Il 5 Ottobre 2020 il Consiglio dei Ministri, dopo mesi di trattative interne al governo, ha raggiunto un accordo: apportare delle modifiche ai Decreti Sicurezza.

Cosa sono? I Decreti Sicurezza o comunemente conosciuti come Decreti Salvini, sono due leggi emanate tra il 2018 e il 2019, fortemente volute dall’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini, che avevano modificato in modo radicale le norme sull’accoglienza dei richiedenti asilo, le norme sul soccorso in mare, le norme sulla cittadinanza e le norme sul diritto di asilo in Italia. Il primo decreto (Decreto sicurezza e immigrazione), diventato legge nel 2018, eliminò il permesso per protezione umanitaria, l’accesso al sistema di accoglienza e la possibilità di possedere una residenza anagrafica. Il secondo decreto, diventato legge a luglio (Decreto sicurezza bis) sanciva la possibilità di impedire l’accesso in acque territoriali italiane alle navi di ONG che avevano svolto operazioni di ricerca e salvataggio, stabilendo sanzioni fino al milione, rischio di detenzione e sequestro del mezzo.

Oggi quei decreti hanno un volto diverso, si parla infatti del Nuovo Decreto Immigrazione.

Con il nuovo decreto immigrazione, le sanzioni previste per le navi delle ONG che svolgono azioni di salvataggio, sono state ridotte a 50 mila euro ed è stata eliminata la confisca del mezzo, definendo inoltre chele sanzioni possono essere applicate se e solo se le navi che entrano in acque territoriali italiane non hanno comunicato alle autorità italiane e alle autorità del loro paese di appartenenza, le operazioni svolte. Rimane tuttavia, il rischio di reclusione fino a 2 anni, in caso di violazione dell’ingresso nelle acque territoriali.

Altra importante modifica riguarda la reintroduzione della protezione umanitaria,  e stabilisce che i permessi di protezione speciale, per calamità, per residenza elettiva, per acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, per attività sportiva, per lavoro artistico, per motivi religiosi e per assistenza minori possono essere convertiti in permessi di soggiorno per motivi di lavoro.

Il Sistema di accoglienza SIPROIMI (ex SPRAR), diventa nuovamente accessibile ai richiedenti asilo, e si riduce a 90 giorni la permanenza massima nei centri per i rimpatri.

I richiedenti asilo  potranno di nuovo chiedere di essere iscritti all’ufficio anagrafe comunale e ottenere così una carta di identità valida per tre anni.

Si riduce il termine massimo per la procedura di ottenimento della cittadinanzala a 36 mesi il termine, ed infine, viene ampliato il diritto di non respingimento, impedendo di rimpatriare lo straniero che ha una vita consolidata in Italia.

Fermo restando ciò, vi sono ancora alcune ombre in merito, per esempio la distinzione tra rifugiati e richiedenti asili per l’accesso al sitema di accoglienza, le sanzioni previste per le Ong, la criminalizzazione del soccorso in mare.

Tuttavia, il cambiamento introdotto dal Il Nuovo Decreto Immigrazione fa sperare in una gestione più umana dell’immigrazione, ora non resta che augurarsi che questo venga correttamente applicato.