Nei giorni scorsi è stato pubblicato dal Dipartimento degli Affari economici e sociali delle Nazioni Unite un report che va ad analizzare la situazione migratoria in giro per il mondo. Il Report, International Migrant Stock 2019,  è andato ad analizzare come negli ultimi dieci anni il numero di migranti internazionali, definiti come coloro che cambiano il loro paese di residenza, sia cresciuto in maniera importante, superando il tasso di crescita dell’intera popolazione globale.

Il numero globale di migranti internazionali ha raggiunto i 272 milioni nel 2019, una crescita di oltre 50 milioni rispetto al corrispondente valore del 2010 (221 milioni). Ciò ha portato anche ad un aumento della percentuale di migranti internazionali rispetto alla popolazione globale (2,8% nel 2000 contro il 3,5% nel 2019). Tali stime sono basate sulle statistiche ufficiali delle popolazioni straniere ottenute tramite i censimenti e racchiudono coloro che hanno superato confini internazionali sia in maniera volontaria che involontaria.

I DATI

Il Report mostra come l’Europa ospiti il più alto numero al mondo di migranti internazionali (82,3 milioni), seguito dal Nord America (58,6 milioni), in cui i soli Stati Uniti ne racchiudono 51 milioni, il più alto numero per un singolo paese. Come evidenziato in precedenza, insieme alla crescita in valore assoluto dei migranti internazionali si è evidenziato un aumento nel rapporto tra gli stessi e la popolazione del paese di arrivo. L’Europa ha visto pressoché raddoppiare il rapporto tra migranti internazionali e popolazione locale, passando dal 6,9% nel 1990, all’8,7% nel 2005, stabilizzandosi all’11% nel 2019. È interessante notare come le donne migranti con il 51,4% rappresentano la maggioranza in Europa. Germania (13,1 milioni), Regno Unito (9,6 milioni) e Francia (8,3 milioni) ospitano il maggior numero di migranti internazionali.

L’Italia

Entrando in merito alla situazione italiana il numero di migranti internazionali è cresciuto in maniera notevole negli ultimi anni, passando da poco più di 2 milioni nel 2000 a 6,2 milioni nel 2019, rappresentando il 10,4% della popolazione italiana, un valore leggermente inferiore alla media europea.

Considerando lo stesso lasso temporale, possiamo vedere come il numero di rifugiati o richiedenti asilo abbia avuto una crescita esponenziale: nel 2000 superava leggermente le 6000 unità, mentre oggi si attesta intorno alle 350mila unità. É interessante notare come il rapporto tra rifugiati e migranti internazionali sia relativamente basso, circa il 5,7%.

Riprendendo la tendenza europea, il numero di donne è maggiore rispetto agli uomini (53,6% contro 46,4%) incluse in una fascia di età che va dai 20 ai 64 anni (85,6%).

 

È evidente come i dati di una statistica possano essere facilmente interpretati, ma va sottolineato come il legame tra un sistema socio-politico-istituzionale ormai non sostenibile a livello globale e la continua necessità di spostarsi da luoghi che si stanno trasformando in scenari da guerra (Libia, Siria, Egitto, Yemen, Iraq) porterà a un aumento costante dei migranti internazionali e rappresenta pertanto un fenomeno da risolvere adottando un approccio globale.