Il referendum del 25 Ottobre 2020 ha segnato un passaggio fondamentale nella storia della Repubblica del Cile dato che i cittadini hanno approvato, con un plebiscito del 78%, l’introduzione di una nuova Costituzione in sostituzione al testo redatto durante il periodo della dittatura del Generale Pinochet (1973-1990).

Nonostante la caduta del regime autoritario, i principi contenuti in questa Carta avevano impedito al paese di attuare un reale processo di democratizzazione ed avevano imposto un modello di sviluppo economico di stampo neoliberale che, se da un lato aveva ridotto i livelli di povertà del paese e lo aveva portato ad ottenere il più alto Indice di Sviluppo Umano1 tra i paesi latinoamericani, dall’altro aveva esacerbato le disuguaglianze economiche interne. Per questa ragione, il Cile ha vissuto decenni di proteste da parte della popolazione che richiedeva una più equa distribuzione della ricchezza derivante dallo sfruttamento delle risorse del paese. In particolare, dopo lo scoppio delle proteste studentesche nel 2011, il governo si decise ad intraprendere delle riforme strutturali significative che impiegarono però troppo tempo ad arrivare ed il malessere iniziò ad essere sempre più diffuso tra la popolazione fino allo scoppio di rivolte violente nelle maggiori città cilene lo scorso Ottobre 2019.

A partire da questo momento, la crescita economica e gli investimenti precipitarono rendendo le manifestazioni sempre più tese e rivelando l’incapacità delle élite politiche, sotto la guida del governo di centro-destra di Sebastian Piñera, di gestire la crisi economica e sociale. La repressione violenta attuata dalle forze armate, con apparenti violazioni dei diritti umani contro i manifestanti, divenne l’emblema della necessità di un cambiamento che portò le forze politiche a presentare un accordo per la pace sociale e la redazione di una nuova costituzione che venne approvata dalle camere del Congresso cileno quasi all’unanimità.

Lo scoppio dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid -19 ha rallentato l’approvazione popolare di questo nuovo quadro normativo. Tuttavia, l’immagine di milioni di cileni che, muniti di mascherina e distanziati socialmente, attendono in coda il proprio turno alle urne ha testimoniato la volontà di un popolo di trovare soluzioni democratiche in aperto dialogo con le istituzioni. In un continente dove la democrazia e il rispetto dei diritti umani sembrano spesso assoggettati a logiche di crescita economica basate sullo sfruttamento del territorio e delle persone che lo vivono, il Cile potrebbe diventare un precedente per una reale trasformazione politica dell’intero continente sudamericano.

Link utili per approfondimento:

https://www.vox.com/21534338/chile-constitution-plebiscite-vote-pinochet

https://www.theguardian.com/commentisfree/2020/oct/28/chile-democracy-pinochet-constitution

http://hdr.undp.org/en/content/2019-human-development-index-ranking

 

1 L’Indice di Sviluppo Umano è un indicatore di sviluppo macroeconomico utilizzato dalle Nazioni Unite per valutare i livelli di benessere di un paese prendendo in considerazione non solo il PIL ma anche i livelli di istruzione e le aspettative di vita alla nascita.