“Ci adoperiamo a favore di una relazione che tenga fede agli impegni reciproci. Una relazione che generi risultati concreti per entrambe le parti e che siano positivi anche per il mondo. In alcuni settori siamo sulla strada giusta, in altri servono maggiori sforzi.” Queste le parole di Charles Michel, Presidente del Consiglio Europeo a conclusione della riunione tra i vertici dell’UE e i vertici della Repubblica Popolare Cinese tenutasi il 14 settembre scorso. Quali sono, allora, i settori in cui la cooperazione è sulla strada giusta e quali no?

Cambiamento climatico, questioni economiche e commerciali, affari internazionali e diritti umani. Questi sono solo alcuni dei settori in cui si sta lavorando concretamente. Lo sblocco dei negoziati per l’Accordo Comprensivo sugli Investimenti tra UE-Cina (CAI) e la firma dell’accordo UE-Cina sulle indicazioni geografiche, che migliorerà l’accesso al mercato cinese, soprattutto per i prodotti agricoli europei di alta qualità, sono un buon passo avanti ma non bastano.

L’Unione Europea in materia di cambiamento climatico si sta dimostrando piuttosto ambiziosa con il nuovo Green Deal europeo e chiede alla Cina di fare altrettanto ed impegnarsi di più nel definire un obiettivo di neutralità climatica.

Se su queste materie si stanno facendo passi avanti, non si può dire lo stesso sulle questioni riguardanti gli affari internazionali e i diritti umani. I leader europei hanno dato voce alle proprie preoccupazioni in merito alle misure adottate dalla Cina ad Hong Kong e al deterioramento della tutela dei diritti umani nello Xinjiang e in Tibet. L’UE ha sottolineato la necessità che la Cina promuova la pace e la sicurezza internazionali ed aderisca alle norme internazionali a sostegno di uno sviluppo sostenibile e della tutela delle minoranze etniche.

Cina ed Unione Europea si sono incontrate nuovamente (online) il 10 novembre scorso, nell’ambito dell’Agenda Strategica UE-Cina 2020 per la Cooperazione, per la quinta edizione del EU-China High-Level People-to-People Dialogue (HPPD). Lanciato nel 2012, esso costituisce uno dei tre pilastri su cui si basano le relazioni sino-europee, insieme a l’High Level Strategic Dialogue e l’High Level Economic and Trade Dialogue.

L’HPPD riunisce ogni due anni i decision-makers e gli operatori nei settori dell’istruzione, della cultura, della gioventù, dello sport e delle tematiche di genere per scambiarsi idee innovative e buone pratiche su come la Cina e l’UE possano concretamente lavorare insieme.

Durante il meeting entrambe le parti hanno constatato le migliorie nella cooperazione tra i due attori negli ultimi due anni nei settori d’interesse ed hanno espresso la volontà di continuare e rafforzare questa cooperazione al fine di progredire ulteriormente verso una parità di condizioni in cui lo scambio di idee e la mobilità possano aver luogo.

Nel campo dell’istruzione, entrambe le parti hanno sottolineato il particolare impatto della pandemia di COVID-19 su questo settore. Hanno convenuto sulla necessità di un settore dell’istruzione resiliente e che possa svolgere un ruolo centrale nella ripresa. Hanno inoltre fatto il punto sul coinvolgimento individuale e istituzionale della Cina nel programma Erasmus +. Entrambe le parti si sono impegnate a promuovere ulteriormente la mobilità bidirezionale di studenti e ricercatori. Ciò, si è detto, può avvenire sviluppando collegamenti tra le opportunità Erasmus + e il sostegno delle borse di studio del governo cinese e promuovendo la compatibilità tra gli istituti di istruzione superiore. A tal proposito entrambe le parti accolgono con favore i risultati dello studio Tuning UE-Cina e le sue linee guida sul trasferimento e il riconoscimento dei crediti e il rafforzamento della compatibilità dei sistemi scolastici e universitari europei e cinesi.

Nel campo della cultura, Cina ed UE concordano nel rafforzare la cooperazione sulla conservazione del patrimonio culturale, in particolare durante la rigenerazione e il rinnovamento urbano, attraverso lo scambio di buone pratiche già utilizzate in Europa. È stato inoltre deciso di promuovere scambi multiculturali di cooperazione in varie forme come festival e fiere del libro.

Si è convenuto, inoltre, che lo sport possa essere un ottimo strumento per ampliare la cooperazione e la mobilità tra Europa e Cina. Le parti hanno concordato di esplorare la crescente dimensione internazionale della cooperazione sportiva, comprese le opportunità offerte dal programma Erasmus +.

Entrambe le parti si sono impegnate a promuovere la cooperazione internazionale tra le organizzazioni giovanili per affrontare le sfide comuni, incentivando lo scambio di idee e prassi tra organizzazioni giovanili europee e cinesi soprattutto per combattere il cambiamento climatico e gli stereotipi di genere.

Le attività concordate e intraprese durante l’incontro del 10 novembre scorso verranno valutate e riviste in occasione del sesto round dell’HPPD previsto in Cina per il 2022. L’Europa sa perfettamente che ci sono differenze reali tra le due entità ma sa anche che instaurare una relazione vantaggiosa con la Cina è importante, ora più che mai. Vuole avere una relazione che sia, sì, di mutuo beneficio ma che si basi in primo luogo sui principi di reciprocità, responsabilità e correttezza.