Il dovere di organizzare, fornire e garantire l’accesso alle cure sanitarie ed alla sicurezza sociale è proprio dei Governi nazionali. Al loro fianco, in questo come in molteplici altri campi, vi è l’impegno europeo nel sostenere ed integrare gli sforzi degli Stati membri per la salute dei cittadini europei, per la riduzione delle disuguaglianze e per garantire i diritti sociali. Ad oggi, le politiche e le azioni europee per la sanità hanno assicurato al Vecchio continente uno dei primi posti al mondo per la qualità della vita e del benessere ed il primato per migliore sistema di protezione sociale[1].

L’interesse dell’Europa per la salute dei propri cittadini è affermato nell’articolo 168 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE, Titolo XIV)[2], il quale stabilisce che “nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche ed attività dell’Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana”. Esso, inoltre, pone l’obiettivo di migliorare la sanità pubblica, agire nella prevenzione delle malattie e delle affezioni ed eliminare le fonti di pericolo per la salute fisica e mentale. L’azione dell’Unione comprende la ricerca e la lotta contro i grandi flagelli e le minacce per la salute, come l’antimicrobico resistenza, l’informazione, l’educazione in materia sanitaria e la sorveglianza. L’implementazione di tali azioni, finanziata dai fondi del Programma per la salute, del Programma Horizon 2020 per la ricerca, del Fondo europeo per gli investimenti strategici e dalla politica di coesione dell’UE, avviene attraverso l’Agenzia europea dell’ambiente, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro.

In particolare, le misure dell’UE in materia di politica sanitaria vengono attuate mediante i programmi d’azione consecutivi come il terzo Programma per la salute (2014-2020), attualmente in corso, che persegue quattro Obiettivi Specifici:

  1. Promuovere la salute, prevenire le malattie e incoraggiare ambienti favorevoli a stili di vita sani;
  2. Proteggere i cittadini dell’Unione dalle gravi minacce sanitarie transfrontaliere;
  3. Sostenere lo sviluppo di capacità in materia di sanità pubblica e contribuire alla realizzazione di sistemi sanitari innovativi, efficienti e sostenibili;
  4. Facilitare l’accesso a un’assistenza sanitaria migliore e più sicura per i cittadini dell’Unione.

Nonostante i grandi risultati dall’Europa in ambito sanitario, le minacce alla salute dei cittadini dei 28 Stati membri non sono ancora state del tutto arginate. Tra le maggiori sfide riconosciute dagli organismi europei, che meritano rapidi ed efficaci interventi, figurano le esigenze sanitarie specifiche di una popolazione che invecchia e l’incidenza di specifiche malattie, come l’Alzheimer, la necessità di adattare il sistema sanitario ai cambiamenti demografici, la riduzione delle malattie prevenibili, quali cancro e malattie cardiache, respiratorie e mentali, la diffusione della resistenza antimicrobica, che nel 2050 causerà più morti del cancro, e l’annullamento delle disuguaglianze sanitarie tra gli Stati membri e al loro interno.

Un recente sondaggio dell’Eurobarometro dimostra che i cittadini europei (EU-28), in crescita di circa il 10% tra il 2016 ed il 2018, desiderano un maggiore intervento da parte dell’Europa nelle politiche sanitarie e sociali. In Italia, coloro che si dichiarano insoddisfatti per quanto fatto finora dall’Unione europea, in ambito di sanità e diritti sociali, rappresentano il 52% degli intervistati. Ciononostante, le principali materie su cui gli italiani desiderano un maggiore intervento da parte dell’Unione sono la lotta alla disoccupazione (80%), la questione migratoria (78%), la lotta al terrorismo (78%) e la tutela ambientale (75%).

 

 

[1] https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/priorities/inclusione-sociale/20170616STO77648

[2]https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:C:2008:115:FULL&from=IT