Nata a Giugno 2019, la Fair Plastic Alliance è stata ideata con l’obiettivo di dare vita ad una filiera sostenibile di riciclaggio della plastica, a sua volta ispirata ad un modello di business equo, circolare e più inclusivo.

Secondo le stime delle Nazioni Unite, entro il 2050 gli oceani conterranno più rifiuti plastici che specie viventi. La produzione di plastica è esplosa dai 2 milioni di tonnellate del 1950 agli oltre 400 milioni di tonnellate del 2015. A preoccupare è soprattutto il tasso d’incremento osservato negli ultimi anni[1]: si stima infatti che negli ultimi tredici anni sia stata prodotta circa la metà di tutta la plastica fabbricata dal 1950 a oggi. Se la tendenza fosse confermata, la quantità totale di plastica dispersa nell’ambiente raggiungerebbe i 12 miliardi di tonnellate nel 2050.

I dati sono allarmanti e questo ha indotto associazioni, ONG ed imprese provenienti da tutto il mondo ad unirsi per cercare di rimediare a questa drammatica situazione: così è stata creata la Fair Plastic Alliance (FPA), un network internazionale di attori profit e non-profit nato con l’intento di promuovere un cambio di paradigma: la plastica da rifiuto deve diventare una risorsa economica e sociale. Ciò può essere ottenuto dando un’opportunità lavorativa ai milioni di raccoglitori informali di plastica nei paesi in via di sviluppo tramite la creazione di una filiera di produzione equa. Tutti questi individui, che vivono ai margini delle grandi città in condizioni di estrema povertà e di esclusione sociale, saranno così integrati in una “filiera solidale” di riciclo della plastica (con il ruolo di raccoglitori, riders, addetti alla separazione dei vari rifiuti, addetti alla compattazione dei materiali riciclabili tramite apposite macchine di imballaggio, addetti ai controlli di qualità all’interno di un impianto di riciclaggio industriale ecc..).

Alla base di questo innovativo progetto vi è un modello economico in cui gli investitori, dopo il recupero dell’investimento iniziale, rinunciano ai dividendi e reinvestono la totalità dei ricavi o per lo sviluppo di nuovi progetti a nome FPA o per il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori delle comunità locali, garantendo la sostenibilità economica, ambientale e sociale dell’attività.
L’idea alla base dell’operato della FPA nasce a partire da esperienze concrete in Sud Africa e Nigeria che hanno portato alla creazione di opportunità economiche per migliaia di raccoglitori e alla sperimentazione di un nuovo e solidale modello produttivo che vede la partecipazione delle comunità di base, della società civile, del settore privato e del governo locale e nazionale.

Fino ad ora hanno preso parte alla Fair Plastic Alliance una serie di organizzazioni ed imprese: Centro Plastica Srl, impianto industriale per il riciclaggio della plastica che coniuga redditività economica e sostenibilità ambientale; Serioplast, azienda internazionale leader nel campo della produzione di plastica per conto delle principali multinazionali globali; Cesvi, organizzazione non profit che promuove da anni progetti volti a rafforzare le capabilities delle comunità locali; WeCyclers, una startup nigeriana che ha implementato un modello innovativo e sostenibile di raccolta della plastica con il pieno rispetto dei diritti dei lavoratori; Oxfam, ONG da sempre impegnata nella lotta contro ogni forma di povertà e discriminazione, e numerose cooperative di raccolta dei rifiuti (Blue Sky Recycling, Ekurhuleni Coops etc..), che riuniscono i lavoratori informali del settore per garantire loro tanto diritti e tutele quanto opportunità di sviluppo.

Attraverso questa alleanza, vengono rafforzate le reti locali di raccolta di rifiuti in tutto il mondo mediante  iniziative di capacity building, condivisione delle migliori pratiche, fornitura di attrezzature adeguate e rafforzamento della visibilità locale e internazionale.
La Fair Plastic Alliance ha inoltre sviluppato un’applicazione open source con il fine di rintracciare e ottimizzare i trasferimenti di rifiuti in plastica tra raccoglitori, riders, depositi e impianti di riciclaggio. In questo modo è possibile tenere traccia, in tempo reale, dei progressi compiuti a livello ambientale, economico e sociale da ciascun partner FPA. I report sono generati su base periodica al fine di valutare i principali indicatori di performance, come le tonnellate di CO2 risparmiate e la riduzione dei metri quadrati di discarica.

La Fair Plastic Alliance è pronta ad allargare questo network di cooperazione a tutte le aziende, le ONG, gli attori sociali e le organizzazioni dei lavoratori che sono disposti a collaborare, secondo la loro Carta dei Principi, come partner industriali o di raccolta, come investitori o semplicemente come sostenitori e divulgatori del progetto.

Più informazioni sul sito ufficiale: http://www.fairplasticalliance.org/

 

[1] Roland Geyer, Jenna r. Jambeck, Kara Lavender Law (July 2017). Production, use, and fate of all plastics ever made.  Science advances