A pochi giorni dalla sua uscita di scena per lasciare il timone alla nuova amministrazione guidata dal ticket Biden-Harris, l’amministrazione Trump ha varato il nuovo piano di dazi facente capo al dossier commerciale con i paesi occidentali. In particolare, Trump ha rivisto le misure contro i paesi europei, Germania e Francia, nella battaglia sugli aiuti ad Airbus e Boeing. A quanto disposto dalla Casa Bianca, saranno colpiti anche le componenti aeronautiche prodotte nei due paesi ed anche alcuni vini non frizzanti, cognac e brandies.

Rimane invece invariato l’ammontare previsto dalle precedenti restrizioni e dazi, pari a 7,5 miliardi di dollari. Il motivo di questa modifica, sempre da fonti USA, è da ricercare nei metodi che la UE avrebbe utilizzato per calcolare la propria rappresaglia (4 miliardi) in modo da danneggiare il made in USA. Nello specifico gli USA accusano l’UE di aver utilizzato dati derivati da un periodo in cui i volumi di scambio tra le due forze erano ridotti in modo significativo a causa dell’emergenza Covid-19, in modo da influenzare i dazi e penalizzare un numero maggiore di prodotti rispetto ad una fase non emergenziale.

Il maggiore impatto di questa revisione sui dazi potrebbe colpire proprio Airbus: sebbene i dazi fossero scattati lo scorso marzo, andando a colpire diversi prodotti europei, con sovrattasse fino al 25%, e del 15% sui velivoli Airbus assemblati in Europa, oggi il maggior numero di componenti colpite dai dazi potrebbe avere effetti controproducenti per lavoratori, industria e consumatori. In questa situazione la Commissione Europea si è detta in forte disappunto, mentre Parigi stessa ha evidenziato come i nuovi dazi siano illegittimi.

La palla passa ora alla nuova amministrazione Biden, con cui l’UE spera di poter risolvere una disputa che dura ormai da 16 anni, nell’interesse di entrambe le parti di affrontare in modo multilaterale i rapporti con la Cina. Da sottolineare, in questo contesto, come la via del multilateralismo invocata dal Presidente eletto Biden, passi proprio dalla risoluzione di questi conflitti, anche perché l’UE ha appena concluso un accordo di investimenti con la Cina, mossa su cui gli stessi USA avevano a gran voce invocato più prudenza.