In Europa persiste ancora uno scostamento tra gli obiettivi e i risultati raggiunti in materia di iniziative di informazione e formazione sull’UE. Azioni che avrebbero il potenziale di creare una cittadinanza europea più attiva e coesa, soprattutto se mirate alle nuove generazioni.

Informazione e formazione sull’UE: a che punto siamo?

La conferma di quanto i giovani sentano l’esigenza di essere avvicinati ai valori e alle tematiche dell’UE, trova conferma in un’indagine del 2018, voluta dalla Commissione Europea nell’ambito dello sport, della cultura e del volontariato. Tale sondaggio rileva che il 68% degli intervistati crede che il settore istruzione e formazione sia una priorità, per la loro comprensione e promozione, sulla quale l’UE dovrebbe investire. Una grande percentuale, il 89%, ritiene che i governi nazionali dovrebbero rafforzare l’istruzione scolastica sui diritti e le responsabilità dei cittadini UE. L’83% crede che queste dovrebbero essere materie presenti nell’istruzione scolastica obbligatoria, insieme al funzionamento dell’UE e delle sue istituzioni, la storia dell’UE, la cultura europea. Il 67% concorda sull’importanza dei programmi e le iniziative europee, quali Erasmus Plus e il Corpo Europeo di Solidarietà.

Secondo un altro sondaggio recentemente realizzato nell’ambito del progetto EUth for Democracy della Budapest European Agorà , ed effettuato su un campione di 1.121 giovani di diversi Paesi Europei, il 55% degli intervistati ritiene che la scuola sia molto importante per formare ed informare sulle tematiche europee. Questi dati dunque indicano la tendenza dei giovani a ricercare uno spazio informativo sulle opportunità di conoscere l’Europa che parta dall’istruzione scolastica.

La Dichiarazione di Parigi adottata il 17 marzo 2015 dai ministri europei dell’istruzione impegnava gli Stati membri a promuovere i valori comuni, migliorare il pensiero critico e l’alfabetizzazione mediatica, l’istruzione inclusiva e il dialogo interculturale. Tuttavia, un sondaggio Eurydice del 2017 mostrava che l’educazione alla cittadinanza, nonostante sia al centro dell’attenzione in diversi paesi europei, fa ancora fatica ad essere inserita in modo strutturale nella formazione degli insegnanti. Pertanto, gli insegnanti dovrebbero essere sostenuti e responsabilizzati attraverso misure per creare una cultura e un ambiente di apprendimento aperti e trattare con diversi gruppi di apprendimento al fine di insegnare le competenze civiche, trasmettere il patrimonio condiviso dell’Europa, promuovere valori comuni e fungere da modelli per gli studenti.

La trasparenza informativa dell’Europa e le esigenze di un rafforzamento degli organi di mediazione

Il sito della Commissione Europea è un ottimo strumento per informarsi sull’Unione Europea. Questo fornisce infatti tutte le informazioni sulle attività dell’UE, sulle possibilità di finanziamento, sulle opportunità lavorative e sui temi prioritari che la caratterizzano. Nonostante la volontà della Commissione di rendersi trasparente e dare accesso a tutti alle informazioni sull’Europa, è evidente che i giovani vengono messi nella condizione di informarsi autonomamente, mentre la scuola stessa dovrebbe rendersi fucina del futuro dell’Europa e provvedere a corsi ed iniziative specifiche per far conoscere lo spazio europeo.

Dunque occorre necessariamente un potenziamento dei sistemi di istruzione e una cooperazione con gli enti di formazione specifici, che forniscano ai giovani gli strumenti necessari per comprendere e vivere l’UE.