L’Accordo del Secolo per risolvere l’annosa questione del conflitto che vede contrapposti da oltre 70 anni lo Stato di Israele e la Palestina e ristabilire la pace nel Medio Oriente. Questo è quello che è stato promesso martedì 28 Gennaio 2020 dal Presidente americano Donald Trump, un piano che metta la parola fine ai continui conflitti nella regione del Medio Oriente.

Un piano dettagliato che non ha mancato di provocare le reazioni immediate del presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas (Abu Mazen), che ha contestato sia il contenuto dell’accordo che la fase preliminare alla realizzazione dello stesso. L’accordo non è frutto infatti di negoziati tra israeliani e palestinesi, che non sono stati coinvolti dal presidente americano, e che quindi viene implicitamente imposto ai due schieramenti, come confermato ai giornalisti durante la conferenza stampa di presentazione: “E’ probabile che in un primo momento i palestinesi non accetteranno, ma alla fine cambieranno idea”.

L’Accordo invita i palestinesi a riconoscere Israele come Stato ebraico con l’intera Gerusalemme come capitale, a cedere la Valle del Giordano e a riconoscere le colonie illegali israeliane sul territorio palestinese. Nessun riferimento a qualsivoglia diritto dei palestinesi. La libertà in cambio di 50 miliardi di investimenti in 10 anni: è solamente economica, infatti, la proposta relativa al futuro dello Stato palestinese, che vedrebbe la nascita su un territorio geograficamente minore a quanto previsto dai precedenti Accordi di Oslo del 1993 e del 1995.

Le Reazioni

Non sono tardate le prese di posizione della comunità internazionale sulla questione. L’organizzazione della cooperazione islamica (OIC) ha espresso il proprio rifiuto al piano per il Medio Oriente elaborato dal presidente Trump, chiedendo e invitando espressamente i 57 Stati membri a non collaborare nella realizzazione del piano. Anche la Lega Araba tramite il suo segretario generale Ahmed Aboul Gheit ha evidenziato la presenza di numerose violazioni dei diritti dei palestinesi.

Non è mancata nemmeno la reazione del nostro paese, con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che in una nota ha accolto favorevolmente gli sforzi compiuti per favorire il processo di pace ma che valuterà la proposta americana alla luce dell’orientamento europeo, nell’ottica che la soluzione più giusta per tutti sia quella a due Stati.