Ursula von der Leyen ha definito il nuovo semestre europeo come una vera e propria “strategia di crescita ambiziosa e completamente rinnovata che punta sulla promozione della sostenibilità competitiva per costruire un’economia al servizio delle persone e del pianeta”. Con queste parole l’attuale presidente della Commissione Europea ha aperto le porte ad una nuova stagione di lavoro, che vedrà tutte le energie concentrate per la realizzazione delle 6 priorità, contenute nel documento “A Union that strives for more” in cui sono definite le Linee Guida per il periodo 2019-2024:

  • Green Deal Europeo: divenire il primo continente a impatto zero;
  • Un’economia al servizio delle persone: lavorare per l’equità sociale e la prosperità;
  • Un’Europa pronta per l’era digitale: una nuova generazione di tecnologie a disposizione delle persone;
  • Promozione del nostro stile di vita europeo: tutelare i cittadini europei e i loro valori;
  • Un’Europa più forte nel mondo: rafforzare il ruolo guida responsabile a livello mondiale;
  • Un nuovo slancio per la democrazia europea: coltivarla, rafforzarla e proteggerla.

Nonostante il primo punto in agenda sia rivolto alla questione ambientale, con l’obiettivo di raggiungere zero emissioni di CO2 entro il 2050, il messaggio che emerge è molto chiaro: l’Europa lavorerà per i suoi cittadini prestando particolare attenzione ai diritti sociali, al tema dell’inclusione, ai giovani, all’occupazione. Non a caso la Presidente von der Leyen nel suo discorso ha richiamato il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, un documento del 2017 approvato dall’allora presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, con il quale si mirava ad adottare 20 nuovi principi che avrebbero definito diritti più efficaci per i cittadini europei, che spaziano dalle pari opportunità alle condizioni di lavoro eque, alla protezione sociale e all’inclusione. Il centro dell’intervento è quindi la persona, la sua quotidianità, il suo vivere, partendo dal diritto all’istruzione fino ad arrivare al diritto a una pensione dignitosa. Ma un ruolo fondamentale in tutto questo discorso viene riconosciuto anche al lavoro, considerato momento fondamentale della vita di un individuo. Non a caso si legge nel documento che il lavoro deve essere sano, adeguato, sicuro, protetto, ma che deve anche garantire un giusto equilibrio tra vita familiare e professionale e che deve essere tale da poter creare una rete rivolta a tutti, in particolare a coloro che sono più vulnerabili o emarginati a causa di loro caratteristiche fisiche o sociali. 

La nuova Commissione sembra dunque avere ben chiaro il proprio mandato: riconciliare il sociale e il mercato nell’economia moderna di oggi è infatti uno degli obiettivi primari da raggiungere. È questo il motore che muove tutto il discorso della Presidente von der Leyen, consapevole del fatto che se non si riconosce la dimensione dignitosa del lavoro non sarà possibile porre le basi per quella che lei stessa ha definito “un’Unione di uguaglianza”.

 

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