Horizon 2020Mancanza di risorse umane adeguatamente preparate nel settore del terziario e scientifico, scarsa cooperazione tra mondo accademico e imprese. Sono solo due dei fattori che “condannano” l’Italia a una situazione di sostanziale mediocrità rispetto agli obbiettivi di ricerca e sviluppo che l’Europa, con il Programma Horizon 2020, si prefigge di raggiungere.

I dati non sono confortanti: per quanto riguarda le percentuali riportate nel rapporto riguardo alle risorse umane specializzate nei settori scientifici, il nostro Paese si attesta sul 24,9% (percentuale riferita a un campione di persone di età compresa tra i 30 e 34 anni laureati presso una facoltà scientifica nel 2015), il dato più basso in assoluto laddove la media europea si aggira sul 38,5%. Per quanto riguarda la cooperazione tra Università e imprese, il dato è sul 18%, estrapolato dal rapporto tra milioni investiti per milione di abitanti nella cooperazione tra settore pubblico e privato. Anche qui l’Italia si attesta al ribasso rispetto alla media europea, il cui dato ammonta invece al 33,9% (riferito all’anno 2014). Questo secondo indicatore, tuttavia, va letto in combinato con un altro dettaglio, quello della possibilità di fare impresa, vale a dire l’esistenza o meno di un ambiente favorevole allo sviluppo di nuove imprese che non consente l’esercizio di un pieno potenziale innovativo. Qui l’Italia si attesta sul 67,8% contro una media del 73,4% (dati 2014).

Stringendo sul dettaglio della partecipazione di imprese e istituzioni italiane al programma Horizon 2020, si evince che anche qui siamo abbastanza indietro. Risultano infatti un numero esiguo di partecipanti al programma, 3.885, i quali hanno ricevuto un contributo di circa 1.413,62 milioni di euro. A primi tre posti della Top Ten dei beneficiari risultano il Consiglio Nazionale di Ricerca, con 95,9 milioni di finanziamenti ricevuti, il Politecnico di Milano con 56,83 milioni, l’Agenzia Nazionale per le nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile con 47,5 milioni.

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