“Sos Riforma Terzo Settore”: un progetto per il mondo No Profit.

Con la recente Riforma del Terzo Settore, introdotta con il D.Lgs. 117/2017 –  c.d. Codice del Terzo Settore, sono state introdotte molte novità nel mondo dell’associazionismo.
Bilancio, sociale, Registro Unico Nazionale, modifiche statutarie sono solo alcune delle novità introdotte dalla Riforma.

Dettagli

Sos Riforma Terzo Settore è un progetto che si rivolge a tutti gli Enti del Terzo Settore, di cui all’articolo 4 del Codice:

→ Associazioni di Promozione Sociale, Organizzazioni di Volontariato, Imprese Sociali, Cooperative sociali, Fondazioni, Società di mutuo soccorso, Associazioni riconosciute e non, ed altri enti senza scopo di lucro.

Il nostro servizio
  • predisporre statuto ed atto costitutivo per gli organismi da costituire
  • modifiche statutarie per gli organismi già esistenti
  • consulenza (legale e fiscale)
  • tenuta libri sociali e contabili
  • iscrizione ai registri
  • contrattualistica

🔦 Scopri le novità per il Terzo Settore:

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CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA

Regione Lazio firma Accordo Quadro con le Organizzazioni Sindacali

 

All’art. 22 del Decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020) si è prevista la possibilità per le Regioni di siglare Accordi Quadro con le parti sociali cosicché tutte le imprese potessero godere dei benefici economici messi in campo dal Governo per far fronte alla crisi sanitaria attuale.
Il 24 marzo 2020 la Regione Lazio ha siglato un Accordo Quadro con le parti sociali nel quale è stata istituita la Cassa di Integrazione in deroga (CIGSD) per tutte le imprese private, comprese quelle del terzo settore, anche al di sotto dei cinque dipendenti. Condizioni essenziali per accedere alla CIGSD sono:

  • che l’impresa abbia sede produttiva o operativa ubicata nel Lazio;
  • che la stessa abbia sospeso in tutto o in parte la propria attività lavorativa a causa degli effetti economici derivanti dall’ emergenza Covid- 19

Dal momento che la Regione Lazio è la prima ad aver sottoscritto questo documento, caldeggiato dal Decreto Cura Italia, ad essa è destinata una prima tranche di 144,45 milioni di euro.

La durata della Cassa copre un periodo massimo di 9 settimane e può essere richiesta retroattivamente per tutti quei lavoratori in forze alla data del 23 febbraio 2020.

Le domande possono essere compilate esclusivamente utilizzando la piattaforma dedicata http://www.regione.lazio.it/cigs/web e successivamente trasmesse alla Regione Lazio utilizzando la PEC:  areavertenze@regione.lazio.legalmail.it.

Il modulo per la richiesta dell’accreditamento è gratuitamente scaricabile a questo link.

Per semplificare al massimo le procedure, la Regione Lazio ha inoltre stilato un Vademecum relativo alla procedura di compilazione delle domande, anch’esso gratuitamente scaricabile a questo link.

 

A cura di Martina Bossi

 
DECRETO CURA ITALIA ED ENTI DEL TERZO SETTORE

ecco tutte le proroghe introdotte per gli adempimenti burocratici

 

Il 17 Marzo 2020, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto-legge n. 18 contenente le misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per le famiglie, lavoratori ed imprese connesse all’emergenza epidemiologica del COVID-19.

Il testo integrale del D.L., più comunemente noto come “Decreto Cura Italia”, può essere consultato e scaricato a questo link.

In questo testo, gli articoli 35, 61 e 62 sono specificamente volti all’introduzione di una disciplina emergenziale che interessa gli enti del terzo settore e che mira a prorogare alcune scadenze burocratiche così da preservarne l’operatività durante la crisi sanitaria.

Nel dettaglio, le proroghe che interessano le Onlus, le Associazioni di Promozione Sociale, le Organizzazioni di Volontariato e le Imprese Sociali sono le seguenti:

  • Proroga al 31 ottobre 2020 delle modifiche statutarie necessarie ai fini dell’adeguamento al D.Lgs. n. 117/2017 (Codice del Terzo Settore), così come previsto al suo art. 101 comma 2;
  • Proroga al 31 ottobre 2020 del termine di approvazione dei bilanci, in deroga alle previsioni di legge, regolamenti o di statuto.

In questo caso, la legge si riferisce specificamente alle organizzazioni di volontariato, alle associazioni di promozione sociale ed alle Onlus. Nessun esplicito riferimento viene fatto agli altri enti del terzo settore ma dal momento che fino al 3 aprile sono sospese tutte le manifestazioni, si dovrebbe poter dedurre che le stesse possano rinviare le assemblee. Ciò è ancor più vero se si tiene conto che le attività degli uffici della pubblica amministrazione sono rallentate a seguito delle nuove disposizioni, pertanto dovrebbe rallentare anche l’effettivo avvio del Registro Unico;

  • Sospensione dei versamenti relativi a dipendenti e assimilati fino al 30 aprile 2020. I versamenti sospesi potranno essere versati in una unica soluzione al 31 maggio 2020 oppure in cinque rate, la prima con scadenza 31 maggio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.

I versamenti a cui si fa riferimento sono nello specifico: ritenute IRPEF, addizionali regionali e comunali e contributi INPS e Gestione separata INPS relativi ai dipendenti e ai cococo dell’organizzazione.

La normativa specifica inoltre, che non si farà luogo al rimborso di quanto già versato in proposito.

  • Proroga dei termini per gli adempimenti tributari. Tutti quegli adempimenti tributari diversi dai versamenti e dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, con scadenza fra l’8 marzo e il 31 maggio 2020 sono sospesi e potranno essere effettuati entro il 30 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni.

Si sottolinea inoltre che, tra gli adempimenti soggetti alla presente proroga, figura anche la presentazione del “Modello Enti Associativi” (modello EAS) al fine di comunicare le variazioni dei dati che si sono verificate nel corso del 2019.

Invariato rimane invece il termine per presentare la Certificazione Unica (C.U.), che rimane il 31 marzo 2020.

In aggiunta a quanto sopra, il Ministero del Lavoro ha inviato una comunicazione a tutti quegli enti vincitori di un finanziamento ex art. 72 del Codice del Terzo Settore – disciplinato dall’Avviso n. 1/2018 – per la realizzazione di iniziative e progetti di rilevanza nazionale.

In questa comunicazione il Ministero ha disposto che il termine di cui al paragrafo 12 del sopra citato Avviso riguardante la trasmissione della documentazione necessaria alla sottoscrizione della convenzione di finanziamento è stato prorogato al 30 aprile 2020.

 

A cura di Martina Bossi

DONAZIONI E TERZO SETTORE

Incentivi per erogazioni a sostegno delle misure di contrasto all’attuale emergenza sanitaria

 

Nel Decreto-legge n. 18/2020, comunemente noto come Decreto “Cura Italia”, sono state introdotte molte norme a sostegno del terzo settore in molti dei suoi aspetti formali e sostanziali.

Una menzione speciale a parte, la merita l’art. 66 del Decreto che mira a stimolare le donazioni a favore di quelle associazioni e di quegli enti che stanno mettendo in campo misure di contrasto all’attuale emergenza sanitaria rappresentata dal COVID-19.

Questa potrebbe essere dunque un buon punto di partenza per lanciare una veloce campagna di fundraising che potrebbe portare al godimento di buoni incentivi fiscali.

 

La disposizione normativa infatti sancisce un incentivo per tutte quelle donazioni – siano esse in denaro od in natura – che assolvano alle seguenti condizioni:

  • siano svolte da persone fisiche o da enti non commerciali;
  • siano effettuate durante l’anno 2020 (lasciando quindi intendere che tali incentivi potranno essere fruibili per l’intero anno);
  • siano a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti od istituzioni pubbliche, di fondazioni ed associazioni legalmente riconosciute (quindi con personalità giuridica);
  • siano finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Qualora le condizioni di cui sopra siano congiuntamente soddisfate, il Decreto Cura Italia prevede i seguenti incentivi:

a) per donazioni che non eccedono i 30.000 euro, è previsa una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’imposta sul reddito pari al 30%;

b) per i soggetti titolari di reddito di impresa, la donazione è interamente deducibile dal reddito oltre ad essere deducibile ai fini IRAP (imposta regionale sulle attività produttive) nell’esercizio in cui è effettuata.

 

Particolare disciplina si applica alle donazioni in natura. In questo caso infatti, l’ammontare della detrazione o della deduzione spettante è quantificato sulla base del valore normale del bene oggetto di donazione, determinato a sua volta ai sensi dell’art. 9 del testo unico delle imposte sui redditi (liberamente consultabile a questo link)

Qualora si tratti di bene strumentale poi, l’ammontare della detrazione o della deduzione è determinato con riferimento al residuo valore fiscale all’atto del trasferimento.

Inoltre, qualora il bene in natura donato abbia un valore superiore ai 30.000 euro oppure nel caso in cui, per la natura stessa del bene, non sia possibile desumerne il valore sulla base di criteri oggettivi, il donatore dovrà munirsi di una perizia giurata che attesti il valore di detto bene.

In generale poi, la donazione del bene in natura deve risultare da atto scritto contenente:

  • la dichiarazione del donatore (nella quale sono descritti analiticamente i beni donati ed i relativi valori);
  • la dichiarazione del beneficiario della donazione (con la quale lo stesso si impegna ad utilizzare direttamente i beni medesimi per lo svolgimento delle attività di contrasto all’attuale emergenza sanitaria).

Infine, unica condizione per il godimento degli incentivi nel caso di donazione in denaro è che questa venga effettuata utilizzando mezzi di pagamento tracciabili.

 

A cura di Martina Bossi