L’economia circolare nasce da un bisogno di sostenibilità insoddisfatto dal vecchio modello di economia lineare, basato sulle fasi di produzione, consumo e smaltimento dei rifiuti. Nell’ottica di una circolarità, il rifiuto si trasforma da residuo ultimo della catena di produzione, quindi scarto, a materia prima per un nuovo prodotto.

Annualmente, ogni cittadino dell’Unione Europea utilizza 15 tonnellate di materiali e genera 4,5 tonnellate di rifiuti ogni anno. Almeno metà dei rifiuti prodotti viene smaltita nelle discariche. L’economia circolare, basata su riutilizzo, riparazione, rinnovo e riciclo, riesce a rispondere alle esigenze dello Sviluppo Sostenibile ed è occasione per il mondo industriale di creare prodotti concorrenziali di lunga durata. I settori prioritari sono cinque: materie plastiche, rifiuti alimentari, materie prime essenziali, costruzione e demolizione e biomassa e materiali biologici.

Ottimo esempio di economia circolare è la Mapei, Società per Azioni italiana operativa nel settore della produzione di materiali chimici per l’edilizia, a cui è stato assegnato il Premio Sviluppo Sostenibile 2019 nella categoria Economia Circolare, in collaborazione con il Circular Economy Network. L’azienda, infatti, ha creato un prodotto bicomponente in polvere per il recupero integrale dei resi di calcestruzzo in betoniera, il Re-Con Zero Evo.

Ogni anno si producono 30 miliardi di tonnellate di calcestruzzo in tutto il mondo. Il 3% della quantità totale non viene utilizzato in cantiere e torna in azienda (reso in betoniera) e, non potendo essere reimpiegato, deve essere smaltito in discarica. Lo smaltimento comporta un enorme impatto sull’ambiente con emissioni di CO2 pari a 105 milioni di tonnellate su base annuale e a livello mondiale.

Re-Con Zero Evo consente di recuperare in autobetoniera il calcestruzzo inutilizzato per trasformarlo in un aggregato utilizzabile per preparare altro calcestruzzo o come materiale per la realizzazione di sottofondi.  I vantaggi in termini di energia risparmiata e di materiali consumati e i benefici ambientali sono ingenti: basti pensare che la quantità di emissioni di CO2 risparmiata si avvicina a quella prodotta da 47 milioni di auto di media cilindrata in un anno.

La transizione verso l’economia circolare richiede l’impegno della politica, delle imprese e del consumatore stesso. L’Europa ha già provveduto al piano di azione nel 2010, con la strategia Europa 2020: una delle iniziative coordina interventi atti a garantire una crescita e un’occupazione sostenibile attraverso un uso migliore delle risorse. Le sfide da affrontare sono ancora molteplici e risiedono nella mancanza di consapevolezza e di conoscenze all’interno delle imprese, nell’inadeguatezza di sistemi, infrastrutture, modelli economici e tecnologia, nell’insufficienza di investimenti, nella mancanza di domanda di prodotti sostenibili, nei prezzi e nei segnali politici spesso deboli e incoerenti.

 

Per maggiori informazioni clicca qui.