L’Italia ha deciso che non sottoscriverà il Global Compact for Migration, documento elaborato dalle Nazioni Unite per gestire in maniera comune e condivisa il fenomeno della migrazione. Del documento ne avevamo parlato in un precedente articolo (Global Compact: un patto per l’accoglienza), sottolineando come avesse provocato reazioni contrastanti in tutta Europa, portando in alcuni casi a delle vere e proprie crisi di governo.

Il Parlamento italiano ha approvato la mozione presentata da Forza Italia e FdI, in cui il governo italiano si impegna a non sottoscrivere il patto ONU sulle migrazioni e a non contribuire in alcun modo al finanziamento del relativo fondo fiduciario. Bocciate, tuttavia, le proposte di creare un hotspot sorvegliato in Nordafrica e di istituire un blocco navale di fronte le coste libiche, per le possibili ripercussioni di natura militare che simili gesti avrebbero certamente provocato.

Sebbene fosse chiara la posizione che si stava delineando all’interno delle Camere, l’astensione delle due forze di maggioranza, M5S e Lega, ha dimostrato di non voler alimentare una potenziale crisi di governo interna, come successo in Belgio con le dimissioni del primo ministro Charles Michel. Decisa l’accusa Ivan Scalfarotto, rappresentante del PD, che ha espresso le sue preoccupazioni per l’assenza di una politica estera ben definita da parte delle due forze di maggioranza.

All’interno del M5S non sono di certo mancate le polemiche, tra cui quella di Giuseppe Brescia, Presidente della commissione Affari costituzionali, che ha votato contro questa mozione, avvicinandosi alle posizioni del Presidente della Camera, Roberto Fico, che già in passato aveva espresso il proprio disappunto per le posizioni assunte dal governo evidenziando come “bisognava discutere con tutti i Paesi del mondo, specie quelli da cui partono i migranti, per affrontare la problematica”.