Il 31 gennaio di quest’anno, a distanza di quasi quattro anni dal referendum del 2016, il Regno Unito ha definitivamente lasciato l’Unione Europea.

Da allora, Londra e Bruxelles si sono impegnate al fine di concludere il 2020 con in mano un accordo che definisca chiaramente quali saranno i rapporti tra UE e UK dopo la Brexit.

Dopo quasi 11 mesi di “transizione” – durante i quali molte cose sono rimaste le stesse -, una delle poche certezze che abbiamo riguardo tale accordo è che dalle 23:00 del prossimo 31 dicembre la liberà circolazione tra Ue e Regno Unito terminerà ufficialmente.

Quest’ultimo applicherà un nuovo sistema di immigrazione (PBS, Points-based immigration system) che da priorità alle competenze e al talento del richiedente, a prescindere da quale sia il suo luogo di provenienza. “La Gran Bretagna resta – quindi – ‘open for business’. Vogliamo continuare a incoraggiare i migliori talenti da tutto il mondo a portare le loro competenze nel Regno Unito”, ha dichiarato l’Ambasciatore britannico in Italia, Jill Morris.

Per poter continuare a vivere nel Regno Unito – attualmente sono circa 3 milioni i cittadini europei che risiedono stabilmente nel paese – sarà sufficiente fare domanda entro il 31 dicembre 2020 all’EU Settlement Status Scheme, con cui si otterrà il diritto a risiedere in modo permanente in UK. La condizione per fare domanda è di risiedere (e poterlo dimostrare) in UK da prima di quella data.

Per potersi trasferire, invece, dal 1° gennaio in poi, sarà necessario dimostrare di essere in possesso dei seguenti requisiti:

– avere già in mano un’offerta di lavoro da parte di uno sponsor riconosciuto dall’Home Office;

– percepire la soglia salariale minima pertinente dallo sponsor (la quale è normalmente di 26.000£ annui);

– essere in possesso di un certificato di lingua inglese al livello intermedio B1.

I lavoratori nelle professioni sanitarie riconosciute potranno inoltre fare domanda per il visto “Health and Care”, che prevede un accesso rapido, con tassa amministrativa ridotta e supporto dedicato durante il processo di presentazione della domanda. 

Il visto “Global Talent”, invece, consente a coloro che sono in possesso di competenze uniche in grado di arricchire il patrimonio di conoscenze, l’economia e la società del Regno Unito, e consente di fare ingresso nel paese pur non essendo in possesso di un’offerta di lavoro. Nel luglio 2021 sarà inoltre inaugurato anche il “Graduate Visa”, che consente a coloro che hanno completato con successo un percorso universitario nello UK di restare per un massimo di 2 anni (3 per i dottorandi) a lavorare o a cercare lavoro.

Anche coloro che vorranno trasferirsi in UK per motivi di studio potranno farlo solo se in possesso di determinati requisiti:

– aver ricevuto l’offerta di un posto in un corso da uno sponsor per studenti riconosciuto dall’Home Office;

– essere in grado di parlare, leggere, scrivere e capire la lingua inglese;

– avere abbastanza soldi per mantenersi e pagare il proprio corso;

– intendere seriamente di studiare nel Regno Unito. Visitare il Regno Unito – per un massimo di sei mesi – per motivi di turismo, visite a familiari e amici, programmi di studio a breve termine e attività connesse al lavoro, invece, sarà ancora possibile senza richiedere alcun visto.