti coloro siano interessati alla protezione dell’ambiente, all’agricoltura sostenibile e alla costruzione di comunità armoniose. Per promuovere il modello di ecovillaggio e di ecoturismo a organismi nazionali e internazionali, il GEN è divenuto membro consultivo della commissione ECOSOC delle Nazioni Unite nel 2000.

Gli ecovillaggi vengono anche definiti comunità intenzionali ecosostenibili in quanto gruppi di individui attivi e consapevoli che condividono ideali di sostenibilità ecologica, socioculturale ed economica allo scopo di soddisfare i propri bisogni senza ridurre, ma migliorando, le prospettive delle generazioni future.

Tra le pratiche realizzate e sostenute all’interno di questi progetti ci sono il risanamento della terra, l’agricoltura biologica, la permacultura, la protezione e la salvaguardia della biodiversità e delle aree deserte, l’edilizia ecologica,il co-housing e la promozione di dimensioni sociali basate su reti di cooperazione, condivisione e sostegno reciproco.

Anche gli ecovillaggi italiani, la maggioranza dei quali fa parte della RIVE (Rete Italiana Villaggi Ecologici), sono numerosi e differenti fra loro per numero e composizione sociale, organizzazione giuridico amministrativa, scelte ambientali, modelli economici e visione del mondo. Molte di queste realtà organizzano eventi e formazioni, sono aperte a visitatori esterni e sono quindi sperimentabili da chiunque voglia approfondire l’argomento e iniziare a fare la differenza.