PROGRESS 4 BUSINESS

 

Progeu mette a disposizione dei propri associati un nuovo servizio rivolto a chi, come noi, crede nelle proprie idee e capacità, non vuole fermarsi e vuole essere protagonista dello sviluppo socio-economico del proprio territorio.

Ci sono molteplici opportunità di finanziamento per avviare e rilanciare un’attività di impresa e Progress4Business si rivolge proprio a quelle società, start-up e aspiranti imprenditori che vogliono sfruttare le occasioni offerte dai Programmi di sviluppo Europei, Nazionali e Regionali.

Con il nostro sostegno sarà più facile per la tua impresa acquisire contributi, agevolazioni, finanziamenti a tasso agevolato e/o finanziamenti a fondo perduto. Come?

Riceverai:

➡️ l’analisi di finanziabilità della tua idea di business per identificare i punti di forza e i potenziali rischi, nonché gli strumenti e le opportunità di finanziamento più idonei;

➡️ il Business-plan per analizzare il mercato e definire un piano d’azione strategico;

➡️ supporto nella scrittura e presentazione della proposta progettuale all’ente finanziatore;

➡️ supporto nella gestione burocratica e rendicontazione delle risorse ottenute.

 

👉 Non solo Progress4Business…

Accedendo al servizio otterrai altri vantaggi:

– monitoraggio continuo e aggiornamento su nuove opportunità di finanziamento;

– possibilità di inserimento in partenariati per operare a livello nazionale e transnazionale;

– confronto con un team giovane, dinamico ed esperto sempre alla ricerca di nuove opportunità e idee da trasformare in iniziative di valore.

Business Plan

Scopri come possiamo aiutarti

– COS’È?
Il business plan è il piano d’azione, si analizzano i principali competitors, le loro caratteristiche e comportamenti.
Si sviluppa il piano di marketing, analizzando il mercato con la relativa quota da aggredire, le strategie di go to market, il piano economico finanziario, l’innovazione portata dal tuo prodotto o servizio, il team e molto altro.

Il business plan è il documento che contiene l’anima e i dettagli dell’idea imprenditoriale, è utilissimo per organizzare il lancio e la gestione dell’impresa.
In essenza, è il documento che contiene il piano economico/finanziario quinquennale, mensilizzato e comprendente i principali indicatori necessari a trasferire al meglio le potenzialità del tuo business.

– A COSA SERVE?
Un business plan viene utilizzato sia per la pianificazione e gestione aziendale che per la comunicazione esterna, in particolare verso potenziali finanziatori o investitori.

– PER PARTECIPARE A BANDI PUBBLICI
Se desideri partecipare ad un bando Europeo, come uno SME Instrument, o a bandi regionali o ad un bando Invitalia, è fondamentale avere un Business Plan ben strutturato come richiesto dai soggetti di cui sopra

– PER PRESENTARTI AGLI INVESTITORI
Sono sempre di più le startup competition a cui puoi applicare. Oltre l’elevator pitch, spesso richiedono oramai anche un Business Plan comprendente un piano economico/finanziario. Non farti trovare impreparato.

– PER GESTIRE LA STRATEGIA DI CRESCITA DELL’IMPRESA
Il business plan è un documento fondamentale per monitorare l’andamento e la crescita dell’impresa. Si utilizza anche per condividere le strategie in modo chiaro con tutto il team e per monitorare costantemente gli obiettivi a breve/lungo termine

Analisi di finanziabilità

Scopri come possiamo aiutarti

È il documento che sintetizza tutte le opportunità e gli strumenti di finanziamento/agevolazione a livello regionale, nazionale e comunitario.

L’associazione supporta i soci fornendo per ciascuna opportunità le seguenti informazioni: tipologia di finanziamento, cosa e quanto viene finanziato, tempistiche generali, normativa di riferimento, note e suggerimenti.

Il documento si completa con la sezione “Proposte e raccomandazioni utili” in cui gli esperti:
– forniscono un parere sull’impostazione logica del progetto, evidenziando i principali punti di forza dell’idea-progetto su cui puntare o i punti deboli su cui invece intervenire;
– identificano i potenziali rischi proponendo eventualmente delle soluzioni;
– forniscono indicazioni e suggerimenti sulla rilevanza della proposta progettuale rispetto agli obiettivi del programma di finanziamento o bando e sul rispetto dei requisiti formali e sostanziali di ammissibilità;
– forniscono una serie di suggerimenti ed indicazioni utili per “mettere in pratica” l’idea-progetto.

➡️ Considerata l’emergenza sanitaria da covid-19 in Italia, si avvisa che, probabilmente, il Governo adotterà delle misure di sostegno e sussidio alle imprese maggiormente colpite. Questa pagina sarà in continuo aggiornamento: nel caso dovessero essere intraprese azioni a sostegno delle imprese, saremo pronti agli adeguamenti necessari e ad ulteriori modalità di supporto per contribuire sempre più allo sviluppo ed alla ripresa economica del nostro Paese.

🔦 Scopri le nostre proposte:

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DIGITALIZZAZIONE: 5000€ A FONDO PERDUTO PER LE IMPRESE ISCRITTE ALLA CAMERA DI COMMERCIO DI CHIETI/PESCARA

Digitalizzazione: 5000€ a fondo perduto per le imprese iscritte alla Camera di commercio di Chieti/Pescara

 

Il Progetto PID ( Punto Impresa Digitale) è un’iniziativa realizzata per aiutare tutte le imprese appartenenti al territorio Chieti/Pescara nella transizione al digitale.

Attraverso un sostegno economico, il PID promuove la diffusione della cultura e della pratica digitale nelle Micro, Piccole, Medie imprese, comprendendo le attività poste al fine di una digitalizzazione o finalizzate ad approcci green oriented del tessuto produttivo, ritenuti strategici in questa fase di risalita economica.

 

 

AMBITI DI INTERVENTO

Con l’utilizzo di contributi a fondo perduto, “voucher”, si finanzieranno l’utilizzo di tecnologie presenti all’interno dell’Elenco 1 o con l’eventuale aggiunta di una o più tecnologie presenti nell’Elenco 2, che si trovano all’interno del bando di presentazione del progetto.

Tecnologie Elenco 1:

  • Robotica avanzata e collaborativa
  • Interfaccia uomo-macchina
  • Manifattura additiva e stampa 3D
  • Prototipazione rapida
  • Internet delle cose e delle macchine
  • Cloud, fog e quantum computing
  • Cyber security e business continuity
  • Big data e analytics
  • Intelligenza artificiale
  • Blockchain
  • Soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e partecipativa (Realtà Virtuale e ricostruzioni 3D)
  • Integrazione verticale e orizzontale
  • Soluzioni tecnologiche digitali di filiera per l’ottimizzazione della supply chain
  • Soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività
  • Sistemi di e-commerce
  • Sistemi per lo smart working o telelavoro
  • Soluzioni tecnologiche digitali per l’automazione del sistema produttivo e di vendita per favorire forme di distanziamento sociale dettate dalle misure di contenimento legale all’emergenza sanitaria da Covid-19
  • Connettività a banda Ultralarga.

 

Tecnologie Elenco 2:

  • Sistemi di pagamento mobile e/o via Internet
  • Servizi fintech
  • Sistemi EDI, electronic data interchange
  • Geolocalizzazione
  • Tecnologie per l’in-store customer experience
  • System integration applicata all’automazione dei processi
  • Tecnologie della Next Production Revolution (NRP)
  • Programmi di digital marketing.

Le tecnologie riportate nell’Elenco 2 sono utilizzabili solamente se complementari a quelle dell’Elenco 1.

 

COSA PREVEDE L’AGEVOLAZIONE

Il finanziamento economico messo a disposizione per i soggetti che ne beneficiano ammonta a un totale di 1.000.000 di euro. Tutte le agevolazioni saranno sotto forma di voucher, con un importo massimo di 5.000 euro e un importo minimo di investimento di 1.500 euro. Il risarcimento finanziario non può superare il 70% delle spese effettive.

L’erogazione dei voucher sarà sulla ritenuta d’acconto del 4% ai sensi dell’art. 28, comma 2, del DPR 29 settembre 1973, n. 600.

La Camera di Commercio avrà la totale libertà di incrementare lo stanziamento iniziale o di rifinanziare il Bando.

Nel caso ci fosse un anticipato esaurimento delle risorse disponibili, la Camera di Commercio potrà interrompere i termini di presentazione di ulteriori domande, o caso contrario – ovvero se le risorse messe a disposizione non verranno esaurite – potrà prolungare i termini di presentazione delle domande.

 

CHI POTRÀ BENEFICIARNE

Tutte le MPMI che avranno i requisiti riportati sotto, potranno beneficiare di tale agevolazione:

  • MPMI definite dall’Allegato 1 del regolamento UE n. 651/2014
  • che abbiano sede legale e/o unità locali nella circoscrizione territoriale Chieti/Pescara
  • attive e in regola all’interno del Registro delle Imprese
  • in regola con il pagamento del diritto annuale
  • non siano in stato di fallimento, liquidazione – anche volontaria – amministrazione controllata o in qualsiasi altra situazione equivalente
  • abbiano legali rappresentanti, amministratori (con o senza poteri di rappresentanza) e soci per i quali non sussistano cause di divieto, di decadenza, di sospensione previste dall’art. 67 del D.lgs. 6 settembre 2011, n.159
  • siano in regola con le norme in materia previdenziale e contributiva, tenendo conto delle eventuali disposizioni previste dai DPCM sull’emergenza Covid-19
  • non abbiano forniture in essere con la Camera di Commercio Chieti Pescara ai sensi dell’art. 4, comma 6, del D.L. 95 del 6 luglio 2012, convertito nella L. 7 agosto 2012, n. 1353
  • non abbiano pendenze con la Camera di Commercio Chieti Pescara.

 

TIPOLOGIE DI INTERVENTO

Per tutte le MPMI che abbiano i requisiti richiesti, come specificato precedentemente, ai fini del bando devono scegliere o un’impresa che nell’ultimo triennio abbia già fornito servizi almeno ad uno degli ambiti di applicazione specificati nell’Elenco 1, o ad uno o più fornitori tra i seguenti:

  • Competence center
  • Incubatori certificati
  • FABLAB, centri attrezzati per la fabbricazione digitale
  • Centri di trasferimento tecnologico su tematiche Industria 4.0
  • Start-up innovative
  • Innovation Manager iscritti nell’albo degli esperti
REGIONE PUGLIA - PIANO DI INNOVAZIONE FAMILI FRIENDLY NELLE PMI

Attivazione di un Piano di Innovazione Family Friendly nelle PMI” – POR Puglia FESR–FSE 2014–2020 OT VIII Azione 8.6 Sub azione 8.6.b “Misure di promozione del «welfare aziendale» e di nuove forme di organizzazione del lavoro family friendly”.

 

OBIETTIVI

L’obiettivo del Presente Avviso è favorire l’adozione nelle PMI pugliesi di modelli di organizzazione del lavoro improntati alla destandardizzazione degli orari – attraverso strumenti come la flessibilità in entrata e in uscita, gli orari a menù, la banca delle ore, etc. – e/o delle modalità di lavoro – telelavoro, smart working – tramite l’erogazione di contributi volti a sostenere il costo per la redazione e l’implementazione di un Piano di Innovazione Family friendly a beneficio dei propri lavoratori e lavoratrici.

 

AZIONI FINANZIABILI
  1. L’Avviso finanzia con un’intensità d’aiuto fino all’80% della spesa ammissibile per gli investimenti in un Piano di Innovazione Family Friendly nelle PMI volto al miglioramento della produttività aziendale e della conciliazione vita-lavoro, ed il 100% della spesa relativa ad interventi formativi connessi con il Piano di Innovazione Family Friendly, attraverso la presentazione di progettualità dal costo massimo di € 100.000 per impresa proponente, pena l’esclusione.

  2. Il Piano di Innovazione Family Friendly dovrà essere redatto sulla base dell’analisi dei fabbisogni connessi alla conciliazione vita-lavoro e al benessere organizzativo delle lavoratrici e lavoratori destinatari dello stesso e potrà prevedere l’implementazione:

    • di misure di flessibilità oraria e/o organizzativa;

    • di attività propedeutiche all’introduzione delle misure di flessibilità:

    • di formazione del personale in merito alle misure di flessibilità previste nel Piano;

 

SOGGETTI PROPONENTI E REQUISITI DI AMMISSIBILITÀ

1. Possono presentare domanda per l’accesso a contributi volti a sostenere i costi per la redazione e l’implementazione di un Piano di Innovazione Family friendly a beneficio dei propri lavoratori e delle proprie lavoratrici operanti in Puglia, della durata max di 18 mesi, le PMI1 ed i liberi professionisti con sede legale o operativa in Puglia che, alla data di presentazione della domanda:

a. operino nei settori ammissibili del Regolamento (UE) n. 1407/2013 relativo all’applicazione degli artt. 107 e 108 del TFUE agli aiuti di importanza minore “de minimis” 2 ;

b. siano in possesso dei seguenti requisiti:

a) essere regolarmente costituite secondo il proprio regime giuridico e iscritte al Registro delle Imprese, o esercitare libera professione ed essere iscritti all’Albo, ove previsto;
b) essere in possesso di adeguata capacità amministrativa, finanziaria e operativa, ai sensi dell’art. 125, par. 3, lett. d), del Reg.(UE) n. 1303/2013; − assenza di status di fallimento, liquidazione coatta, concordato preventivo, liquidazione volontaria, né di procedimenti accertativi di tali situazioni in corso;
c) non rientrare tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione Europea (c.d Clausola Deggendorf ai sensi del Regolamento 651/2014);
d) non essere state destinatarie, nei sei anni precedenti la data di presentazione della domanda, di provvedimenti di revoca di agevolazioni pubbliche ad eccezione di quelle derivanti da rinunce da parte delle imprese;
e) aver restituito agevolazioni erogate per le quali è stata disposta dall’Organismo competente la restituzione o non essere state destinatarie di tali disposizioni;
f) non essere state condannate con sentenza passata in giudicato, per qualsiasi reato che determini l’incapacità a contrarre con la P.A.;
g) essere in regola con le norme che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili previste dalla L. n. 68/1999, art. 17;
h) essere in regola in materia di contribuzione previdenziale, assicurativa e assistenziale e operare nel rispetto degli obblighi derivanti dai CCNL di riferimento e degli accordi integrativi di categoria;
i) essere in regola in materia di imposte e tasse;
j) non aver messo in pratica atti, patti o comportamenti discriminatori ai sensi degli Artt. 25 e 26 del D.lgs. n.198/2006 “Codice delle pari opportunità tra uomini e donne ai sensi dell’art.6 della legge 28 novembre 2005 n.246” e s.m.i., accertati da parte della direzione provinciale del lavoro territorialmente competente;
k) non aver usufruito di altre agevolazioni pubbliche con riferimento alle medesime attività e/o alle medesime spese oggetto del progetto per il quale è richiesto il contributo;
l) assenza, relativamente al legale rappresentante ed a tutti i soggetti muniti di rappresentanza, di cause di divieto, di decadenza o di sospensione, di cui agli articoli 6 e 67 del d.lgs. n. 159/2011, di condanne penali, di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale, ai sensi della vigente normativa.

 

3. La mancanza anche di uno solo dei requisiti di ammissibilità sopra indicati costituisce elemento di esclusione dalla valutazione di merito. Ciascun soggetto proponente può presentare, pena l’esclusione, una sola domanda di candidatura.

 

DOTAZIONE FINANZIARIA E TIPOLOGIA DI FINANZIAMENTO

1. La dotazione finanziaria complessiva ammonta a € 14.500.000,00 a valere sul PO Puglia FESR-FSE 2014- 2010, O.T. VIII – Azione 8.6 – Sub Azione 8.6.b. ed è destinata alla copertura finanziaria dei progetti ammessi al finanziamento.
2. Le proposte progettuali non potranno superare l’importo complessivo di € 100.000,00
3. Il contributo erogabile, si configura come aiuto “de minimis” e deve, quindi, rispettare la normativa comunitaria vigente in materia, ovvero il Regolamento (UE) n.1407/2013 della Commissione Europea del 18 dicembre 2013 e s.m.i., relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea agli aiuti “de minimis” (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea serie L352 del 24 dicembre 2013).
4. Il contributo è erogato a sportello, fino a esaurimento della dotazione finanziaria disponibile, e finanzia fino all’80% della spesa complessiva ritenuta congrua, pertinente ed ammissibile ai sensi dell’art. 4 per la redazione e l’implementazione di un Piano di Innovazione Family friendly della durata max di 18 mesi e fino al 100% della spesa complessiva ritenuta congrua, pertinente ed ammissibile per la formazione propedeutica alla realizzazione del Piano di Innovazione Family friendly.
5. In ogni caso, il contributo potrà essere accordato solo nella misura in cui lo stesso non comporti il superamento del massimale di 200.000 euro nell’arco dell’esercizio finanziario in corso e dei due precedenti (art. 3, paragrafo 2 del Regolamento UE n.1407/2013) o il superamento del massimale di 100.000 euro qualora si tratti di impresa unica che opera nel settore del trasporto di merci su strada per conto terzi. L’aiuto di Stato richiesto deve, pertanto, essere di valore pari o inferiore alla capienza residua dell’Azienda, calcolata sottraendo al massimale di € 200.000 gli aiuti “de minimis” concessi all’Azienda nell’arco dei tre esercizi finanziari considerati.

 

SPESE AMMISSIBILI
 
REGIONE BASILICATA - INCENTIVI PER L’ATTUAZIONE DI PIANI AZIENDALI DI SMART WORKING

Attivazione di un Piano di Innovazione Family Friendly nelle PMI” – POR Puglia FESR–FSE 2014–2020 OT VIII Azione 8.6 Sub azione 8.6.b “Misure di promozione del «welfare aziendale» e di nuove forme di organizzazione del lavoro family friendly”.

 

OBIETTIVI

Con la pubblicazione, in Gazzetta Ufficiale, del D.P.C.M. 1° marzo 2020 sono state identificate, dal Governo, le misure per la gestione dell’emergenza da coronavirus. Tra queste alcune riguardano i rapporti di lavoro e, in particolare, le modalità di effettuare la prestazione lavorativa in sicurezza. Quella di maggior impatto è relativa al ricorso allo smart-working.

Il Decreto, infatti, prevede la possibilità di attivare il lavoro agile (c.d. smart-working) con modalità semplificate, al fine di limitare il rischio di contagio, secondo le prescrizioni indicate dall’articolo 4 del D.P.C.M. 1° marzo 2020. Detta modalità comporta la possibilità unilaterale, da parte delle aziende, di attivare lo smart-working, verso tutti i lavoratori.

Il presente Avviso Pubblico si propone di rafforzare la competitività del sistema produttivo diffuso attraverso il sostegno ad investimenti innovativi in grado di promuoverne lo sviluppo tecnologico, migliorarne i processi ed i prodotti, aumentarne il livello di efficienza e di adattabilità al mercato. Per tale finalità si intende concedere aiuti nella forma di contributo a fondo perduto alle imprese di cui al successivo art. 3 che a far data dal 1° marzo 2020 e fino al 31 luglio 2020 hanno attivato o attiveranno interventi di smart working in attuazione della L. 81/2017 e delle disposizioni di cui al D.P.C.M. 1° marzo 2020.

Il presente strumento agevolativo è, pertanto, coerente con le tipologie di intervento dell’azione 3C.3.1.1 ”Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale” del PO FESR Basilicata 2014/2020.

 

SOGGETTI PROPONENTI E REQUISITI DI AMMISSIBILITÀ

Possono accedere alle agevolazioni le imprese con sedi operative ubicate nel territorio della Regione Basilicata, compreso i liberi professionisti1, che intendono favorire il lavoro agile per i propri dipendenti attivando interventi di smart working e che, alla data di inoltro della istanza abbiano i seguenti requisiti:

a) essere costituite, attive, e iscritte al registro delle imprese ubicate nel territorio della Regione Basilicata e che siano già costituite e iscritte nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura territorialmente competente (per i liberi professioni avere aperto la partiva IVA a tale data);

b) abbiano almeno un dipendente assunto con un contratto a tempo indeterminato o determinato2 impiegato in sedi operative ubicate sul territorio della regione Basilicata oggetto dell’intervento di smart working candidato ad agevolazione (tale obbligo vale anche per i liberi professionisti);

c) non rientrare tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti che sono individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;
d) non rientrare tra coloro che non hanno rimborsato alla Regione Basilicata l’agevolazione a seguito di rinuncia o revoca del contributo. Possono accedere alle agevolazioni le imprese che, alla data di inoltro della candidatura telematica, hanno ottenuto provvedimenti di concessione di rateizzazione delle somme da restituire a seguito di rinuncia o revoca del contributo e sono in regola con le prescrizioni del piano di rientro;

e) non essere impresa in difficoltà secondo la definizione di cui all’allegato A;
f) trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essendo in stato di scioglimento o liquidazione o sottoposta a procedure di fallimento o di concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa o volontaria e amministrazione controllata o straordinaria.

 

DOTAZIONE FINANZIARIA E TIPOLOGIA DI FINANZIAMENTO

1. Le risorse complessivamente stanziate a valere sul presente Avviso Pubblico sono pari a €3.000.000 di cui:

– € 2.000.000,00 a favore delle PMI a valere sulla azione 3C.3.1.1 “”Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale” del PO FESR Basilicata 2014-2020

– € 1.000.000,00 a favore delle grandi imprese a valere sulle risorse del Fondo previsto dall’art. 45 della legge 23 luglio 2009, n.99 e ss.mm.ii. assegnato alla Regione Basilicata con DM 15 marzo 2019 (produzione 2017);

2. Le eventuali economie resesi disponibili a valere sulla dotazione finanziaria riservata alle grandi imprese saranno utilizzate per incrementare la dotazione finanziaria a favore delle PMI.

3. La Regione Basilicata si riserva la facoltà di destinare risorse aggiuntive a quelle attualmente stanziate.

 

TIPOLOGIE DI INVESTIMENTO AGEVOLABILI

Lo smart working è una modalità organizzativa del lavoro e della produzione, che prevede la possibilità di esercitare il proprio lavoro in forme organizzative flessibili (fasi, cicli, obiettivi, orari, spazi, interno/esterno dell’azienda) attraverso una policy aziendale che prevede l’utilizzo di tecnologie digitali e (strutturazione di processi di dematerializzazione, realizzazione di strumenti di social collaboration, utilizzo di devices,..)

Gli interventi a supporto dell’attuazione dei piani aziendali di smart working ammissibili ad agevolazione potranno riguardare:

a) l’acquisto di strumenti tecnologici e digitali finalizzati all’attuazione e implementazione del piano di smart working;

b) l’acquisizione di software e servizi innovativi da remoto e di supporto informatici finalizzati all’attuazione e implementazione del piano aziendale di smart working

 

SPESE AMMISSIBILI
 
MiBACT - FONDO EMERGENZA CODIV-19 - CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER LE ORGANIZZAZIONI DEL SETTORE...

Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Fondo Emergenza COVID 2020. Contributo a fondo perduto per le organizzazioni del settore dello spettacolo dal vivo colpite dalle incertezze lavorative dell’emergenza epidemiologica Covid-19.

 

IL BANDO

Il MITBAC (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo) con il “Fondo Emergenza COVID 2020 Spettacolo, ha stanziato 20 miliondi di euro a sostegno delle realtà delle arti performative quale risposta alle difficoltà economiche delle piccole organizzazioni del mondo dello spettacolo colpite dalle gravi incertezze lavorative dell’emergenza epidemiologica Covid-19.

 

SOGGETTI BENEFICIARI

Organismi operanti nel settore dello spettacolo dal vivo (teatro, danza, musica e circo) che non sono stati destinatari di contributi a valere sul Fondo Unico per lo spettacolo nell’anno 2019.

 

ENTITÀ E FORMA DELL’EROGAZIONE

La dotazione finanziaria totale è pari ad euro 20.000.000,00.
L’importo massimo dell’aiuto è pari a euro 10.000,00 per soggetto richiedente.

 

SCADENZA

La domanda può essere presentata entro il 25 maggio 2020.

REGIONE LAZIO - CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER LO SVILUPPO DI AREE PRODUTTIVE ECOLOGICAMENTE ATTREZZATE (APEA)

POR FESR 2014/2020. Misure 3.1.2, 3.3.1 e 4.2.1. Contributo a fondo perduto per lo sviluppo di Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (APEA).

 

IL BANDO

Il Bando ha lo scopo di promuovere e valorizzare le Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (APEA) e quindi l’economia circolare, la simbiosi e lo sviluppo industriale e tecnologico sostenibile.

È questo l’obiettivo del bando POR FESR che sostiene investimenti finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti e alla riduzione degli altri impatti ambientali delle Imprese, coerenti con gli obiettivi generali delle APEA e quelli specifici della singola APEA alla quale aderiscono.

Sono agevolabili Progetti che prevedono una o più delle seguenti Tipologie di Interventi:

  1. Investimenti per l’Efficienza Energetica, inclusi impianti di Teleriscaldamento e Teleraffreddamento Efficienti sotto il Profilo Energetico, di Cogenerazione (autoconsumo) e, in forma combinata, per la Produzione di Energia da Fonti Rinnovabili (destinata all’autoconsumo);

  2. Investimenti per la riduzione di emissioni inquinanti di PM10 o di NO2;

  3. Investimenti per il risparmio, il riciclo dell’acqua all’interno del ciclo produttivo o per il riutilizzo delle Acque Reflue Industriali;

  4. Investimenti per rendere i propri residui di lavorazione Prodotti o Sottoprodotti;

  5. Investimenti per utilizzare Sottoprodotti di altre Imprese o materiale Riutilizzato o Riciclato nel proprio ciclo produttivo in luogo di materie prime vergini;

  6. Investimenti per la Preparazione al Riutilizzo o il Riciclaggio di determinati Rifiuti Speciali (c.d. “End of Waste”), a determinate condizioni (realizzati da Imprese già autorizzate e i cui input o output provengano o siano utilizzati per almeno il 50% da altre Imprese Aderenti all’APEA);

  7. Investimenti per la riduzione di altri impatti ambientali, tramite l’ecoinnovazione o l’introduzione di prodotti o processi che riducono l’uso di una risorsa naturale o prevengono la produzione di rifiuti.

 

SOGGETTI BENEFICIARI

I destinatari degli Aiuti previsti dal presente Avviso sono le Imprese Aderenti all’APEA, vale a dire quelle che abbiano sottoscritto il Documento APEA e il Regolamento di Adesione e Gestione di una APEA formalmente riconosciuta tale dalla Regione Lazio.

 

TIPOLOGIA DI INTERVENTI AMMISSIBILI

Le Spese Ammissibili sono:

  • opere murarie e assimilate, acquisto e installazione di reti, impianti, apparecchiature, strumenti e materiali necessari alla realizzazione del Progetto (tutte le Azioni POR);

  • altri Investimenti in attivi materiali e immateriali relativi alla creazione di una nuova attività produttiva, all’ampliamento di una unità produttiva esistente, alla diversificazione della produzione di una unità produttiva per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente o un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di un’unità produttiva esistente. Tali Investimenti possono riguardare anche il costo per l’acquisto di terreni, ammissibile entro il limite del 10% del totale delle Spese Ammissibili del Progetto (componente dell’Investimento che può essere sostenuta solo dall’Azione 3.3.1 POR);

  • acquisizione di brevetti, licenze, know-how o altre forme di proprietà intellettuale, inclusi i costi per la convalida e la difesa degli attivi immateriali purché finalizzati direttamente alla riduzione dei consumi dei diversi fattori della produzione ovvero alla tutela ambientale (tutte le Azioni POR);

  • servizi di consulenza e assistenza tecnico-specialistica;

  • servizi per l’adozione di sistemi di gestione e ambientale e certificazioni ambientali di prodotto conformi ad uno standard nazionale o internazionale (Ecolabel, ecc.) per l’Azione 3.1.2 POR, e servizi per la certificazione energetica per l’Azione 4.2.1 POR. Si precisa che non sono ammessi servizi se non è previsto l’ottenimento della relativa certificazione;

  • spese preparatorie per la o le relazioni da allegare obbligatoriamente alla Domanda, che qualificano gli impatti ambientali di tutti gli interventi previsti nel Progetto e dimostrano la loro cantierabilità entro giugno 2021).

  • altre spese preparatorie per studi preliminari e di fattibilità quali ad esempio: business plan, analisi ambientali iniziali, valutazioni di impatto ambientale, rilievi e accertamenti; progettazione tecnica ed economico-finanziaria, redazione dei piani della sicurezza in fase di progetto (tutte le Azioni POR);

  • spese per la direzione lavori, il collaudo la redazione dei piani della sicurezza in fase di cantiere, la sicurezza e altre spese tecnico-amministrative accessorie alla realizzazione degli Investimenti;

  • costi per l’ottenimento della Fidejussione a garanzia dell’anticipo.

 

ENTITÀ E FORMA DELL’EROGAZIONE

L’Avviso ha una dotazione finanziaria di 11.000.000,00 Euro.

Tale Aiuto, nella forma di contributo a fondo perduto, è dimensionato sugli effettivi fabbisogni finanziari necessari a raggiungere il punto di pareggio, ma non può comunque superare 400.000 euro (600.000 se in Zona Assistita) e il minore importo tra:

  • il 100% degli apporti cash dei soci o consorziati, effettivamente versati a titolo di capitale sociale, incluso eventuale sovrapprezzo, o finanziamenti soci in conto capitale;

  • il 25% delle Spese Ammesse per gli Investimenti previsti dal Progetto.

 

SCADENZA

Le richieste di contributo devono essere presentate esclusivamente via PEC, dalle ore 12:00 del 28 aprile 2020 e fino alle ore 18:00 del 7 settembre 2020 successivamente alla finalizzazione del Formulario GeCoWEB, utilizzando la modulistica in parte prodotta automaticamente da GeCoWEB stesso, che rimarrà aperto dalle ore 12:00 del 16 aprile 2020 e fino alle ore 12:00 del 7 settembre 2020.

REGIONE LAZIO - CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER FAR FRONTE AI DANNI CAUSATI DALL'EMERGENZA COVID-19 A FAVORE DEGLI OPERATORI DEL SETTORE TURISTICO

Il bando è volto a fornire una tempestiva risposta alle imprese ed operatori turistici con problemi di liquidità correlate all’epidemia di COVID19, semplificando i tempi, la complessità del processo di istruttoria e di erogazione.

 

Lo stanziamento totale è pari a 20.000.000 di euro ripartiti su tre misure:

MISURA 1 – bonus contributo a fondo perduto a favore delle Strutture ricettive gestite in forma imprenditoriale:

– Alberghi o hotel 4 e 5 stelle € 8.000,00;
– Alberghi o hotel 3 stelle € 6.000,00;
– Alberghi o hotel 1 e 2 stelle € 4.000,00;
– Residenze Turistiche Alberghiere (RTA) o Residence, Hostel o Ostelli, Campeggi e Villaggi Turistici € 3.000,00;
– Country house o Residenze di campagna e Affittacamere o Guest house € 1.000,00.

MISURA 2 – bonus contributo a fondo perduto a favore delle Agenzie di viaggi e turismo del Lazio € 1.500,00.

MISURA 3 – bonus contributo a favore di Strutture ricettive Extralberghiere del Lazio, gestite in forma prevalentemente non imprenditoriale:

– Case e Appartamenti per vacanze € 600,00;
– Bed & Breakfast € 600,00;
– Ostelli per la gioventù € 600,00;
– Case per ferie € 600,00;
– Rifugi montani e Rifugi escursionistici e Casa del camminatore € 600,00.

 

SOGGETTI BENEFICIARI
 
  • Strutture ricettive Alberghiere;
  • Strutture ricettive Extralberghiere;
  • Strutture ricettive all’Aria aperta;
  • Agenzie di Viaggi e Turismo;
  • Strutture ricettive Extralberghiere a gestione prevalentemente non imprenditoriale.

 

TIPOLOGIA DI INTERVENTI AMMISSIBILI

Spese dirette del personale, relative alle seguenti voci:

  • Risorse umane interne (ad esempio, docenti, codocenti, tutor, personale amministrativo e ausiliario, progettista);
  • Risorse umane esterne (ad esempio, docenti, codocenti tutor, personale amministrativo e ausiliario, progettista).

A copertura degli ulteriori costi ammissibili sostenuti per l’attuazione del progetto è riconosciuto un tasso forfettario pari al 40% delle spese dirette del personale rendicontate e ritenute ammissibili a seguito dei controlli effettuati dalla Regione Lazio.

 

ENTITÀ E FORMA DELL’EROGAZIONE

La dotazione finanziaria totale è pari ad euro 20.000.000,00, così ripartita:

  • MISURA 1: € 15.000.000,00;
  • MISURA 2: € 3.000.000,00;
  • MISURA 3: € 2.000.000,00.

 

SCADENZA
  1. La domanda può essere presentata entro il 5 giugno 2020.
REGIONE LAZIO - FINANZIAMENTO PIANI AZIENDALI DI SMART-WORKING

POR FSE 2014/2020. Misura 8.5. Contributo a fondo perduto fino al 40% per i Piani Aziendali di Smart Working attuate a causa dell’emergenza epidemologica da COVID-19 (coronavirus).

 

IL BANDO

Attraverso l’Avviso, attivato nell’ambito della programmazione regionale del POR FSE 2014-2020, la Regione Lazio intende promuovere una nuova misura a sostegno delle imprese e dei lavoratori nel quadro delle più generali iniziative attivate nell’attuale fase di emergenza epidemologica da COVID-19 (coronavirus), al fine di permettere di proseguire nel massimo dell’efficienza e dell’efficacia, l’attività produttiva aziendale. Si tratta nello specifico di sostenere l’adozione di modelli innovativi di organizzazione del lavoro, attraverso lo sviluppo di piani aziendali e l’adozione di adeguata strumentazione informatica, per adottare strumenti di lavoro agile ovvero di “smart working”.

 

L’avviso prevede l’erogazione di un contributo a imprese e titolari di Partita IVA per la fruizione di:

AZIONE A:

servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working con relativo accordo aziendale o regolamento aziendale approvato e pubblicizzato nella bacheca e nella intranet aziendale;

Con riferimento all’Azione A, il supporto all’adozione del Piano di Smart Working (incluso il regolamento aziendale e documentazione utile alla regolazione dello Smart Working) in coerenza con la legislazione vigente e in base alle caratteristiche specifiche dell’impresa richiedente l’agevolazione, comprende le seguenti attività:

1) Attività preliminari all’adozione del piano di Smart Working

Riguardano la definizione della policy aziendale sullo smart working e delle procedure idonee a introdurre la modalità di lavoro smart. Nello specifico, si prevede:

a) analisi organizzativa e dei processi interni aziendali;
b) individuazione delle tecnologie digitali più idonee per lo smart working (es. strutturazione di processi di dematerializzazione, realizzazione di strumenti di social collaboration, utilizzo di devices, ecc.);
c) consulenza giuslavoristica per garantire il rispetto delle normative vigenti;
d) supporto per la stesura del piano di Smart Working e la redazione dell’accordo aziendale, corredato della modulistica necessaria.

2) Attività di formazione rivolta al personale interessato dallo Smart Working

L’attività di formazione può essere realizzata dagli stessi soggetti proponenti si che candidano per la realizzazione di attività di formazione e direttamente destinata ai propri dipendenti o può essere erogata da un Organismo accreditato dalla Regione Lazio (in tal caso tale organismo si presenta in ATI/ATS con il soggetto proponente). L’attività formativa riguarda sia il management aziendale – per ciò che riguarda l’accompagnamento verso il recepimento di modelli organizzativi e di governance flessibili – sia i lavoratori e le lavoratrici che ricorrono allo smart working, operando così in assenza di vincoli orari o logistici e con l’utilizzo di differenziati strumenti tecnologici.

AZIONE B:

L’azione riguarda il supporto all’attuazione del Piano di smart working, attraverso l’acquisto di nuova strumentazione tecnologica, funzionale all’attuazione del piano.
Le spese ammissibili dovranno essere inerenti esclusivamente alle seguenti voci:
• Componenti hardware, nello specifico:
– Notebook (i.e. computer portatile);
– Smartphone:
– Accessori.
• Componenti software funzionali allo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità smart working
Soggetti beneficiari
Possono partecipare al presente avviso i soggetti che esercitano attività economica
Destinatari degli interventi sono lavoratori e lavoratrici dipendenti delle imprese richiedenti il contributo.
I dipendenti sono ricompresi nelle seguenti tipologie contrattuali:
• contratto di lavoro di diritto privato a tempo indeterminato o a tempo determinato (in
entrambi i casi sia a tempo pieno, sia a tempo parziale);
• contratto di apprendistato (ai sensi del D.Lgs. 81/2015);
• soci-lavoratori di cooperative (sia che partecipino o non partecipino agli utili).

 

SOGGETTI BENEFICIARI

Possono partecipare al presente avviso i soggetti che esercitano attività economica
Destinatari degli interventi sono lavoratori e lavoratrici dipendenti delle imprese richiedenti il contributo.
I dipendenti sono ricompresi nelle seguenti tipologie contrattuali:
• contratto di lavoro di diritto privato a tempo indeterminato o a tempo determinato (in
entrambi i casi sia a tempo pieno, sia a tempo parziale);
• contratto di apprendistato (ai sensi del D.Lgs. 81/2015);
• soci-lavoratori di cooperative (sia che partecipino o non partecipino agli utili).

Sono esclusi:
• i tirocinanti;
• i collaboratori d’impresa;
• i lavoratori con contratto di somministrazione;
• i lavoratori con contratto di lavoro intermittente;
• i titolari di impresa e i componenti dei Consigli di Amministrazione

 

TIPOLOGIA DI INTERVENTI AMMISSIBILI

Spese dirette del personale, relative alle seguenti voci:

  • Risorse umane interne (ad esempio, docenti, codocenti, tutor, personale amministrativo e ausiliario, progettista);
  • Risorse umane esterne (ad esempio, docenti, codocenti tutor, personale amministrativo e ausiliario, progettista).

A copertura degli ulteriori costi ammissibili sostenuti per l’attuazione del progetto è riconosciuto un tasso forfettario pari al 40% delle spese dirette del personale rendicontate e ritenute ammissibili a seguito dei controlli effettuati dalla Regione Lazio.

 

ENTITÀ E FORMA DELL’EROGAZIONE

L’importo complessivamente stanziato è di 2.000.000,00 €.

 

SCADENZA

La domanda può essere presentata fino ad esaurimento delle risorse.

CCIAA DI FROSINONE. RESTART IMPRESA. CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO FINO AL 100% PER L'ACQUISTO DI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE AZIENDALE ED INDIVIDUALE...

CCIAA di Frosinone. RESTART IMPRESA. Contributo a fondo perduto fino al 100% per l’acquisto di dispositivi di protezione aziendale ed individuale per sostenere le imprese nell’Emergenza sanitaria da COVID-19.

 

IL BANDO

La Camera di Commercio di Frosinone, attraverso la sua Azienda Speciale Aspiin, avvia l’intervento straordinario RESTART IMPRESA rivolto alle Micro, Piccole e Medie Imprese della Provincia di Frosinone, finalizzato a sostenere – mediante contributi a fondo perduto – la loro capacità di risposta all’emergenza sanitaria con l’utilizzo dei dispositivi di protezione aziendale ed individuale in ambito lavorativo.

 

SOGGETTI BENEFICIARI

Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al presente Bando le Micro, Piccole e Medie Imprese aventi sede legale e/o unità locali, al momento della presentazione della domanda e fino all’erogazione del contributo, nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Frosinone.

 

TIPOLOGIA DI INTERVENTI AMMISSIBILI

Dispositivi di protezione aziendale ed individuale:

  • Strumenti e prodotti per la sanificazione e/o interventi di sanificazione;
  • Guanti, dispenser, strumenti e prodotti specifici per l’igiene delle mani;
  • Mascherine e occhiali/visiere per l’igiene respiratoria;
  • Camici, tute di protezione, cuffie e copri scarpe;
  • Termo scanner;
  • Sterilizzatori collegati all’attività di impresa;
  • Barriere protettive divisorie delle postazioni di lavoro;
  • Barriere calpestabili per distanziamento;
  • Dispositivi automatici a distanza con pannello luminoso per il controllo e gestione dei flussi in ingresso/uscita;
  • Tunnel ingresso e uscita dipendenti/clienti per il controllo automatico della febbre e per la sanificazione di indumenti, scarpe etc;
  • Sistemi di aerazione dei locali aziendali;
  • Cartellonistica informativa;
  • App per evitare assembramenti.

 

ENTITÀ E FORMA DELL’EROGAZIONE

Le risorse stanziate a disposizione delle imprese attraverso il presente bando sono pari ad € 1.000.000,00.
L’iniziativa prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto a copertura del 100% delle spese sostenute, ritenute ammissibili a seguito della rendicontazione, fino all’importo massimo, per azienda, pari ad € 500,00.

 

SCADENZA

La domanda può essere presentata dal 13 maggio 2020 fino ad esaurimento risorse e comunque non oltre il 30 giugno. 2020.

REGIONE ABRUZZO - BANDO AIUTA IMPRESA. CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO FINO AL 40% PER STIMOLARE GLI INVESTIMENTO E FRONTEGGIARE L'EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19

Obiettivo dell’Avviso, coerentemente con la Legge Regionale 6 aprile 2020, n. 9, è quello di stimolare in Abruzzo gli investimenti (beni strumentali e durevoli, utilizzati per almeno tre anni, quindi non cedibili in questo periodo).

 

SOGGETTI BENEFICIARI

Il contributo è destinato a:

  1. le Micro e Piccole Imprese;
  2. i lavoratori autonomi in regime forfettario.

I beneficiari, alla data della presentazione della domanda dovranno essere costituiti da più di tre anni e operanti, sempre da almeno tre anni, nel territorio abruzzese.

 

TIPOLOGIA DI INTERVENTI AMMISSIBILI

Le spese ammissibili sono quelle effettuate dalla data del 1 gennaio 2020 e fino alla data di scadenza del presente avviso, così come risultanti dalle date della/e fattura/e.

Sono ammissibili le spese per l’acquisto di macchinari, attrezzature, mezzi di trasporto, arredi, strumenti, sistemi (dispositivi, hardware, software e applicativi digitali e la strumentazione accessoria al loro funzionamento) e di altri beni destinati ad essere utilizzati per un periodo di tempo superiore ai 3 anni, classificabili tra le immobilizzazioni materiali.

 

ENTITÀ E FORMA DELL’EROGAZIONE

Le risorse disponibili per questa misura sono pari a 6.000.000,00 di euro.
Il contributo consiste in una sovvenzione diretta a fondo perduto, per un massimo di 5.000 euro, concessa a titolo di rimborso delle spese di investimento, nella misura del 40% delle spese sostenute al netto dell’IVA.

Il contributo richiede il rispetto delle condizioni sostanziali di compatibilità europea degli aiuti di Stato e rientra tra le agevolazioni rivolte a tutti i settori, nel rispetto dei differenti massimali per impresa:

  • 800.000,00 euro per impresa generale;
  • 120.000,00 euro per impresa nei settori pesca e acquacoltura;
  • 100.000,00 euro per impresa nel settore agricoltura;

 

SCADENZA

Le domande dovranno essere inviate tramite sportello telematico a partire dal 26 maggio 2020, entro il 4 giugno 2020.

INVITALIA - BANDO IMPRESA SICURA. RIMBORSO FINO AL 100% DELLE SPESE SOSTENUTE DALLE IMPRESE PER L'ACQUISTO DI DISPOSITIVI ED ALTRI STRUMENTI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE...

Invitalia. Bando Impresa SIcura. Rimborso fino al 100% delle spese sostenute dalle imprese per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale finalizzati al contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

 

COS’È

Invitalia, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo, ha pubblicato il nuovo bando Impresa SIcura che punta a sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese di qualunque dimensione, operanti in Italia.
Impresa SIcura è il bando di Invitalia rivolto alle aziende che vogliono chiedere un rimborso per le spese sostenute per l’acquisto di DPI, finalizzati al contenimento e al contrasto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

 

A CHI È RIVOLTO

Impresa SIcura si rivolge a tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, dalla forma giuridica e dal settore economico in cui operano che, alla data di presentazione della domanda di rimborso, siano:

  1. regolarmente costituite e iscritte come “attive” nel Registro delle imprese
  2. con sede principale o secondaria sul territorio nazionale
  3. nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria e non sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria.

 

TIPOLOGIA DI SPESE AMMISSIBILI

Sono comprese le spese per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale, sostenute tra il 17 marzo 2020 e la data di invio della domanda di rimborso.

Impresa Sicura rimborsa l’acquisto di:

  • mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3;
  • guanti in lattice, in vinile e in nitrile;
  • dispositivi per protezione oculare;
  • indumenti di protezione quali tute e/o camici;
  • calzari e/o sovrascarpe;
  • cuffie e/o copricapi;
  • dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea;
  • detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici

 

ENTITÀ E FORMA DELL’EROGAZIONE

Le risorse disponibili ammontano a € 50 milioni (fndi Inail, come indicato nel decreto Cura Italia).

Il rimborso è concesso fino al 100% delle spese ammissibili e fino ad esaurimento della dotazione finanziaria disponibile.

Importo massimo rimborsabile: 500 euro per ciascun addetto dell’impresa , a cui sono destinati i DPI, e fino a un massimo di 150mila euro per impresa.

Importo minimo rimborsabile: non inferiore a 500 euro.

 

 

SCADENZA

Il bando di Invitalia prevede 3 fasi:

1) PRENOTAZIONE DEL RIMBORSO:
Le imprese interessate possono inviare la prenotazione del rimborso dall’11 al 18 maggio 2020, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.00, attraverso uno sportello informatico dedicato.

2) PUBBLICAZIONE DELL’ELENCO DELLE PRENOTAZIONI

Invitalia pubblicherà l’elenco di tutte le imprese che hanno inoltratola prenotazione, in odine cronologico.

Nell’elenco saranno comunicate:

  • le prenotazioni ammesse a presentare domanda di rimborso
  • le prenotazioni risultate non ammissibili.

 

3) PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI RIMBORSO

La domanda potrà essere compilata dalle ore 10.00 del 26 maggio alle ore 17.00 dell’11 giugno 2020 sempre attraverso procedura informatica.

I rimborsi verranno effettuati entro il mese di giugno.

INVITALIA - Contributi per la produzione e la fornitura di dispositivi medici e di protezione individuale per il contenimento dell'emergenza epidemiologica COVID-19

 

L’ordinanza, considerata la necessità di contrastare più efficacemente il progredire dell’epidemia COVID-19, nonché la situazione attuale di carenza di liquidità di cui soffrono le imprese italiane, fornisce le disposizioni volte a consentire l’attuazione e la gestione ad opera dell’Agenzia della misura di incentivazione alla produzione e alla fornitura di dispositivi medici e di dispositivi di protezione individuale.
In generale, l’ordinanza ha il fine di ampliare e/o riconvertire l’attività finalizzandola alla produzione di dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale.

 

SOGGETTI BENEFICIARI

 

Gli incentivi si rivolgono a tutte le imprese costituite in forma societaria (anche le società di persone) senza vincoli di dimensione. Sono escluse le ditte individuali e le partite IVA.

 

TIPOLOGIA DI INTERVENTI AMMISSIBILI

 

Spese ammissibili:

  • opere murarie strettamente necessarie all’installazione o al funzionamento dei macchinari o impianti ad uso produttivo;
  • macchinari, impianti ed attrezzature varie commisurate alle esigenze del ciclo produttivo;
  • programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa.

 

ENTITÀ E FORMA DELL’AGEVOLAZIONE

 

La misura ha dotazione finanziaria a favore delle imprese di 50 milioni di euro.

Previsto un mutuo agevolato a tasso zero a copertura del 75% del programma di spesa, rimborsabile in 7 anni. Gli incentivi saranno erogati sull’investimento e il capitale circolante.

La massima agevolazione conseguibile (in termini di ESL) è 800.000,00 euro.

Sono agevolabili anche le spese sostenute prima della presentazione della domanda, ma dopo la pubblicazione del DL CURA ITALIA (17 marzo 2020).

Il mutuo agevolato può trasformarsi in fondo perduto in funzione della velocità di intervento:

  • 100% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 15 giorni;
  • 50% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 30 giorni;
  • 25% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 60 giorni.

 

SCADENZA

 

La domanda può essere inviata esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia, a partire dalle ore 12 del 26 marzo 2020.

 

 

FAQ – DOMANDE FREQUENTI

 

Strumenti, apparecchi e impianti utilizzati per finalità diagnostiche o terapeutiche nella cura del virus COVID-19 quali, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, respiratori e attrezzature connesse.

La “Nota Metodologica” disponibile sul sito dell’Agenzia esplicita l’elenco, non esaustivo, dei “Dispositivi Medici” da fornire con l’investimento presentato.

Ai sensi dell’art. 74 comma 1 del D. Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, per dispositivo di protezione individuale (DPI) si intende qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, occhiali protettivi o visiere, mascherine, guanti e tute di protezione, come individuati dalla circolare del Ministero della salute n. 4373 del 12 febbraio 2020 e altri dispositivi equiparati ai sensi dell’articolo 34 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9.

La “Nota metodologica” disponibile sul sito dell’Agenzia esplicita l’elenco, non esaustivo, dei “Dispositivi di Protezione individuale” da fornire con l’investimento presentato.

I dispositivi prodotti devono assicurare il rispetto degli standard di qualità previsti dalla norme vigenti in modo da concorrere al contenimento dell’emergenza epidemiologica.

La validazione delle mascherine chirurgiche, così come definite dall’art. 15 comma 2 del DL 17.03.2020 n.18, è di competenza dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

La validazione degli altri dispositivi, richiamati dall’art. 15 comma 3 del DL 17.03.2020 n. 18, è di competenza dell’INAIL.

Si rimanda alla consultazione dei siti dei due Istituti (www.iss.it e www.inail.it) per maggiori informazioni.

Chi intende produrre mascherine chirurgiche deve definire, preliminarmente, quale sia la destinazione d’uso dei prodotti per i quali vuole inoltrare richiesta all’ISS.

Il Proponente è chiamato a presentare all’Istituto Superiore di Sanità una Domanda di valutazione in deroga e una autocertificazione utilizzando esclusivamente i modelli presenti sul sito e consultabili al seguente indirizzo: www.iss.it/procedure-per-richiesta-produzione-mascherine.

La richiesta va inoltrata, a mezzo PEC, all’Istituto Superiore di Sanità utilizzando esclusivamente il seguente indirizzo di posta certificata mascherinecovid-19@pec.iss.it.

L’azienda deve inoltrare all’Istituto entro tre giorni dall’invio della autocertificazione, ogni elemento utile che consenta all’Istituto di valutare la rispondenza dei prodotti alle norme vigenti.

Chi intende produrre DPI, diversi dalle mascherine chirurgiche, deve presentare la richiesta di validazione all’INAIL utilizzando il facsimile di autocertificazione pubblicato sul portale dell’Istituto, accludendo i documenti necessari per la validazione dei dispositivi, che includono una relazione tecnica descrittiva da cui si possa individuare il tipo di DPI e le prove tecniche effettuate, con i relativi risultati.

La richiesta deve essere inviata esclusivamente alla casella di posta elettronica certificata dpiart15@postacert.inail.it.

L’ISS e l’INAIL nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato, si pronunciano circa la rispondenza dei prodotti alla vigente normativa.

No, tali spese non rientrano tra quelle ammissibili.

Tuttavia si segnala che in domanda dovrà essere allegata una “relazione tecnica asseverata da parte di un tecnico abilitato iscritto all’albo professionale, attestante la capacità produttiva giornaliera dell’impresa ante e post investimento richiesto, la funzionalità, la pertinenza e la congruità del programma d’investimento e delle spese ad esso riferite rispetto agli obiettivi produttivi del programma stesso, nonché le caratteristiche tecniche dei dispositivi, ivi incluso l’eventuale possesso di certificazioni di prodotto. La relazione deve inoltre esplicitare gli eventuali necessari adempimenti autorizzativi e la relativa tempistica di ottenimento al fine di attestare la cantierabilità del programma”.

No, hanno accesso alle agevolazioni solamente i produttori di prodotti finiti.

L’acquisizione avverrà ai valori di mercato correnti al 31 dicembre 2019, sulla base dei fabbisogni riscontrati dallo stesso Commissario e su sua richiesta, sentito il Dipartimento della Protezione Civile.

L’ESL corrisponde al differenziale tra il tasso zero e il tasso di riferimento vigente alla data di concessione delle agevolazioni, determinato applicando al tasso base una maggiorazione in termini di punti base conforme a quanto previsto dalla comunicazione n. 14/2008, in relazione al rating d’impresa. Più alto sarà il rating dell’impresa, minore sarà l’esl assorbito dal finanziamento concesso.

Le agevolazioni non sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche, che costituiscono aiuti di stato, concesse a qualsiasi titolo per le medesime spese.

È richiesto che sia un tecnico abilitato iscritto al relativo Albo professionale, es. architetto e ingegnere.

Si può riconvertire anche solo parte della propria unità produttiva.

La somma dei ricavi delle vendite e delle prestazioni (art. 2425, lettera A), punto 1) del codice civile).

I macchinari devono essere nuovi di fabbrica.

Non vi sono conseguenze per l’impresa, salvo l’obbligo di restituzione dell’importo delle agevolazioni eventualmente già percepite eventualmente incrementato degli interessi legali.

L’intero importo della prima quota di agevolazioni erogata verrà recuperata alla prima erogazione utile successiva e, quindi, in sede di erogazione del saldo investimento.

L’impresa deve prioritariamente mettere a disposizione del Commissario la propria produzione di dispositivi ma, qualora costui non abbia espressamente manifestato la volontà di acquistarli, può liberamente commercializzarli sul mercato.

L’impresa, al fine di ottenere lo sconto in linea capitale sul finanziamento, deve dimostrare di aver regolarmente concluso il programma agevolato e di aver formalizzato la richiesta di autorizzazione agli enti preposti per la commercializzazione dei dispositivi, completa di tutta la documentazione necessaria, prima della dichiarazione di entrata in produzione. Ad esempio, nel caso delle mascherine chirurgiche, le imprese produttrici devono dimostrare di aver trasmesso all’Istituto Superiore di Sanita’ ogni elemento utile alla loro validazione almeno tre giorni prima della dichiarazione di entrata in produzione; invece, nel caso dei dispositivi di protezione individuale (DPI), le imprese produttrici devono dimostrare di aver trasmesso all’INAIL ogni elemento utile alla loro validazione almeno tre giorni prima della dichiarazione di entrata in produzione.

Resta inteso che il diritto a beneficiare di tale sconto, nonché l’erogazione del saldo della quota investimenti e della quota dei contributo relativa al capitale circolante, sarà subordinato alla dimostrazione del possesso di tutte le autorizzazioni necessarie per la commercializzazione dei dispositivi.

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INVITALIA - RESTO AL SUD
COS’È


Resto al Sud è l’incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno.

 

A CHI È RIVOLTO



Le agevolazioni sono rivolte agli under 46 che:

al momento della presentazione della domanda sono residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017

trasferiscono la residenza nelle suddette regioni dopo la comunicazione di esito positivo

non hanno un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento

non sono già titolari di altra attività di impresa in esercizio

(per i liberi professionisti): non risultano titolari di partita IVA , nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni

Possono presentare richiesta di finanziamento le società, anche cooperative, le ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017, o i team di persone che si costituiscono entro 60 giorni (o 120 se residenti all’estero) dopo l’esito positivo della valutazione.

 

TIPOLOGIA DI SPESE AMMISSIBILI


a) opere edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria connessa all’attivita’ del soggetto beneficiario nel limite massimo del trenta per cento del programma di spesa;

b) macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica;

c) programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC) connessi alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;

d) spese relative al capitale circolante inerente allo svolgimento dell’attivita’ d’impresa nella misura massima del venti per cento del programma di spesa; sono ammissibili le spese per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, utenze e canoni di locazione per immobili, eventuali canoni di leasing, acquisizione di garanzie assicurative funzionali all’attivita’ finanziata.

 

ENTITÀ E FORMA DELL’EROGAZIONE


Ciascun soggetto richiedente riceve un finanziamento fino ad un massimo di 50.000 euro. Nel caso in cui l’istanza sia presentata da piu’ soggetti richiedenti, gia’ costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, l’importo massimo del finanziamento e’ pari a 50.000 euro per ciascun soggetto richiedente fino ad un ammontare massimo complessivo di 200.000 euro.

Il finanziamento, a copertura del cento per cento delle spese ammissibili, e’ cosi’ articolato:

a) 35% per cento come contributo a fondo perduto erogato dal Soggetto gestore;

b) 65% per cento sotto forma di finanziamento bancario, concesso da istituti di credito assistito da un contributo in conto interessi erogato dal Soggetto gestore e dalla garanzia prestata dal Fondo di Garanzia per le PMI.

Il finanziamento bancario e’ rimborsato entro otto anni dall’erogazione del finanziamento, di cui i primi due anni di pre-ammortamento.

 

 

FAQ – DOMANDE FREQUENTI


Può richiedere le agevolazioni chi alla data di presentazione della domanda:

  • ha un’età compresa tra 18 e 45 anni
  • è residente in una di queste regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. Puoi anche trasferire la residenza in una delle suddette regioni dopo aver presentato la domanda, entro massimo 60 giorni dall’eventuale esito positivo della valutazione (120 giorni se risiedi all’estero)

Inoltre:

  • non devi essere titolare di attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017
  • non devi aver ricevuto negli ultimi tre anni altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità

Significa che:

  • nel caso di ditta individuale, non devi essere titolare di partita iva movimentata
  • nel caso di società, non devi essere rappresentante legale di società iscritte al registro delle imprese e attive

La titolarità di impresa viene valutata al 21 giugno 2017. Quindi non puoi presentare la domanda se risulti titolare di impresa in esercizio a quella data, anche se nel frattempo l’impresa è cessata o è stata ceduta.

Sì, se è stata costituita dopo il 21 giugno 2017.

No, non è vincolante, fermo restando quanto previsto dalla Circolare attuativa n. 000033 del 22/12/2017 al punto 3.3

  • Produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura
  • Fornitura di servizi alle imprese e alle persone
  • Servizi al turismo
  • Imprese individuali
  • Società di persone
  • Società di capitali (comprese le unipersonali)
  • Società cooperative

Sì, se riguardano interventi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria connessa all’attività, nel limite massimo del 30% del programma di spesa complessivo.

Sì, purché il sito sia legato alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa.

Sì, le cooperative rientrano a pieno titolo tra i soggetti beneficiari della misura “Resto al Sud”, come previsto all’art. 3, comma 2, lettera b) del decreto 9 novembre 2017, n. 174 e recepito dalle relative disposizioni attuative (punto 3.3, lettera b) della Circolare 22 dicembre 2017, n. 33). Nell’ambito delle società cooperative sono incluse anche quelle sociali, la cui finalità di soddisfare, attraverso lo svolgimento di un’attività d’impresa, un bisogno di interesse collettivo non modifica in alcun modo la natura giuridica delle stesse. Pertanto le cooperative sociali sono pienamente ammissibili alle agevolazioni “Resto al Sud”.

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INVITALIA - SMART AND START

Smart&Start Italia è l’incentivo che sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative. Finanzia progetti compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.

 

A CHI È RIVOLTO

Smart&Start Italia finanzia le startup innovative costituite da non più di 60 mesi e iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese.

 

CHI PUÒ CHIEDERE UN FINANZIAMENTO

• Startup innovative di piccola dimensione, costituite da non più di 60 mesi
• team di persone fisiche che vogliono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero, o cittadini stranieri in possesso dello “startup Visa”
• imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede sul territorio italiano

 

COSA FINANZIA

Smart&Start Italia finanzia piani di impresa con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, per acquistare beni di investimento, servizi, spese del personale e costi di funzionamento aziendale.

Il progetto imprenditoriale deve possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:

• avere un significativo contenuto tecnologico e innovativo
• essere orientato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things
• essere finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata

Alcuni esempi di spese del piano d’impresa:

• Impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica
• Componenti hardware e software
• Brevetti, marchi e licenze
• Certificazioni, know-how e conoscenze tecniche direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa
• Licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale
• Licenze relative all’utilizzo di software
• Progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi
• Consulenze specialistiche tecnologiche
• Costi salariali relativi al personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori
• Servizi di incubazione e di accelerazione di impresa
• Investimenti in marketing e web marketing

Alcuni esempi di costi di funzionamento aziendale:

• Materie prime
• Servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa
• Hosting e housing
• Godimento beni di terzi

 

LE AGEVOLAZIONI

Smart&Start Italia offre un finanziamento a tasso zero, senza alcuna garanzia, a copertura dell’80% delle spese ammissibili. Questa percentuale può salire al 90% se la startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se tra i soci è presente un esperto col titolo di dottore di ricerca italiano (o equivalente) che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia.

Le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia possono godere di un contributo a fondo perduto pari al 30% del mutuo e restituire così solo il 70% del finanziamento ricevuto.

Il finanziamento va restituito in 10 anni a partire dal 12° mese successivo all’ultima quota di finanziamento ricevuto.

 

LE PREMIALITÀ

È previsto un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione per le iniziative che:

• attivano collaborazioni con incubatori, acceleratori d’impresa, compresi gli innovation hub e gli organismi di ricerca
• operano al Centro-Nord e realizzano piani di impresa al Sud
• dispongono di un accordo di investimento con un investitore qualificato
• dispongono del rating di legalità.

Le startup costituite da meno di un anno possono inoltre contare su servizi di tutoring tecnico-gestionale nella fase di avvio (pianificazione finanziaria, marketing, organizzazione, ecc.).

 

 

FAQ – DOMANDE FREQUENTI

Possono richiedere le agevolazioni le startup innovative di micro e piccola dimensione, costituite da non più di 60 mesi al momento della presentazione della domanda, iscritte all’apposita sezione del Registro delle imprese e con sede legale e operativa nel territorio nazionale. Gli incentivi possono essere richiesti anche da team di persone che intendono costituire una startup innovativa in Italia.
Nel caso di startup non residenti sul territorio italiano la disponibilità di almeno una sede operativa nel territorio nazionale deve essere dimostrata alla data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni.

La “start-up innovativa” è una tipologia di impresa che risponde ai requisiti indicati dall’articolo 25 e seguenti del DL 179/2012.

No, è necessario anche che, alla data di presentazione della domanda, esse siano costituite da non più di 60 mesi.

No, è possibile farlo anche in seguito, dopo l’esito della valutazione. In caso di valutazione positiva, il proponente riceverà una comunicazione di ammissione alle agevolazioni tramite posta elettronica certificata. Da quel momento i proponenti hanno un tempo massimo di 30 giorni per costituire formalmente la società e per richiedere l’iscrizione alla sezione speciale del Registro delle imprese.
La dimostrazione dell’effettiva iscrizione alla sezione speciale del Registro delle imprese deve essere dimostrata alla data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni.

Nel caso in cui la società non è costituita, la domanda di agevolazione firmata digitalmente deve essere inoltrata da uno dei futuri soci della società che verrà in seguito costituita.
La compagine sociale della società che si intende costituire dovrà essere composta esclusivamente da persone fisiche.

Non ci sono particolari requisiti relativi ad età, sesso o residenza dei soci.

L’età dei soci deve essere dimostrata alla data di presentazione della domanda, così come previsto dal punto 9.2 della Circolare.

Sono ammissibili alle agevolazioni, tutte quelle iniziative che realizzino piani di impresa:

  • caratterizzati da un significativo contenuto tecnologico e innovativo, e/o
  • mirati allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things, e/o
  • finalizzati alla valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata.

(punto 8.1 della Circolare Esplicativa n. 439196 del 16 dicembre 2019).

Non sono ammissibili ai sensi dei punti 4.6 e 4.7 della Circolare Esplicativa n. 439196 del 16 dicembre 2019 le iniziative riconducibili:

  • al settore della produzione primaria dei prodotti agricoli;
  • rivolte al sostegno ad attività connesse all’esportazione;
  • al settore carboniero, relativamente agli aiuti per agevolare la chiusura di miniere di carbone non competitive.

Ai sensi del punto 8.5 della Circolare i piani d’impresa devono prevedere spese ammissibili, ivi compresi quelle riconducibili alle esigenze di capitale circolante, non superiori a € 1.500.000,00 e non inferiori a € 100.000,00.

Entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento (vedi lettera b) punto 10.2 della Circolare). Esplicativa n. 439196 del 16 dicembre 2019).

No, sono ammissibili solo le spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione (lettera a) punto 10.2 della Circolare.

Le agevolazioni consistono in un finanziamento a tasso zero, cioè, senza interessi, di importo
pari all’80% (ottanta percento) delle spese ammissibili (compreso il circolante). L’importo del finanziamento agevolato è pari al 90% (novanta percento) delle spese ammissibili (compreso il circolante) nel caso in cui la compagine, alla data di presentazione della domanda, è interamente costituita da giovani under 36 e/o da donne, oppure preveda la presenza di almeno un esperto, in possesso di titolo di dottore di ricerca o equivalente da non più di 6 anni e impegnato stabilmente all’estero in attività di ricerca o didattica da almeno un triennio.

Per le start-up innovative localizzate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia il finanziamento agevolato (con esclusione della quota connessa alle esigenze di capitale circolante) è restituito dall’impresa beneficiaria in misura parziale, per un ammontare pari al 70% (settanta percento) dell’importo del finanziamento agevolato concesso calcolato a valere sulle spese di cui al punto 10.1.

Sì. Ad esempio: ha diritto al beneficio di cui al punto 9.1 della Circolare un’impresa con sede legale e operativa a La Spezia e che intende attuare il piano d’impresa a Potenza.

Si tratta delle figure strategiche, in possesso di competenze manageriali e/o tecniche funzionali alla realizzazione del piano d’impresa, ovvero soci e/o dipendenti.

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INVITALIA - CULTURA CREA
COS’È


“Cultura Crea” è l’incentivo che sostiene la nascita e la crescita di iniziative imprenditoriali e no profit nel settore dell’industria culturale, creativa e turistica, che puntano a valorizzare le risorse culturali del territorio nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

È promosso dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) per sostenere la filiera culturale e creativa delle regioni interessate e consolidare i settori produttivi collegati, rafforzando la competitività delle micro, piccole e medie imprese in attuazione del PON FESR “Cultura e Sviluppo” 2014-2020 (Asse Prioritario II).

Le risorse finanziarie stanziate ammontano a circa 107 milioni di euro. È prevista una dotazione aggiuntiva di 7 milioni di euro.

 

A CHI È RIVOLTO


“Cultura Crea” si rivolge alle micro, piccole e medie imprese dell’industria culturale e creativa, inclusi i team di persone che vogliono costituire una società, e ai soggetti del terzo settore che vogliono realizzare i loro progetti di investimento in Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia (destinatarie dell’intervento PON 2014-2020 Cultura e sviluppo).

In particolare:

l’incentivo per la “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale” finanzia:

• team di persone fisiche che vogliono costituire una impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni.

• le imprese costituite in forma societaria da non oltre 36 mesi, comprese le cooperative

 

L’incentivo per lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale” finanzia:

• le imprese costituite in forma societaria da non meno di 36 mesi, comprese le cooperative

• l’incentivo per il “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale” finanzia imprese e soggetti del terzo settore. In particolare:

• ONLUS

• imprese sociali

 

AMBITI D’INTERVENTO


• Startup – per la nascita di nuove imprese di micro, piccola e media dimensione della filiera culturale e creativa

• Imprese consolidate – per la crescita e l’integrazione delle micro, piccole e medie imprese della filiera culturale, creativa, dello spettacolo e delle filiere dei prodotti tradizionali e tipici

• Imprese sociali – per sostenere i soggetti del terzo settore nelle attività collegate alla gestione di beni, servizi e attività culturali, favorendo forme di integrazione

 

I VANTAGGI PER L’IMPRESA


Finanziamento agevolato a tasso zero e contributo a fondo perduto sulle spese ammesse, con una premialità aggiuntiva per giovani, donne e imprese con rating di legalità.

Gli incentivi, concessi nell’ambito del regolamento de minimis, possono coprire fino all’80% delle spese totali, elevabili al 90% in caso di premialità.

Sono finanziabili programmi di investimento fino a 400.000 euro che prevedono la creazione o l’introduzione di prodotti o servizi innovativi in una delle seguenti aree tematiche:

• conoscenza: sviluppo o applicazione di tecnologie che permettano di creare, organizzare, archiviare e accedere a dati e informazioni sull’industria culturale.

• conservazione: sviluppo o applicazione di modalità e processi innovativi per le attività legate a restauro/manutenzione e recupero del patrimonio culturale (restauro, manutenzione, recupero e rifunzionalizzazione) come materiali, tecnologie, analisi della gestione dei rischi, valutazione dei fattori di degrado e tecniche di intervento, ecc.

• fruizione: modalità e strumenti innovativi di offerta di beni, anche in forma integrata con le risorse del territorio, processi innovativi per la gestione – acquisizione, classificazione, valorizzazione, diffusione – del patrimonio culturale e risorse del territorio; piattaforme digitali, prodotti hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione

• gestione: sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali

 

Le agevolazioni sono concesse nei limiti del regolamento de minimis e prevedono congiuntamente:

• un finanziamento agevolato a tasso zero, fino al 40% della spesa ammessa

• un contributo a fondo perduto fino al 40% della spesa ammessa

In entrambi i casi il tetto delle agevolazioni è elevabile al 45% per i progetti presentati da imprese femminili, giovanili o in possesso del rating di legalità.

 

 

FAQ – DOMANDE FREQUENTI


“Cultura Crea” si rivolge alle micro, piccole e medie imprese dell’industria culturale e creativa, inclusi i team di persone che vogliono costituire una società, e ai soggetti del terzo settore che vogliono realizzare i loro progetti di investimento in Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia (destinatarie dell’intervento PON 2014-2020 Cultura e sviluppo).

L’incentivo per la “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale” finanzia:

  • team di persone fisiche che vogliono costituire una impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni.
  • le imprese costituite in forma societaria da non oltre 36 mesi, comprese le cooperative

L’incentivo per lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale” finanzia:

  • le imprese costituite in forma societaria da non meno di 36 mesi, comprese le cooperative.

L’incentivo per il “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale” finanzia imprese e soggetti del terzo settore.
In particolare:

  • ONLUS
  • imprese sociali

Sono imprese la cui compagine societaria è composta, alla data di presentazione della domanda, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da donne.

Sono imprese la cui compagine societaria è composta, alla data di presentazione della domanda, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione da soggetti di età compresa tra i 18 ed i 35 anni.

Per i progetti indirizzati al Titolo II i settori ammissibili sono:

  • Economia della conoscenza
  • Economia della conservazione
  • Economia della fruizione
  • Economia della gestione

Il progetto deve prevedere l’introduzione di innovazioni di processo, di prodotto o di servizio, organizzative, di mercato, in uno dei seguenti ambiti:

  • Applicazione di tecnologie innovative e tecnologie chiave abilitanti per la creazione, organizzazione, condivisione ed accessibilità di contenuti culturali
  • Sviluppo e applicazione di processi innovativi per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale materiale ed immateriale
  • Sviluppo delle attività connesse alla comunicazione, promozione e conoscenza del patrimonio culturale del territorio
  • Sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ottimizzare le attività di gestione di beni ed attività culturali

Per i progetti rivolti al Titolo III i settori ammissibili sono:
I settori relativi all’industria culturale, turistica e manifatturiera, i cui Codici ATECO sono elencati nell’Allegato III del Decreto Mibact 11 Maggio 2016.

Per i progetti rivolti al Titolo IV i settori ammissibili sono:

  • Attività culturali e artistiche
  • Attività ricreative e di socializzazione
  • Protezione dell’ambiente
  • Protezione degli animali
  • Attività manifatturiere
  • Alberghi e ristoranti

Nota bene: Per la classificazione delle attività economiche al terzo settore è stata utilizzata la Classificazione internazionale delle attività svolte dalle istituzioni non profit – ICNPO (International Classification of Non Profit Organizations), delle Nazioni Unite.

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Possibilità di creare una nuova impresa:
SiNo

Possibilità di creare una impresa femminile (composta con il 51% di quote rosa):
SiNo

Possibilità di creare una nuova impresa con giovani di meno di 36 anni:
SiNo

Possibilità di creare una nuova impresa con giovani di meno di 46 anni:
SiNo


Progeu prenderà in carico la sua richiesta di informazioni. La invitiamo a procedere con il tesseramento per ricevere maggiori informazioni sulla finanziabilità del suo progetto imprenditoriale.

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Possibilità di creare una nuova impresa con giovani di meno di 46 anni:
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Progeu prenderà in carico la sua richiesta di informazioni.
La invitiamo a procedere con il tesseramento per ricevere maggiori informazioni
sulla finanziabilità del suo progetto imprenditoriale.