In seguito ai provvedimenti anti-contagio, adottati da alcuni paesi esteri, si sta verificando un rallentamento degli scambi alle frontiere. Nello specifico, l’Italia sta riscontrando difficoltà per le merci sia in uscita che in entrata, tuttavia, il cibo italiano continua ad essere garantito ovunque.

Il coronavirus ha posto milioni di italiani in uno stato emozionale di insicurezza alimentare, motivo per cui, nelle prime settimane di diffusione del contagio, i supermercati sono stati letteralmente svuotati. Tuttavia, nonostante l’Italia dipende per alcuni prodotti, totalmente dalle importazioni estere, sotto il punto di vista del rifornimento alimentare, non c’è molto da preoccuparsi: il Presidente della Federazione italiana dell’Industria alimentare ha fiducia nel settore.

I prodotti per i quali l’Italia dipende totalmente dalle importazioni sono il caffè, le cui materie prime sono fornite per il 100% dai paesi esteri, il cioccolato, per il 90% esportato, e il settore delle conserve ittiche (95%). Anche l’approvvigionamento di pasta presenta un tasso di dipendenza dai paesi esteri pari al 45%, quello di carni preparate del 40% e dell’olio d’oliva, simbolo del made in Italy, di cui si importa il 60% delle materie prime necessarie. Sono esclusi dalle problematiche relative al coronavirus, gli alimenti come: acqua minerale, per la quale L’Italia è i primi produttori e consumatori a livello mondiale, zucchero e vino. Anche per il riso, formaggi, prodotti caseari, frutta e verdura l’Italia è autosufficiente, e in questi casi presenta una minima percentuale di importazioni.

Il 2 aprile, si è svolta in collegamento virtuale, la conferenza stampa internazionale sullo stato dell’industria alimentare italiana durante il coronavirus. Il collegamento è stato coordinato dalla sala stampa estera dei corrispondenti dei media stranieri in Italia. La conferenza, si è incentrata sul tema dello stato di produzione e distribuzione in Italia, e nel mondo dei prodotti alimentari “made in Italy”. Protagonista il Presidente di Federalimentare Ivano Vacondio, il quale ha affermato in prima persona, che non ci sono attualmente problemi per la circolazione del cibo italiano sia in Italia che all’estero. Tuttavia, occorre tenere in considerazione alcune problematiche che il settore agroalimentare italiano sta riscontrando con i rallentamenti dovuti ai controlli in frontiera e con l’approvvigionamento di materie prime. Nonostante ciò, il Presidente resta rassicurante, invita ad osservare che nessuna fabbrica di beni alimentari ha rallentato la produzione per defezioni legate al virus. Gli addetti sono diminuiti pe motivi precauzionali ma le aziende continuano a lavorare con gli stessi ritmi e con una buona risoluzione delle difficoltà.

Ivano Vacondio resta positivo anche sulle conseguenze del virus a livello economico. Sostiene infatti che le piccole aziende in difficoltà non finiranno “nelle mani di disegni criminosi” perché Stato, governo e Federazione stessa, saranno più vigili di prima; più che altro, con le dovute cautele, sarà importante continuare a favorire la libera circolazione di beni nei paesi europei. Infine, Il Presidente ribadisce che le industrie italiane non devono temere poiché hanno già affrontato tre settimane di profonda crisi e sono pronte a farlo ancora nei prossimi tempi. Secondo Vacondio, tutto andrà per il meglio e il cibo italiano sarà sempre al servizio del mondo intero: “c’è sempre pasta per tutti”.